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mercoledì 1 ottobre 2025

E LOCKTOBER SIA!


E a Ottobre cominciò il LOCKTOBER.
Un mese di sfide e divertimento all'insegna della castità.
Quanto mi divertirò?

And in October, LOCKTOBER began. 
A month of challenges and fun dedicated to chastity. 
How much fun will I have?


Il Locktober è un evento annuale che si svolge in ottobre, il mese del mio compleanno ed è molto popolare all'interno delle comunità BDSM e kink, in particolare per chi pratica la castità e la dinamica del negare l'orgasmo (orgasm denial).

Il nome deriva dall'unione di "lock" (lucchetto/chiudere a chiave) e "October" (ottobre).

In cosa consiste il Locktober nel BDSM?

  • Castità: L'idea centrale è che i partecipanti, tipicamente persone con pene ma esistono varianti anche per persone con vulva, si impegnano a indossare un dispositivo di castità (spesso una gabbia per la castità maschile o una cintura di castità femminile) per l'intero mese di ottobre.

  • Negazione Sessuale: L'obiettivo principale è astenersi da qualsiasi attività sessuale che porti all'orgasmo. Il dispositivo impedisce l'erezione o l'accesso ai genitali, e quindi l'eiaculazione o l'auto-stimolazione che potrebbe portare al culmine.

  • Dinamica di Potere: Molti partecipanti hanno un/una Keyholder (custode della chiave), che è un partner o una persona dominante che tiene la chiave del dispositivo. Questa persona ha il controllo sul rilascio del sottomesso, rafforzando la dinamica di Dominazione e Sottomissione (D/s).


 

lunedì 4 febbraio 2019

Che cos’è il BDSM

Leggo parecchi articoli che hanno come comune denominatore il termine BDSM, ma questo articolo lo trovo di una superficialità totale!
Cosa ne pensate voi?
DG

Scritto da Patrizia La Meglio il 2 febbraio 2018. Pubblicato in Lifestyle


Oggi sempre di più si sente parlare del termine BDSM, anche grazie alla popolarità che i libri e la trasposizione cinematografica di “50 sfumature…” hanno portato. Infatti, secondo le statistiche, questi giochi erotici e di sottomissione fanno parte delle fantasie di 1 persona su 6.
Ma esattamente che cos’è esattamente questo termine e che cosa significa?
Il termine BDSM sta a indicare una gamma di pratiche erotiche basate sul dolore e/o l’umiliazione tra due (o addirittura più) partner adulti che da queste pratiche ricevono un enorme soddisfazione e godimento.

B sta per bondage.
D dominazione.
S sottomissione e sadismo.
M di masochismo.

Sono parecchie le pratiche ricondotte al BDSM e di conseguenza tanti sono gli strumenti utilizzati. Per questo motivo chi ha intenzione di cominciare questa attività erotica deve prima aprire un confronto sui reciproci gusti, in modo da evitare spiacevoli situazioni.

Oggi grazie all’introduzione dei sexy shop online è possibile trovare e comprare tutto ciò che si vuole…e in completa riservatezza! Dunque, quali articoli sexy shop BDSM scegliere?

Scegli L’accessorio Giusto Per Te
Una delle fantasie più comuni oggigiorno e quella di essere legati o di essere sculacciati. Per quanto riguarda il primo caso, esistono manette sia per caviglie che per polsi (o entrambe). Esistono manette in metallo, in metallo, ma rivestite con peluche, in camoscio con chiusura in velcro o in ecopelle. Non dimentichiamoci delle corde: esplora le vette del bondage e sadomaso con il tuo partner! Le manette e le corde, però, se usate in cattivo modo possono andare a fare male il tunnel carpale e portare parestesie temporanee e dolori. Assicuratevi sempre che il polso non sia costretto o che la manetta/corda non sia in tensione!

Una volta in manette, vi è anche la serie di bavagli da usare in modo da impedire alla persona sottomessa di parlare. Si hanno quelli in stoffa, plastica, ad anello, a forma di palla…o con forme falliche.
Per quanto riguarda, invece, la seconda fantasia più comune (sculacciamento), è possibile individuare fruste, con le varianti a forma di pene o in lattice.
Parlando invece del vestiario sia per donna che per uomo il latex è predominante. Per l’uomo: dalla tuta, al bermuda, pantaloni, slip ecc…per la donna: abiti, calze, pantacollant, top e gonna.

Nel BDSM è possibile anche il travestimento. Questo è il motivo delle maschere in tulle, con pietre preziose o con piume e decorazioni dorate. Ma non solo, andando più nello specifico abbiamo cappuccio completo con aperture. Un accessorio davvero intrigante per i vostri giochi erotici!

Scopri Le Varianti
Tra gli altri accessori di BDSM possiamo individuare anche pinze sia per capezzoli che per testicoli.
Per chi, infine, è alla ricerca di un’esperienza BDSM a 360 gradi, esistono dei veri e propri kit per trasformare il proprio letto in una macchina dell’amore bondage! Con il kit, infatti, è possibile legare il proprio partner al letto e sui bordi del materasso, ed è collegato a 4 cordini dotati di manette alle caviglie e polsi. Il kit comprende do 1 testiera reclinabile 12 anelli 4 bitte regolabili 1 maschera raso accecante.
Fatevi trasportare in questo mondo BDSM! Sarà sicuramente un’esperienza che darà un nuovo livello di piccantezza alla vostra vita di coppia. Provare per credere!

http://www.comunicati.eu/che-cose-il-bdsm-49700

lunedì 16 luglio 2018

What Is BDSM and Why Are People So Into It?

BDSM is all the rage. 
Everyone is talking about kink. 
Thanks, E L James. Fifty Shades of Grey has suddenly made kink mainstream. Now that you've hustled back from the movie theater, high on your Fifty Shades Darker fix, let's explore that fantasy life on a deeper level, shall we?

You're not alone in your interest. According to a recent study 50 percent of Americans enjoy some kind of kink or rough sex fantasy, while 36 percent admit to using blindfolds and bondage gear during sex. That is a lot of people!

There are real, psychological and scientific reasons why you're fascinated by BDSM. We broke down the basics for the ultimate beginners guide to kink.

This is a modal window.
The media could not be loaded, either because the server or network failed or because the format is not supported.



First things first, kink didn't start with E L James.

One of the things that really grinds the gears of those who love BDSM is the notion that it all started with Christian Grey. This is inaccurate. People have been into kinky sex since the dawn of time. Humans enjoy mixing a little violence in with sexuality. It's a primal urge. There has been an underground fetish community right beneath your nose this whole time.

An interesting aspect of kink's recent(ish) mainstream attention is the role the media has played. Before the internet, people thought that the only "normal" sex was vanilla, standard-style love-making. Meanwhile, there was a whole community underground exploring a darker side of sexuality. "People who felt such desires rarely or never expressed them, and many must have felt completely alone," says Sandra LaMorgese PhD, author, former dominatrix, and CEO of Attainment Studios. 
"Today, we are more honest with each other and with ourselves — we know that most fantasies and fetishes are actually quite common."

Kink has widely been considered taboo and wrong, which is titillating and makes us want to do it. We're fascinated by what is considered "bad."

It's about control more than anything else.

What freaks us out about BDSM (besides all the canes, ball gags, and whips), is the lack of clarity around why we're interested in it in the first place. What it comes down to is control. It's a desire to give up or receive control over someone. There is something deeply sensual about this giving and receiving — this complete power exchange.

According to LaMorgese, BDSM is often misrepresented and not fully understood. This might be why we feel so weird about it. "At first glance, BDSM (Bondage, Discipline, Sadism, and Masochism) may look like an abusive practice that's only carried out by heartless sadists and victims with low self-worth. With BDSM, the misunderstanding is especially profound. The practice of BDSM involves trust, compassion, love, acceptance, and surrendering control for the good of one's emotional health."

There is nothing wrong with you if you want to try BDSM. You're not a depraved soul who longs for torture . . . you're just a person with a rich fantasy life. According to a 2008 study, those who engage in BDSM are no more depraved or psychologically "damaged" than anyone else.

So, don't freak yourself out if you enjoy being spanked and blindfolded. There is nothing wrong with you.


You can always bow out.

Another thing that scares us silly? The idea that we can't get out of a BDSM fantasy once we're inside of it. Many of us (myself included, once upon a time), are apprehensive about giving up control because we're afraid we can't have it back.

This is untrue! You can always say no. BDSM is not about getting hurt against your will. It is not about exposing yourself to trauma; it's really about exploring your sexuality in a way that feels safe.

Before you try a BDSM scene (because you know you want to), discuss boundaries with your partner and figure what you are and are not comfortable with. If something feels too overwhelming in the moment, you use your safe word.

Choose a word that won't interfere with the scene (read: won't be a turn-off) — something neutral like "strawberry" or "Netflix." Your safe word means, "I need a break. Stop."


BDSM doesn't always include sex.

Contrary to popular belief and what you see in pornos, BDSM is not always about sex. In fact, a professional dominatrix NEVER has sex with her clients. Crazy, right?

The thing is, BDSM isn't always about orgasms and erections. It's more like therapy or meditation. It's a place to explore boundaries, emotions, and fantasy. Yet, it is very erotic.

"On a physiological level, the elements of fear and danger get the adrenal glands going, flooding a person's system with epinephrine, followed by endorphins. These are the body's natural painkillers, and they model opioids in how they make us feel, giving us feelings of calm, relaxation, and well-being." Says LaMorgese, "Most clients say that when a session is over, they feel a sense of euphoria or a warm, ecstatic glow. Psychologically, this sort of activity can also be very healing. Usually subs have gone through life harboring sexual desires that they feel are shameful, but practicing BDSM gives them a free space to explore their fantasies without fear of judgment and shame."


Here's the difference between Dom vs. Sub.


In your general BDSM role play, there is a dominant and a submissive. The dom has control over the sub. In Fifty Shades, Christian is the dom and Anna is the sub. Of course, these roles are completely gender fluid.

"Generally, BDSM is about dominance and submission. One person plays the "top" or dominant role, while the other plays the "bottom" or submissive role." LaMorgese tells us. "These roles often coincide with each person's natural tendencies or come from a particular desire they feel to dominate or submit. It's also possible to be a "switch," which means that you can play both roles naturally."

If you're not sure "who" you are in the BDSM sphere, there is nothing to worry about. Figuring out which role feels best for you actually takes some experimentation. You might even wind up surprised by what you're into. Perhaps you really think you're the ultimate dom, only to realize this doesn't feel right to you, and you'd much rather be tied up; that's OK!

You can try different things and see what works for you. The beauty of sexual experimentation is allowing yourself to try things and make mistakes. As long as you're exploring these fantasies with someone who you trust, you have nothing to fear.

http://www.popsugar.com/love/What-BDSM-43171408

lunedì 4 giugno 2018

The BEST Relationship Of My Entire Life Is The One I Have With My Daddy Dom

Slutty Girl Problems
Blogger
April 7, 2017

Not to mention the HOTTEST...

Some of you have probably wondered what BDSM stands for. To answer that question, BDSM traditionally stands for bondage/discipline, Dominance/submission, sadism/masochism.

Within the wide spectrum of BDSM relationships, there is a distinct relationship known as DDlg — which stands for Daddy Dominant/little girl. DDlg relationships possess aspects of BDSM but do not typically include the more hardcore, pain-related components BDSM is commonly known for.

DDlg relationships usually involve at least some degree of age play and Daddy Dominants (or Mommy Dominants/Dommes/Femdoms/etc.) are often nicer and more respectful of their little(who could also potentially identify with any gender).


I am currently in a BDSM DDlg relationship with my fiancé.
I wanted to give up control, but I need to be able to trust the person who is my Dominant and I need to feel sure that person understands me.
My Daddy Dom is one of the best Dominants I have ever had. He knows what I need and he knows how we need to format rules.

Work and school take top priority. For example, we have a rule that says I have to turn in all my homework on time.

Our DDlg relationship includes age play.
My little age is around 11 or 12. I love my stuffed animals and I am not afraid to admit that. We have an entire bed covered with stuffed animals.

I also like to color and have game nights with my Daddy. We play cards, Monopoly, Connect Four, Trouble, and Sorry. I have a whole coloring bin and game bin.
I love cuddle time as well. Cuddle time is honestly my favorite time.
Being in this relationship I am in with my fiancé, I have grown up and learned so much.

There are things I should have learned years ago that my fiancé/Daddy has now taught me. I feel safe and secure knowing he is so supportive of me and what I want to do with my life and is willing to do anything to help me get there.

I honestly have no idea what I would do without him. He is my rock and he helped me when I was going through tough times.


During my first year of college, I spent the Fall break at his house and a week later I ended up moving in with him because things got really rough at my home. I needed a place where I could get my school work done in peace and focus on my physical and mental health because I was really struggling at home. I moved in and kind of just let things fall into place and have been so much happier since.

We also have a blast experimenting with kinky things in the bedroom! We hardly ever do anything vanilla, unless it’s one of those days when we’re both worn out and exhausted.

For those of you interested in taking on a submissive role in a BDSM relationship of any kind, my advice is to do it with someone you know and feel safe with.
As is true with any type of relationship, if you don’t feel safe, BDSM can soon become toxic and ultimately fail. Always make sure you feel safe and there is mutual consent regarding everything in the relationship.
In a BDSM relationship, you should always work together with your Dominant to establish the rules upfront.

If something seems sketchy — back out!

My fiancé and I sketch out fresh rules and punishments every few months to make sure they still fit our lifestyle and that we both still agree on everything. Be sure to find someone who you believe is a safe person and that you trust completely, regularly review your rules with your Dominant, and make sure you always authentically agree with what you’ve both agreed to.

Being in this kind of a relationship is definitely fun, but you have to be safe. 

I really encourage this kind of relationship for those who find a vanilla lifestyle boring, enjoy being able to play and have fun, and are open-minded when it comes to the idea of learning new things from a Dominant.

Personally, I love being a little ... and getting the attention my Dominant gives me!


http://www.yourtango.com/2017301529/what-its-like-being-submissive-ddlg-bdsm-relationship

lunedì 28 maggio 2018

BDSM. Kink, le 50 Sfumature di James Franco

Prodotto da James Franco e diretto da Christina Voros, 
Kink è il docu-film di riferimento per capire davvero 
di cosa parliamo quando diciamo BDSM.


Il BDSM sta a 50 Sfumature di Grigio, come il Sundance Festival sta al circolo culturale sotto casa. Con tutto il rispetto per ciascuno dei termini dell’equazione, per articolare un discorso serio sugli input BDSM di 50 Sfumature di Grigio, c’è una tappia obbligata: il quartier generale della Kink.com, la più seria casa di produzione porno sui generis.

“Demistifichiamo e celebriamo la sessualità alternativa, regalandovi autentiche esperienze sporche”: una dichiarazione di intenti ed una promessa in home page per i visitatori del sito. Lasciate ogni speranza oh voi che entrate, e lasciate proprio stare l’esperienza se non avete lo stomaco abbastanza forte. 
Kink.com è specializzato in sadomaso estremo, bondage creativo e fuck-machine. Ma riesce a farlo con una serietà ed un’eleganza che hanno colpito persino la giuria del Sundance Festival.

Ad aver acceso i riflettori sui più puliti narratori di sesso sporco d’America è stato James Franco.
Durante il set di About Cherry, l’attore è stato casualmente costretto a recarsi presso gli studios della Kink.com per girare una scena del suo film.
“Sono rimasto impressionato dal loro arsenale e dalla naturalezza con cui venivano girate scene di sesso anche piuttosto cruente. Sintomo di intelligenza e di autentica professionalità”; ed è proprio così che è nato il progetto Kink, il documentario sul backstage del porno hardcore.

La Kink.com racconta una storia che merita di essere ascoltata. 
E’ un modello di business sano, con i conti trasparenti, il bilancio in attivo, le quote rosa e la rappresentanza della comunità LGBT tra le risorse umane. I performer conoscono tutti i trucchetti per non farsi male e giurano che quando il lavoro finisce se ne tornano a casa a guardare la tv come tutti. I creativi invece hanno sempre il cervello in movimento, pronti a fiutare ogni avanguardia.

L’ultima trovata è l’implementazione della GoPro – la mini-camera amata dagli sportivi – su dildi e sex-machine. Un pò scienziati pazzi, un pò steam-punk, certamente visionari, questi registi ne sanno una più del diavolo e stanno creando un nuovo modo di fare pornografia.

Ora che abbiamo visto tutto, tutti si aspettano di più; e questa banale intuzione potrebbe portare una miniera d’oro. Il porno in soggettiva, audace e solitario come lo sguardo errante nel piacere, potrebbe essere il porno del futuro. E l’apoteosi della gioia per i feticisti incontentabili e i guardoni più voraci.
https://www.gqitalia.it/ragazze/eros/2015/02/18/bdsm-kink-le-50-sfumature-di-james-franco/

lunedì 21 maggio 2018

Il mio BDSM e altre storie da Berlino

– L’incontro con la sessualità come mezzo comunicativo ed espressivo –


Sul Dolore Consensuale

Perché è considerato così scandaloso dal resto della popolazione, che non è interessata o non ricerca attivamente questa condizione, che una porzione di umanità ricerchi invece in maniera deliberata il piacere e l’appagamento attraverso il dolore?

Che tabù si cela dietro questa condizione?
Il dolore è sicuramente qualcosa di fisiologico, ma nella sua comparsa e nella risposta degli individui non mancano certo anche le componenti energetiche, emozionali e psicologiche.

Da tempo mi occupo di bodywork ed il mondo del BDSM ha sempre esercitato un grande fascino sul mio immaginario. Approdare alla possibilità di viverlo in prima persona qui a Berlino sta plasmando la mia percezione di come, in maniera consensuale, la pratica di stimolazione consapevole attraverso il dolore renda le persone appagate, di come crei legami forti e profondi, di come intessa trame di complicità emozionale difficili da riscontrare altrove.

Ricevetti una risposta semplice ed eloquente a questi interrogativi una notte mentre mi trovavo al KitKat, una discoteca sex-friendly molto famosa a Berlino (ma non solo) assieme ad un’amica.
Eravamo lì per festeggiare il suo compleanno, più precisamente eravamo lì perché il suo regalo di compleanno da parte mia era del tempo da dedicarle per giocare assieme. Non che il KitKat sia il posto migliore al mondo dove praticare BDSM, ma mettiamola così, lo fanno in molti e noi serviva uno spazio dove poterlo fare in santa pace quella sera.
Ci fermammo su un grande divano circolare in una delle sale antistanti la sala principale, quella con la pista da ballo, c’era ancora poca gente e la serata stava iniziando allora.
Tirai fuori le mie corde, una paletta da spanking e la rotella metallica di Wartenberg, tutto messo lì in bella vista sul divano, e cominciai una piccola lotta con la mia amica, cercando di afferrarle i polsi e legarli, il che avvenne dopo poco. Le strinsi le braccia al petto, cominciai ad avvolgere la corda attorno alla parte alta del corpo, le bloccai completamente gli arti superiori, la costrinsi a sdraiarsi su un fianco e presi a sculacciarla. Lei si contorse, gridò, io le afferrai una caviglia e la legai alle corde già presenti sul torso, piegandole la gamba all'indietro, il che espose tutta la parte anteriore del corpo alla mia vista. Legai anche l’altra caviglia nello stesso modo, il che mi diede accesso completo alla sua pancia, alle anche, al pube.
Nel frattempo una piccola folla si era radunata lì attorno, qualcuno sghignazzava sotto i baffi, qualcun altro cercava di esplorare con lo sguardo i centimetri di pelle scoperta del corpo della mia amica in cerca di qualche particolare ancora più piccante, qualcun altro sembrava volersi mettere in fila per essere il prossimo da trattare.
Il mio regalo di compleanno durò una mezz'oretta, durante la quale un visitatore tra tutti sembrava essere più interessato degli altri, lo vedevo deambulare continuamente lì attorno, guardarci mentre era appoggiato ad un angolo, sedersi all'altro lato del divano circolare, toccarsi insistentemente le braccia come se bramasse di essere toccato a sua volta da qualcun altro.
Finimmo la sessione, ne seguirono baci, abbracci, carezze e sfregamenti saffici, poi ci spostammo nella sala grande, la serata, e la musica, erano iniziate.
Non sono mai stata famosa per le mie incursioni selvagge da tigre danzante del dancefloor, piuttosto per fermarmi a giacere in posizioni improbabili a mo’ di leone pigro e sfatto adagiato sui divani adiacenti, per cui anche stavolta, seguendo la mia natura, mi fermai a sedere con la borsa degli attrezzi a fianco su uno dei divani in pelle nera posizionati in maniera random tutto attorno al perimetro della grande sala.
La mia amica stava danzando poco distante da me, quando notai lo stesso visitatore deambulante che poco prima girava attorno al divano circolare durante la nostra sessione di corde stazionare proprio lì davanti a noi, da solo, mentre con poche movenze dei piedi (piatti tra l’altro) accennava una simil danza statica sul posto, quasi a voler dissimulare la noia che probabilmente lo stava pervadendo senza dare però troppo nell'occhio, cercando di confondersi tra la folla facendo quello per cui le persone principalmente andavano in quel posto, ovvero ballare, forse.
Due o tre passettini al lato, altrettanti per tornare alla posizione di partenza, poi una rapida occhiata di sfuggita girando solo la testa a me e alla mia amica poco distante, ed ecco che la richiesta implicita divenne esplicita. Lo notò anche la mia amica, che venne immediatamente da me per condividere quella sensazione, convenimmo sul fatto che quel giovane, anche molto carino tra l’altro, non aspettava altro che cadere preda delle nostre dolci e (poco, almeno le mie) delicate manine. Decidemmo che dovesse essere lei ad adescarlo.
Gli andò vicino, sussurrandogli qualcosa all'orecchio e passandogli morbidamente un braccio attorno alle spalle, ed in meno di un minuto me lo ritrovai lì davanti, in piedi, bottiglia di birra ancora in mano e la mia amica al suo fianco che lo teneva per un braccio, che ci chiedeva con aria innocente di essere legato e sottomesso.
Era davvero un bel ragazzo, occhi chiari come il ghiaccio, capelli ricci e scuri, corti, canottiera nera e jeans attillato, magro, ma in forma, spalle larghe e fianchi stretti.
Io ero rimasta seduta con aria matronale sul divano per tutto il tempo, entrambi ora sostavano in piedi lì davanti a me.
La mia amica cominciò a ronzargli intorno come un’ape ronza su un succulento fiore traboccante nettare dorato, lo approcciò dapprima slacciandogli la cintura, gli abbassò poi lentamente i pantaloni, gli tolse la canotta nera…mentre io presi in mano con fare deciso una delle mie corde di canapa, facendola scivolare tra le dita, sbattendola sul palmo della mia mano, mentre aspettavo che la complice di questa deliziosa azione estemporanea mi portasse il frutto della sua ammaliante conquista, consegnandomi quel delizioso e fresco bocconcino da trattare a dovere e gustare poi assieme.
Non oppose alcuna resistenza quel ragazzo, si lasciò tranquillamente spogliare, si lasciò sdraiare sul divano.
Gli presi con forza i polsi e con pochi giri di corda glieli bloccai al petto.
Lui chiuse delicatamente gli occhi, mentre la mia amica lo stava carezzando in fronte, baciando, sfiorando con le sue stupende e affascinanti preziose mani affusolate sulle cui unghie aveva steso quella sera uno smalto brillante rosso fuoco.
Riservai anche a lui più o meno lo stesso trattamento che avevo riservato alla mia amica, caviglie legate e incaprettamento completo, stavolta però portai e bloccai le sue ginocchia al petto.
Le mie corde solcavano il suo corpo strette, profonde, ad ogni giro provocavano un sussulto, supportato dalle carezze amorevoli della mia complice che aveva le sue mani ancora attorno alla testa di quella preda, e in poco tempo il bocconcino fu quasi completamente bloccato, chiuso, stretto nella morsa del ragno.
Lo girammo, terga al vento, gli abbassai le mutande per esporre le sue natiche alla vista di tutti, mentre la mia amica gli conficcò più e più volte le unghie laccate di rosso nella schiena, graffiandolo, segnandolo di rosso, come se le segnature che già le corde stavano intessendo sulla sua pelle non fossero abbastanza.
Un bel culetto, davvero. Qualche schiaffo per scaldare la zona, poi venne decisamente il momento di adoperare la paletta da spanking che tenevo ancora sedata lì accanto.
Cominciai a colpirlo dapprima piano, con calma, poi in un crescendo di follia pervasiva mi lasciai trasportare da un fuoco irrazionale, la traiettoria che il mio braccio percorreva era molto ampia, durante la quale il gesto prendeva forza, potenza, per arrivare a schiantarsi violento su quelle morbide natiche indifese.
Pochi i gemiti che il nostro ospite emetteva, sembrava proprio che avesse una forte resistenza al dolore, mentre la sua pelle pian piano, colpo dopo colpo, diventava scura, viola, segnata da lividi sempre più evidenti. Mi domandai se mai quel ragazzo fosse in grado di dire “basta”, se conoscesse i suoi limiti o se li stesse esplorando in quel momento o addirittura ignorando, ma per evitare danni, visto che non lo conoscevamo e non ero a conoscenza dei suoi limiti, decisi di fermarmi lì. Ancora carezze, bacetti della mia amica sulla nuca, grattini di unghie pittate di fuoco, il respiro del ragazzo in quel momento era naturalmente accelerato, ansimante, il corpo madido di sudore.
Cominciai a slegarlo pian piano, per farlo tornare lentamente allo stato di quiete.
Lui sorrise, sembrava felice, cercò immediatamente i suoi vestiti e la sua bottiglia di birra, che era rimasta lì sul tavolo poco distante.
Cercai immediatamente un contatto verbale, gli chiesi come stava, come fosse andata durante la sessione, come si era sentito durante quella esperienza.
Mi rispose con una frase chiave che per me diventerà in seguito una sorta di mantra, che mi ripeterò in testa tutte le volte che penserò al perché alcune persone sono così attratte dalla ricerca del dolore più di altre.
Mi disse candidamente che era stato tutto molto bello, che il dolore lo faceva sentire di nuovo vivo, a fronte di una progressiva e dilagante noia e stasi nella sua vita.
Ed è forse questa la chiave per capire cosa c’è dietro la apparentemente folle richiesta di farsi fare del male e dietro la ricerca di qualcuno che ce ne faccia appositamente ed in maniera controllata, che ci ferisca sotto osservazione, che oltrepassi quello strato di pseudo-mummificazione che spesso si ispessisce e va crescendo sulla nostra pelle, andando a scavare sempre più in profondità fino al limite di sopportazione, limite che comunque non è mai ben definito e che può essere sempre spostato un po’ più in là.
Lo tengo sempre bene a mente.


https://xanandrablog.wordpress.com/2017/04/02/sul-dolore-consensuale/

lunedì 14 maggio 2018

BDSM is fun

Note the use of the word "play" – for many kinksters it is precisely that, a form of play. BDSM is fun, brings excitement and happiness into their lives and feels like a healthy part of who they are and what they do. For example, two friends of mine have a continuous D/s relationship. One of the rules in their relationship is that she cannot have any crisps without his permission. So there she is, holding her hand just above a bowl of crisps, not touching them and there’s a huge grin on her face. He tries to look stern “I said no, girl. You don’t want to get into trouble, trust me”. Her hand hovers there for a bit, then she grabs hold of one of the crisps, pushes it into her mouth and runs, laughing and protesting. BDSM can bring excitement and fun to everyday situations.

Nota l'uso della parola "play" - per molti kinksters è proprio questo, una forma di gioco. Il BDSM è divertente, porta eccitazione e felicità nelle loro vite ed è una parte sana di ciò che si è e di ciò che si fa. Ad esempio, due miei amici hanno una relazione D / s continua. Una delle regole nella loro relazione è che non può avere nessuna patatina senza il suo permesso. Così eccola, tenendole la mano sopra una ciotola di patatine, senza toccarle e c'è un enorme sorriso sul suo viso. Cerca di sembrare severo "Ho detto di no, ragazza. Non vuoi finire nei guai, fidati di me ". La sua mano resta ferma per un po ', poi afferra una delle patatine, la infila in bocca e corre, ridendo e protestando. BDSM può portare eccitazione e divertimento nelle situazioni di ogni giorno.


https://bookmanpeedeel.wordpress.com/2017/04/02/bdsm-is-fun/

lunedì 7 maggio 2018

L'amore sottomesso

DA: Serpico's blog

Se è vero, come scrivevo nel blog precedente, che sono tante le donne che ricevono sui social network dei messaggi privati da uomini che si propongono come schiavi, è altrettanto vero che sono molte le donne che vorrebbero proporsi, loro, come schiave. Magari hanno provato nel letto molteplici situazioni, raggiungendo grandi piaceri, ma spesso per un senso di vergogna, non hanno mai sperimentato “l’amore sottomesso”, se non fantasticandoci. Ma una cosa è eccitarsi da sola, tra le lenzuola, immaginando di servire un “padrone”, altra cosa è passare dall'immaginario al reale. Non solo, ma se con il proprio partner ci si sta da una vita, non sempre è facile cominciare.

Propongo quindi di trovarsi un amante. Oggi non è così difficile e se non si frequentano palestre, o comunque luoghi che facilitano incontri, c’è sempre il web che può aiutare parecchio. L’amore sottomesso ha alla base un asservimento mentale, cioè un donarsi completamente a lui e ai suoi capricci, ci vuole molta fiducia. Per questo motivo è bene sperimentare l’amante più volte per capire se è il tipo giusto. Se avete qualche dubbio è preferibile mollarlo e sceglierne un altro. Non fatevi fregare dai sensi di colpa, perché sono proprio questi che hanno riempito migliaia di donne di rimpianti, anziché di dolci ricordi. Se poi questi sensi sono così forti da bloccarvi e però la voglia di provare ad essere Anastasia è forte, beh, allora prendete per il colletto vostro marito e gridategli in faccia: “Legami!” Abbiate però prima l’accortezza di controllare se ci sono corde in casa, altrimenti il poveretto potrebbe rispondervi “Amò, con che cosa ti lego?” e l’adrenalina si scioglierà come neve al sole.

State certe che quando l’amante (o il marito) si sentirà dire con tono perentorio “Legami!” il suo testosterone inizierà a ballare la samba, perché non c’è cosa più eccitante per un uomo capire le voglie segrete della propria donna. Lui, infoiato come un ragazzino alle prime esperienze, vi legherà a letto e proverete l’intenso piacere di sentirsi a disposizione del vostro uomo, che può abusare di voi come vuole. Quelle legature saranno l’ammissione del vostro asservimento a lui, il vostro corpo è suo, la vostra mente è sua, tutto di voi è suo. Lui questo lo sa e quando i suoi occhi poseranno languidamente sul vostro corpo nudo, il piacere che proverete sarà inebriante.

Attenzione però. Il BDSM provoca dipendenza e potreste non farne più a meno di quelle magnifiche, erotiche legature di bondage.

http://blog.chatta.it/francuzzoserpico/post/l-amore-sottomesso.aspx

venerdì 4 maggio 2018

Racconto 7.

A lui non era concesso sapere.
Lui non poteva guardare nei suoi occhi, non poteva capire cosa passasse per la testa della Padrona...
Questa cosa lo rendeva vulnerabile, inerme.
Ma era ciò che aveva sempre desiderato ed era eccitato all'idea di non sapere quale gioco Lei stesse tramando...

scritto da Gianni Fedele




lunedì 30 aprile 2018

Le confessioni di una dominatrice: le fantasie più perverse dei clienti

La dominatrice Ceara Lynch confessa tutte le richieste fetish dei suoi clienti, dalle mutandine usate all’urina. Scopriamole!


Cosa fa davvero una dominatrice? Quali sono le richieste più assurde che riceve dai suoi clienti?
Il magazine Saloon.com lo ha chiesto a Ceara Lynch, che si definisce una “humiliatrix” e che ha iniziato a guadagnare vendendo urina e mutandine usate, per poi passare alle chat video in cui umilia i clienti. Vediamo cosa ha confessato.

Cosa fa una dominatrice fetish
Ceara ha raccontato come tutto è cominciato: “Ho iniziato a frequentare le chat a 17 anni, niente di scandaloso, finché un pervertito non ha avanzato delle proposte strane. La cosa mi intrigava. Più lo trattavo male, più voleva parlarmi. Voleva che gli urinassi addosso. Un giorno mi propose di fare pipì in una bottiglia e di vendergliela. Pensavo scherzasse, invece era serissimo. Accettai, tanto prima o poi sarei dovuta andare in bagno, in più lui mi avrebbe pagato. Due settimane dopo infatti mi arrivarono 250 dollari”.

Dopo questo episodio, ha cercato ulteriori informazioni su internet e ha trovato il sito “Ebanned”, dove le donne vendono tutto quello che è stato a contatto con il loro corpo, dalle mutandine usate alle calze, dai peli pubici agli assorbenti. Un mercato che non esisterebbe senza internet, che ne ha favorito l’esplosione, anche se queste fantasie perverse esistono da sempre.

Ora Ceara guadagna facendo l’umiliatrice: “Sono io e la telecamera, i clienti vogliono vedermi dominare. Faccio umiliazione del pene, foot fetish, toilet slavery e giantess, ovvero gli uomini immaginano di essere schiacciati e ingoiati da una donna gigante. Mi mandano le loro fantasie via mail e io le realizzo in video. Oppure mi pagano al minuto per sentirle al telefono. E vendo ancora cara la mia lingerie”.

Parenti e amici di Ceana hanno preso bene la verità sul suo lavoro: “La reazione è positiva, ma vengo da Portland, dove c’è una grande apertura mentale sul sesso. All’inizio l’ho nascosto ai miei genitori, ma poi, con tutti i soldi che mi vedevano guadagnare, era meglio dire la verità, altrimenti pensavano che mi ero messa in chissà quale giro pericoloso. Mia madre non ama parlarne, mio padre invece ha detto che sono un genio. Con i miei partner sono onesta, lo dico subito. Faccio questo mestiere da 10 anni, e ho avuto tre relazioni serie. Riesco a separare il sesso dal lavoro”.

Un lavoro molto remunerativo e poco impegnativo, come ha spiegato: “Faccio quattro film a settimana. Ogni video dura dai 10 ai 30 minuti. Costano un dollaro per minuto. Gli affezionati pagano una retta mensile per vederli in streaming. Quando ho perdite vaginali faccio le foto alle mutandine…i clienti ci vanno pazzi. E’ un sogno. A volte penso sia troppo bello per essere vero”.

https://www.donnaglamour.it/dominatrice-fetish-confessioni-umiliatrice-ceara-lynch/amore/

lunedì 23 aprile 2018

Il fascino della padrona nell’immaginario erotico

















Dati in crescita per un business sempre più fiorente. L’immagine di una donna potente e sicura di sé pronta a sottomettere ogni tipo di uomo fa impazzire da Nord a Sud.

Mentre ci avviciniamo all'uscita delle sale del film 50 Sfumature di Rosso che ha per protagonisti il dominatore Mr. Grey e la sottomessa Anastasia, il dibattito sulla sessualità è acceso più che mai e porta alla luce una visione innegabile: la padrona piace. E gli italiani non ne possono fare a meno.


Da dove nasce la figura della Padrona
Mistress, Padrona, Dominatrice: tanti sinonimi per una sola identità, quella di una donna che non vuole sentirsi dire di no e che è pronta a punire l’uomo che osa contraddirla. Se dovessimo analizzarlo dal punto di vista storico-culturale l’origine dell’immaginario erotico della dominatrice ci riporta ai tempi dell’antica Grecia. La letteratura e gli studi in tal senso permettono di approfondire una tendenza che è radicata nello sviluppo dell’uomo.
Per gli amanti del genere è famosa la data del 1870 quando viene pubblicata l’opera di Leopold von Sacher-Masoch, “Venere in pelliccia”, vero e proprio libro culto per chi cerca nell’altro un gioco di ruolo e potere.

Un panorama di esperienze multisensoriali
Al giorno oggi le possibilità per vivere sulla propria pelle le emozioni date da un rapporto di dominazione e sottomissione sono tante: cinema, letteratura e blog ci danno una visione chiara di un mercato aperto e di facile accesso.
Con i servizi 899 si può avere una padrona al telefono, soluzione sempre in voga e che permette una tutela adeguata della privacy. E poi ancora club privé, serate a tema, letteratura specifica: le occasioni sono tante e alla portata di tutti. E se pensate che siano in pochi a essere sedotti dal fascino della padrona… niente di più errato. Voci di corridoio rilasciate dai grandi portali adult, dicono che 6 persone su 10 abbiano sognato almeno una volta un rapporto di questo tipo. Forte, eh?



http://www.omniapress.net/curiosita/il-fascino-della-padrona-nellimmaginario-erotico.html

lunedì 16 aprile 2018

4 Major Myths About BDSM, Demystified


People have a lot of opinions about BDSM, some of which are legit and some which are, to use the scientific phrase, totally busted.

First things first, let's define what BDSM actually is. 

BDSM stands for bondage, discipline, dominance, submission, and sadomasochism. 
It is practiced in a variety of ways in a variety of different locations and intensities. 
It often involves sex, but not always.

That's right, it's not all corsets and hot wax poured on genitals in the deepest corners of a dungeon. There is a lot that people get wrong about BDSM. 
While it has come into the mainstream over the past few years, it is still considered taboo by many. People get weird when it comes to expressing sexuality and desire outside of the accepted social narrative.
This is a modal window.
The media could not be loaded, either because the server or network failed or because the format is not supported.
In favor of bringing this perfectly interesting and in no way screwed up set of sexual practices out of the dungeons (metaphorically) and into the light, let's dispel the four main myths that still shroud our collective understanding of kink.

1. BDSM is for the depraved
People love to whip (pun intended) this one out. They think if you enjoy pain play or bondage during sex, there must be something deeply wrong with you. It's assumed that if you want this kind of sexual play, you're disturbed.
This is simply untrue. Studies have shown that 50 percent of people have tried some form of BDSM or another, including choking, handcuffs, or spanking. It's a perfectly normal and healthy form of sexual expression — as long as (just like with another other sexual activity) you're safe. If you are turned on by this kind of sexual activity, there is nothing wrong with you.
People like BDSM for a variety of reasons. It's about an exchange of power and the giving and receiving of control. "BDSM isn't about inflicting pain on the person you love because you love inflicting pain. It's not about being edgy or pushing the physical limits of what you can withstand. BDSM is about trust," Sandra LaMorgese, PhD, a former professional dominatrix, tells POPSUGAR.

2. BDSM is about torture
Yes, BDSM can involve elements of pain play. There can be sharp objects involved, differing levels of intensity, blood, and pleasure associated with feeling physical pain. But, BDSM is not about the desire to hurt someone for the love of hurting them.
LaMorgese tells us that is a really unfortunate lie that is told about BDSM, and people who don't understand it or haven't had personal exposure to this kind of play often misinterpret it.
"If you've only ever heard rumors about BDSM or seen outrageous articles about it on the Internet, BDSM might seem like something only twisted, cruel, pain-loving people would enjoy, but that's the opposite of true," says LaMorgese. "It's about knowing yourself, your desires, and your partner well enough to be able to experiment with letting go of the relentless mental and physical control that most of us live with every day. BDSM is a temporary power transfer that lets one partner say, 'Here, I'm putting you 100 percent in charge of this time we're spending together, and I trust you.'"
3. There is always one dominant and one submissive person
This is another strange falsehood that surrounds BDSM play. The two main characters (and there are plenty of subsets) in BDSM are the dominant and the submissive. But this doesn't mean you need to fit into just one category.
"Just because you feel more comfortable with one role or the other right now, that doesn't mean your role is set in stone. In fact, experimenting with the role that feels less natural to you might lead to a more powerful and meaningful experience. If you and your partner are honest and open with your needs and desires, you'll find that the roles you play in BDSM flow back and forth," LaMorgese said.
You may want to be dominant one day and submissive the next. You might be a submissive with one partner and a dominant with another. You may enjoy switching roles midscene. The possibilities in BDSM are endless and are highly negotiated. Whatever you feel like being, you can be. You don't have to feel boxed in in any way.
4. If you're into BDSM, your life is about BDSM
For people who aren't into the BDSM lifestyle, they tend to blow it out of proportion. Since it is such "intense" sexual play and role play, it feels all-consuming: think of the haphazard BS portrayal of the BDSM lifestyle in Fifty Shades of Grey.
As LaMorgese puts it: "For the lovers in that story, BDSM is the most important feature of their romantic life. It colors every interaction they have, and it's the one thing that makes their relationship feel exciting, powerful, and alive. While this might make for compelling fiction, it's not the truth."
If someone is interested in BDSM, it is wrongly assumed that this person's life must be entirely devoted to BDSM. Everything they do, every activity, every night out has to revolve around kink. This is definitely not the case.
Someone might be interested in BDSM, sports, knitting, hot yoga, going to the movies with friends, and many other things. You are not defined by what you enjoy sexually. "BDSM is a pathway to greater trust and intimacy, and it's something you and your partner can experiment with at your own pace without fundamentally changing your relationship," LaMorgese says.

https://www.popsugar.com/love/Facts-About-BDSM-44155559

giovedì 12 aprile 2018

“PIEGARSI ALLE TENEBRE” di K C Wells

TITOLO:  Piegarsi alle tenebre 
TITOLO ORIGINALE: Submitting to the darkness
AUTORE: K.C. Wells
SERIE: Island Tales #3
TRADUZIONE: Martina Nealli
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
EBOOK: Si
PAGINE: 352
DATA USCITA: 4 Gennaio 2018
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto

TRAMA: Due settimane dopo aver scoperto di avere il glaucoma acuto, Adam Kent è rimasto cieco. Da allora sono passati due mesi: l’uomo si è lasciato alle spalle la vita di scrittore che conduceva a Londra e si è ritirato sull’Isola di Wight, nella villa a Steephill Cove ereditata dai nonni. La vitalità londinese, però, non è l’unica cosa che si è lasciato alle spalle: in soffitta ci sono ancora i tre scatoloni che contengono il suo passato nel BDSM. Del resto, chi lo vuole un Dom cieco?

Paul Vaughan viene assunto per aiutare Adam nelle faccende quotidiane: il suo capo, però, gli fa capire chiaro e tondo che non vuole essere aiutato. Paul capisce le sofferenze dell’uomo, ma non sa come penetrare la barriera di ostilità, diffidenza e pura cocciutaggine. Per fortuna ci sono i suoi amici, Taylor, Mark e Sam, pronti ad ascoltare i suoi sfoghi… e anche a presentargli ragazzi carini con cui sperano di accoppiarlo. Peccato che questi ragazzi siano sempre un po’ troppo… teneri, per i suoi gusti. Mesi prima, Paul ha avuto modo di visitare un club BDSM, dove ha scoperto una cosa di sé che non si aspettava: i suoi gusti in materia di sesso pendono decisamente in una certa direzione.
D’un tratto, nella vita di Paul succedono due cose: scopre che il suo capo non è etero come pensava, e si imbatte per caso in un certo scatolone…
Paul è un giovane poco più che ventenne, ha da poco finito gli studi in fisioterapia e, non avendo ancora un lavoro, vive con i genitori nell’isola di Wight, luogo che ama molto ma che non gli offre molte opportunità e che ormai è quasi rassegnato a dover lasciare per avere un futuro.

Adam invece era un quarantenne pieno di vita e d’interessi: ex militare, navigatore provetto, scrittore di libri storici molto quotati e protagonista della scena bdsm di Londra come Dom molto rinomato; purtroppo questo è l’Adam del passato, da quando ha perso la vista tutto infatti è cambiato nella sua vita.
Adam però non riesce a rassegnarsi all’idea di aver perso tutto e la sua condizione è ulteriormente peggiorata dal suo brutto carattere, esacerbato dalla rabbia e dallo sconforto per l’impossibilità di essere indipendente e con il costante pensiero di un futuro che pensa ormai senza scopo.
Questi due uomini si incontrano grazie a Caroline, la sorella maggiore di Adam, decisa a non lasciare il fratello da solo nella casa della loro famiglia, una splendida villa sul mare appartenuta ai loro nonni. È qui che lo scrittore è intenzionato a rinchiudersi lontano da tutto e tutti, e la buona volontà e la perseveranza di Paul saranno messe a dura prova dal suo datore di lavoro, decisamente contrario alla presenza di un badante.

Durante le loro discussioni più o meno accese, una verità inaspettata viene svelata: tutti e due sono gay e interessati al mondo bdsm, Paul come sub curioso e Adam come esperto Dom, anche se ormai impossibilitato a esercitare. Questa scoperta innesca l’attrazione latente tra loro (beh, non troppo nascosta devo ammettere) e una notte di sesso sembra mettere pace o almeno creare un armistizio costruttivo e pieno di possibilità, grazie sia alla buona volontà di Adam che alle idee innovative del suo assistente.
I patti sono chiari: sesso sì ma senza costrizioni, qualche assaggio di bdsm per tastare i desideri di Paul ma nulla di pesante, nessuna aspettativa o pensiero romantico, insomma patti chiari e amicizia lunga, una relazione di sesso ideale per tutti e due… ma sarà veramente questo ciò che desiderano?
Mentre i nostri due protagonisti sono tutti presi in schermaglie amorose e non solo, ritroviamo le coppie dei due precedenti romanzi, Mark e Sam e David e Taylor, amici di Paul e ormai coppie consolidate, oltre a Eric, un personaggio molto interessante che sono certa (o almeno lo spero vivamente) di ritrovare nel seguito della serie; un pensiero particolare al miglior amico di Adam, il Dom supersexy Seth, che ho ammirato molto nella sua unica e purtroppo breve apparizione.

Adam si preparò a colpire. «E che ne diresti di succhiare un cazzo?» Il sussulto che sentì la diceva lunga. Ogni secondo che passava nel silenzio, Adam aveva l’impressione di percepire lo shock che doveva provare Paul. «Beh, dipende. Parliamo del tuo, di cazzo?» Che. Diamine?«L’ho sempre e solo visto flaccido, quindi non so se ti si rizza ancora. Cioè, quanti anni hai, quaranta? Sei praticamente Matusalemme». Oh Cristo santissimo. Perché, di tutte le reazioni previste, Adam non aveva calcolato che Paul potesse essere gay? Con sua somma sorpresa, sentì l’uccello reagire e premergli contro la cerniera dei jeans. Ringhiò. «E se ti sculacciassi, per quel commento?» Si sentiva ardere dalla rabbia, rabbia perché Paul si era rivelato essere l’unica cosa che poteva far crollare il suo piano. «Se ti facessi vedere come si puniscono gli stronzetti arroganti?»

Dopo un inizio non proprio idilliaco, fanno una specie di patto: per evitare i controlli periodici della sorella ficcanaso, abbassano le armi e iniziano una convivenza più pacifica.
Il nostro dolce Paul nasconde un piccolo segreto: è attratto dal bondage ma non ha mai avuto il coraggio di praticare questa disciplina come Sub.
Quando scopre che il proprio datore di lavoro era un Dom nella sua vita precedente, tocca il cielo con un dito, ma scoperchiare il vaso di Pandora ha sempre causato qualche problema...
Adam, nonostante abbia ripreso una vita normale, dopo aver accettato la sua cecità, riuscirà ad esaudire i desideri nascosti di Paul? A riprendere in mano la frusta e tutti i giochini abbandonati in uno scatolone buttato in soffitta? E Paul, amerà veramente il suo lato oscuro, oppure è soltanto l'idea della sottomissione a eccitarlo?
In questo libro ne vedremo delle belle, ritroveremo i vecchi protagonisti dei libri precedenti, le loro relazioni sempre più forti e coinvolgenti, che daranno dei consigli utili al giovane aiutante.

Una lettura carina e accattivante, le torte di compleanno INDIMENTICABILI, le scene hot molto travolgenti come, a pari merito, quelle romantiche. Da leggere, perché colpisce dritto al cuore, la voglia di rendere felice una persona con piccoli aiuti e gesti, e soprattutto la voglia di andare avanti, nonostante la disabilità, di riprendere la propria vita in mano e di ricominciare da zero. Perché l'amore rende più forti...
Ho apprezzato i precedenti libri della serie, ma questo per me è decisamente il migliore: ottima trama, personaggi quasi perfetti e una sensualità che pervade tutto il romanzo, con punte molto hot, ma senza rinunciare al romanticismo. Decisamente consigliato.


http://www.letturesalepepe.com/recensione-piegarsi-alle-tenebre-di-k-c-wells
http://bookinkblog.blogspot.it/2018/01/recensione-piegarsi-alle-tenebre-di-kc.html

lunedì 9 aprile 2018

Il collare

Il collare è stato inventato in Cina nel 100 a.C., e si è diffuso in Europa nel VIII – IX secolo come attrezzo per facilitare il trasporto e la guida di cavalli e altri animali.
Non è stato lungo il passo per assumere il collare come simbolo di sottomissione nella cultura BDSM, sia per il suo significato psicologico sia per l’impatto emotivo che rappresenta indossarle un oggetto pensato e creato per essere utilizzato su animali.

Il collare cinge la gola del sottomesso e richiama (anche visivamente) il potere della Dominante sulla vita dello schiavo, il potere di trascinarlo e di condurlo dove vuole, psicologicamente e materialmente, senza problemi.
Un collare poi può essere facilmente indossato anche nella vita di tutti i giorni (nelle situazioni di dominazione 24/7), perchè è facilmente occultabile sotto una sciarpa o il collo della camicia e non mette troppo in imbarazzo pubblicamente il sub e nello stesso tempo consente di ricordare al sub il suo appartenere a qualcuno.



Hai mai indossato un vero collare da schiavo, imposto da una Padrona vera? Hai idea delle sensazioni che si provano toccandolo con le dita, farlo ruotare intorno al collo?
Hai idea delle emozioni che provoca la percezione tangibile dell’appartenenza?
All’inizio provi una sensazione di smarrimento, di confusione e di paura, spesso accompagnate da un senso di colpa: cosa mi succederà? ho fatto la scelta giusta? e se poi non sono all’altezza? Poi subentra il sottile piacere di essere posseduto, la pervadente euforia di sentirsi una cosa di proprietà.

Che effetto fa portare un collare? Dimmelo tu.
Fare la prova è facile. Prendi un pezzo di spago, legatelo attorno al collo e fissalo con un bel nodo (non troppo stretto, mi raccomando!). Poi prova a tenerlo così per qualche giorno, senza mai toglierlo. Ogni volta che lo vedrai allo specchio, o ne sentirai la presenza sotto i vestiti, vedrai che ti verrò in mente io. Penserai al significato di quello spago, a chi sei e cosa vorresti essere. Al piacere che ti dà sentirti come un oggetto di proprietà altrui. Passati quattro o cinque giorni, togli pure il “collare” e scoprirai di sentirti “nudo”.
Ecco: adesso sai perché i collari sono così importanti nel mondo dell’erotismo estremo.

Il collare di una Dom ti offre ben più che un bollore alle natiche o un tacco sui genitali, o un colpo di frusta o delle dita guantate di lattice infilate nel sedere. Ti offre di capire a fondo la differenza fra un essere umano e una troia in calore attraverso il controllo degli istinti. Quindi, prima di strisciare nei panni di una cagna, forse potresti coinvolgere l’uso del tuo cervello su che cosa stai facendo.
Il collare non può essere rimosso se non dalla Padrona che lo ha conferito, e solo da Lei può essere usato: per lo schiavo, è invece il simbolo della massima “onorificenza” a lui destinata, che porterà durante tutto il suo percorso educativo e finchè resterà di proprietà della Padrona.

Il collare, soprattutto in cuoio e con il guinzaglio agganciato, porta immediatamente alla mente del sottomesso il cane: proprio su questa umiliazione punta il Dominante, in quanto il collare diventa il simbolo della riuscita animalizzazione dello slave.
Ma il collare si inserisce molto bene in parecchie scene di bondage, specie utilizzando un collare che blocca la testa e il collo durante una scena o durante un momento di pausa. Uno slave può essere bloccato ad un tavolo o ad un letto attraverso il collare agganciato al mobile stesso, impedendogli di alzare la testa. Un guinzaglio ed un collare agganciati ad un punto fisso (ad es. un anello al muro o un termosifone) costringono il sottomesso nel proprio angolo.
Un paio di polsiere bloccate all’anello del collare, sia facendole passare sul davanti del petto che dietro la schiena, non permettono al sottomesso di abbassare le braccia e quindi, per esempio, proteggersi da una ispezione o da una seduta di spanking; fatto sedere e bloccate le caviglie con una corta catena sempre all’anello del collare si inchioderà lo slave al proprio posto senza potersi allontanare.
In un mondo caratterizzato per lo più da simboli ed apparenze, il collare rappresenta forse quello più scontato, ma anche quello meno conosciuto. Troppo spesso sento i sub illanguidirsi ed eccitarsi all’idea di portare un collare, ma essere collarizzato ha un ben preciso significato (che va ben oltre oltre il doggie play) che bisogna conoscere e comprendere.
Portare il collare è la rappresentazione simbolica del proprio volontario impegno a concedersi e donarsi completamente, del proprio deliberato assoggettarsi anima e corpo, del proprio incondizionato affidarsi ad una persona di cui si ha bisogno: ecco perchè i protocolli anglosassoni del BDSM prevedono una vera e propria cerimonia per imporre il collare: la collarizzazione.

La collarizzazione è un evento alla fine del quale la Dominante mette al collo di un sottomesso il simbolo della slavery come segno di appartenenza (più o meno) permanente e duratura, sancendo il riconoscimento (da parte del sub) del potere del Dominante su di lui, in vista degli sviluppi del rapporto D/s che si è instaurato.

Il rituale inizia con una prova. La prova è essenziale per ottenere come ricompensa l’imposizione del collare, e solitamente consiste in un sacrificio (che può comportare dolore, fustigazioni, sofferenze prolungate con legature, bondage a lungo termine, o altri atti specifici progettati per dimostrare quanto l’aspirante schiavo sia sottomesso e ubbidiente).
Può trattarsi di una prova leggera e durare pochi minuti, oppure può essere molto intensa e durare per giorni o anche settimane (gli inglesi mica scherzano eh!).
Tutte le Prove di sottomissione dei rituali di collarizzazione sono pensate per testare i limiti dello schiavo, ed è per questo che si parla di cerimonia di iniziazione; ovviamente, qualunque limite può essere potenzialmente superato, a patto di non provocare danni. In ogni caso, deve trattarsi di quancosa di molto significativo per lo schiavo e che non potrà mai dimenticare.

La cerimonia di Collarizzazione dipenderà dunque dall’esito della “Prova”, nel senso che il sottomesso deve essere testato per la sua capacità di vivere e comportarsi come un vero slave di proprietà.
Steso sul pavimento, il sottomesso striscia fino ai piedi della Mistress fino a poterli sfiorare con un bacio, poi striscia di nuovo all’indietro sino a sollevarsi in ginocchio, a distanza di almeno un metro.

Secondo il protocollo inglese, la Domina può scegliere uno dei seguenti test (o anche decidere di sottoporre il sub a tutti e due, a sua discrezione):
1) un atto di sottomissione puro, che materializzi la resa del sub a tutto il genere femminile (adorarLe i piedi, leccarLe il culo, farle da zerbino o da sedia, etc.)
2) scegliere un castigo e subirlo, per affermare la sua resistenza a qualunque disagio fisico per il piacere della Padrona.

E’ decisamente un gradevole spettacolo la vista del corpo nudo dello schiavo, ancora fresco dei marchi delle frustate sul suo corpo, obbligato ad inginocchiarsi davanti alla Domina offrendo il collo per farsi agganciare il collare. Nessuno scambio di sguardi: gli occhi del sub sono fissi sul pavimento. Si è creata una forte intimità, sigillata dallo scatto metallico del lucchetto che si chiude e dal turbinio di pensieri che si agitano nella testa dello schiavo, bloccando per sempre il collare e conferendo lo status di slave.
L’usanza prevede poi che la Padrona agganci il guinzaglio al collare del suo nuovo schiavo collarizzato e lo strattoni per far sì che lo schiavo appoggi la fronte sul pavimento, senza sprecare parole.
Quando infine la Domina appoggia il piede sulla nuca dello schiavo, in segno di trionfo finale, mantenendo la posizione per qualche minuto, la cerimonia si conclude …. e si può dare inizio al gioco vero e proprio.

Lo schiavo appartiene ormai alla Padrona, anima e corpo, è Suo possesso illimitato e Lei ne potrà usare e abusare come meglio riterrà.







venerdì 6 aprile 2018

Racconto 5.

Come un bambino al primo giorno di scuola si approcciò al suo primo incontro.
Lei non amava attendere neanche un secondo e lo capì subito dalle prime parole.
Si presentò un'ora prima in quella stanza dove l'imbarazzo e l'imbranatezza regnavano sovrani...
"Attendimi in ginocchio piccolo, davanti alla porta. Sto arrivando."
E lui senza farselo ripetere una volta in più obbedì al suo primo comando...

Era Sua proprietà

scritto da Gianni Fedele

lunedì 2 aprile 2018

Waxing, gocce di piacere e di dolore

Il waxing è una pratica BDSM, che si avvale dell’utilizzo della cera calda sul corpo per provocare piacere. In genere, il waxing è molto amato da coloro che praticano il sesso estremo, ma molte altre coppie lo apprezzano e lo sperimentano ogni tanto, nonostante la paura di scottarsi. La cera calda sul corpo provoca dolore per il bruciore, ma questa sensazione nello stesso tempo dona brividi di piacere.


Durante il waxing vengono utilizzate candele, sia quelle apposite, vendute al sexy shop, sia quelle utilizzate normalmente per l’illuminazione. Quelle vendute al sexy shop sono prodotte con materiale che non provoca dolore. Le più utilizzate sono le candele alla vaniglia, che danno una piacevole sensazione calda senza provocare scottature. Per gli amanti del sesso estremo invece si possono utilizzare le candele di paraffina o di cera d’api, che raggiungono temperature abbastanza elevate. Con queste ultime bisogna stare molto attenti, sia alle allergie provocate dai coloranti e profumi utilizzati, sia per le possibili ustioni. Vi sono candele di varie misure, e la scelta dipende da come la coppia intende condurre il gioco.
Sono da preferire le candele di paraffina rispetto a quelle di cera d'api che hanno un punto di fusione più basso rispetto a quelle di cera. Con queste ultime bisogna stare molto attenti, sia alle allergie provocate dai coloranti e profumi utilizzati, sia per le possibili ustioni. Vi sono candele di varie misure, e la scelta dipende da come la coppia intende.
Anche le candele scure con aggiunta di metalli o quelle profumate hanno un punto di fusione più alto. Per questo raccomandiamo semplici candele di paraffina le più economiche. Alcuni tipi di candele una volta accese sprigionano sostanze tossiche per la pelle. Ci sono anche kit per crearsele da soli. In questo caso potreste essere sicuri riguardo la tossicità, ricordiamo che i colori scuri delle candele "naturali" possono macchiare la pelle per un paio di giorni.

Tecniche
Le tecniche da utilizzare sono svariate, e ognuno è libero di dare sfogo alla propria fantasia. L’ideale è provocare lentamente l’eccitazione facendo colare la cera goccia a goccia. Ad alcuni piace invece sentire un forte flusso di cera sul corpo, dunque si aspetta che si sciolga abbastanza quantitativo di cera e la si getta di colpo sul corpo dell’amante. Si può alternare il ghiaccio alla cera, in modo da creare l’eccitazione attraverso il contrasto tra caldo e freddo. Ovviamente, abbiate fantasia: non concentratevi solo sul waxing, ma alternate altri preliminari prima di giungere al rapporto completo.

Zone
Da evitare assolutamente il viso e i genitali, poichè sono parti molto delicate. Le parti del corpo più sensibili al contatto con la cera sono i capezzoli, il collo, l’ombelico, la schiena. C’è chi predilige le dita dei piedi e i glutei.
Temperatura
Molto dipende dall’altezza di sgocciolamento, ma soprattutto dal tipo di cera usato, se per esempio salite sulla scala utilizzando i tea light del ikea. Credo dobbiate rivedere un pochino le regole del gioco.
Quelli che sono stufi di comprare candele del tipo Acme che assomigliano a candelotti di dinamite (“che per formare le prime gocce hanno un tempo di fusione pari ad un arrosto con patate..”) confezionano le candele personalmente, in primis perché si ha il controllo della temperatura di fusione, si ha la certezza della composizione, in fine costano molto meno. In ogni caso come si fa per un Biberon io personalmente consiglio di testare su noi stessi la temperatura facendo cadere una goccia su una parte sensibile del nostro corpo tipo appunto il polso .

Una cosa sulla quale è doveroso prestare molta attenzione: quando si fa cadere gocce di cera in zone già cosparse, quest’ultime hanno un tempo di raffreddamento maggiore .. quindi prestate attenzione.

Ricordate che più alta è la temperatura di fusione, più dolore si avverte, Un consiglio, per iniziare, usate quelle bianche economiche di paraffina, che hanno una bassa temperatura, è sono a buon mercato .

Una piccola nota: 
candele Tea Light
  1.  togliete l’incarto argentato, si surriscalda moltissimo è provoca dolore
  2. prima di appoggiarlo sul corpo della slave fate cadere delle gocce di cera dove lo volete posizionare, questo impedisce al blocco dello stoppino in alluminio di toccare la pelle viva evitando bruciature .
Ma quanti giochi si possono fare?
Le applicazioni della cera sono molteplici, dipende sempre dal grado di sopportazione che il compagno di giochi ha, oltre che l’applicazione anche la rimozione può dare emozioni molto forti (“Non utilizzate il raschino per l’auto che nelle giornate d’inverno vi permette di pulire il vetro della vostra auto, non è grazioso…”), poiché la pelle è molto sensibile.

La rimozione può essere condotta con un massaggio, con l’uso di un frustino, in alcune zone anche la bocca, una piuma, insomma date sfogo alla fantasia, questo dona emozioni molto forti alla vostra/o compagno/a. 
In alcune pratiche di BodyControl l’inserimento della candela nel ano o vagina può risultare molto eccitante. In questo caso ci sono un paio di posizioni molto interessanti che evito di postare, ma se avete fantasia…

Consigli per la sicurezza di base
Assicurarsi di mantenere le vostre candele su una superficie piana e stabile. Tenere il ghiaccio o un asciugamano freddo ed una ciotola di acqua nelle vicinanze. Essere molto cauti con la lingerie, alcuni elementi si fondono o bruciare, attaccarsi alla pelle e provocare gravi ustioni. Tutto ciò che composto di nylon, vinile, PVC, vernice, ecc può essere un problema. E ricordate che alcuni unghie artificiali possono essere fuse ad alte temperature. Tenere un kit di pronto soccorso a portata di mano e leggere le istruzioni in caso di ustioni. Come in tutti i giochi Bondage ricordiamo la necessità di una parola d'ordine, che non sia legata al "sesso" per interrompere il gioco.


Colored Candles Wax, Marta Santospirito


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