Not Safe For Work

Not Safe For Work

AddToAny

lunedì 14 gennaio 2019

Classificazione della schiava/o – o "nove gradi di schiavitù"

Il seguente scritto è stato tradotto e postato in Facebook da Stefano Laforgia ed è da intendersi come una classificazione non rigorosa.

I sottomessi che hanno voglia di stare al gioco, provino a identificarsi in una della classificazioni, e se non ci riescono, provino a scrivere come invece si sentono, così allunghiamo la lista...

L'originale fu scritto da Diane Vera e pubblicato in “Lesbian S/M Safety Manual” edito da Alyson Press, Copyright 1984 and 1988.

[Nota personale di Stefano: il testo originale, quando parla di “schiavo/a” non ha molte indicazioni esplicite sul genere, ma traducendo in italiano ciò si è reso necessario: ho scelto arbitrariamente il termine femminile perché questo elenco era originariamente parte di un testo dedicato al mondo lesbico, ma ovviamente è una classificazione valida per qualunque genere]

1) MASOCHISTA COMPLETAMENTE NON SOTTOMESSA, OVVERO L’EDONISTA KINKYNon le piace il servizio, l’umiliazione o il cedere il controllo. Solo il dolore e/o la sensualità un po’ più piccante, secondo i termini della masochista stessa e per il suo piacere diretto (es, è eccitata unicamente/prevalentemente da un determinato tipo di sensazione fisica piuttosto che dall'essere “usata” per gratificare il sadismo del partner).

2) PSEUDO-SOTTOMESSA NON SCHIAVA
Non è affatto per il fare da “schiava”, quanto per i giochi di ruolo da “sottomessa”, es. scene scolaretta/insegnante, infantilismo, travestitismo “forzato”. Di solito le piace l’umiliazione, ma NON è per la servitù, nemmeno durante il gioco. Detta i termini della scena in modo abbastanza ampio.

3) PSEUDO-SOTTOMESSA SCHIAVA NEL GIOCOLe piace giocare a fare la schiava; le piace sentirsi subordinata; in alcuni casi le può piacere sentire che viene “usata” per gratificare il sadismo del partner; può anche servire in qualche modo il Dominante, ma solo secondo le regole della “schiava” stessa. Detta i termini della scena in modo abbastanza ampio. Spesso è un feticista (es. adoratrici dei piedi)

4) SOTTOMESSA REALE NON-SCHIAVA
Cede realmente il controllo (solo temporaneamente e all’interno di limiti concordati), ma riceve la sua soddisfazione da aspetti della sottomissione diversi dal servire o dall’essere usata dal Dominante. Di solito è eccitata dalla incertezza, vulnerabilità e/o dal rinunciare alla razionalità. Non detta i termini della scena se non quelli molto generici, ma ciò nonostante ricerca prevalentemente il suo piacere diretto (anziché trovare il suo piacere nel soddisfare il dominante).

5) VERA SOTTOMESSA SCHIAVA NEL GIOCO
Cede realmente il controllo (sebbene solo temporaneamente, solo durante brevi “scene” e all'interno di limiti) e ottiene la sua soddisfazione prevalentemente dal servire/essere usata dal suo Dominante, ma solo per scopi ludici, solitamente erotici. Può o può non essere interessata al dolore. Se lo è, è eccitata dal dolore in modo indiretto, es. ama essere l’oggetto del sadismo del proprio partner, riguardo al quale la sottomessa pone pochi requisiti o limitazioni.

6) SEMI-SCHIAVA PER BREVI-PERIODI SENZA LEGAMI, MA PIU’ CHE SEMPLICE GIOCO
Cede realmente il controllo (di solito all'interno di limiti concordati); vuole servire ed essere usata dal Dominante; vuole fornire servizi di tipo pratico/non erotico così come quelli piacevoli/erotici, ma solo quanto la “schiava” è dell’umore giusto. Può anche comportarsi come una schiava a tempo pieno per, diciamo, alcuni giorni di fila, ma è libera di interrompere la cosa in qualunque momento (o alla fine dei giorni concordati in precedenza). Può o può non avere una relazione con la sua Mistress/Master, ma in ogni caso, la “schiava” ha l’ultima parola su quando servire.

7) SCHIAVA PART TIME DI TIPO CONSENSUALE-MA-REALEHa un impegno in essere all'interno di una relazione Padrone/schiava e si ritiene una proprietà del Dominante in qualunque momento. Vuole obbedire e accontentare il suo Dominante in tutti gli aspetti della vita, pratici/non erotici e piacevoli/erotici. Dedica la maggior parte del tempo ad altri impegni “es. il lavoro) ma il Dominante ha la precedenza nel tempo libero della schiava.

8) SCHIAVA CONSENSUALE A TEMPO PIENO E CONVIVENTECon non più di alcuni limiti/richieste ampie, la schiava considera sé stessa come esistente unicamente per il piacere/stare bene del Dominante. La schiava in cambio si aspetta di essere considerata una proprietà preziosa. Non molto diversa dalla situazione della casalinga di una volta, fatto salvo che all’interno del mondo S/M la posizione della schiava è totalmente consensuale, specialmente se si tratta di uno schiavo maschio. All’interno del mondo S/M, una situazione di schiava full-time viene iniziata con una esplicita consapevolezza della sua rilevanza, con maggiore consapevolezza della rilevanza del potere che viene ceduto e perciò viene intrapresa con molta più cautela, ma anche con maggiore consapevolezza dei possibili pericoli e con più chiari e più specifici accordi di quelli che di solito precedono il matrimonio tradizionale.

9) SCHIAVA CONSENSUALE TOTALE SENZA LIMITI
Una comune fantasia ideale che probabilmente non esiste nella vita reale (eccezion fatta in alcuni culti religiosi autoritari e in altre situazioni in cui il “consenso” è indotto dal lavaggio del cervello e/o pressioni sociali od economiche e quindi non è del tutto consensuale). Alcuni puristi dell’S/M insistono sul fatto che una persona non è davvero una schiava se non è disposta a fare assolutamente qualunque cosa per il suo Dominante, senza alcun qualsivoglia limite. Ho incontrato alcune persone che dichiaravano di essere delle schiave senza limiti, ma in tutti quei casi ho ragione di dubitare di tale affermazione.

• 🄳🄾🄼🄸🄽🄰 🄶🄾🄻🄳🅈 • • #collar #restraint #restraints #submissive #submissiveboy #cuffs #cuffed #leathercuffs #leathercollar #leather #bdsmplay #bdsmrelationship #bdsmlife #bdsm #bdsmlove #fetishlife #fetishist #domsubrelationship #bdsmlifestyle #mistress #submission #latex #facesitting #strapon #collared #bdsm #sadomaso ##dominagoldy


lunedì 7 gennaio 2019

Amore e BDSM by micheleslot

“Conoscere un uomo che al primo incontro vi chiede di inginocchiarvi non è BDSM.
Un individuo che si introduce a voi chiamandovi “cagna” senza conoscervi non è un Dominante.
La dominazione e la sottomissione prevedono sempre un rapporto di grandissima fiducia e comprensione, dunque non gettatevi nelle mani del primo “masterone”, cercate una persona che vi piaccia, con la quale vorreste prendere un gelato e dalla quale vorreste esser legate e picchiate, e soprattutto, prima di farvi legare e picchiare, prendete molti, molti gelati.” (da abbattoimuri.wordpress.com).

Nel BDSM i problemi di patate e piselli dovrebbero essere gli ultimi nella lista.
Oggi mi piace affrontare questa pietra miliare che molti cercano di evitare, solitamente solo perché sono abituati ad una visione monogama dell’amore e preferiscono condurre una vita parallela, all’insaputa del coniuge, fidanzat*, amante, compagn*, con la scusa che non capirebbe, che non ne vuole sapere, che non gli interessa…e la coscienza è a posto.

Nella mia lunga militanza ho osservato sia nei Dom che nei sub due atteggiamenti di base nella gestione del BDSM:
• BDSM duro e puro, un atteggiamento che io chiamo scherzosamente “talebano”, che si nutre solo di emozioni, mentali e fisiche, e che presuppone nessun cedimento all’affetto, tanto meno all’amore: secondo me è solo teoria o per persone molto asociali, perché siamo PERSONE ed il RISPETTO deve essere la base del BDSM, non posso che fingere di considerare il/la sub come una cosa, in realtà questo nasconde soltanto l’egoismo di chi domina, nel voler considerare solo la soddisfazione delle proprie pulsioni. Talvolta il masochismo del sub si combina bene con questa situazione, ma il rapporto non è mai molto duraturo.

• BDSM inteso come soddisfazione reciproca: se non dall’amore, non può prescindere da una dose di affetto e cura del partner, che è naturalmente vissuto come una compagnia preziosa in entrambe le direzioni, anche se si gioca sadicamente o all’umiliazione. Non esclude la presenza di un diverso partner di vita, anche vanilla, se si esercita il poliamore, nella più completa trasparenza, praticamente impossibile nel caso precedente.

Oggi, sia pure nel trionfo del superficiale e del trascurare la cultura della trasgressione, ci sono alcune persone che arrivano a considerare persino l’accostamento del BDSM con la Meditazione ed il Tantra, partendo dall’assunto che il BDSM è una forma di amore, in cui il Dominante si adopera per la soddisfazione psicofisica del/la sub come quest’ultim* alimenta la propria soddisfazione con quella del Dom.

In quest’ottica cade la più comune obiezione di chi è troppo omologato e sente che infliggere dolore o comunque atteggiarsi in modo sadico sia in contrasto con il rapporto amoroso per il partner sottomess*: tutto ciò che procura soddisfazione al partner è una dimostrazione di amore e cura, comunque sia ottenuto, perché alimenta il suo benessere.

Ancora mi ricordo ad una festa di un paio d’anni fa, un amico che mentre stavo frustando con passione e veemenza un’altra amica che aveva le mani bloccate in alto ad un gancio, che reagiva con evidenti mugolii di piacere, si mise ad esclamare: “bravo, falle capire con quanto amore le stai dando piacere !”.

Questo dovrebbe essere sempre l’atteggiamento di chi fa BDSM, per il proprio e l’altrui benessere mentale e fisico, dove è scontato che SSC e buonsenso non debbono mai mancare.

Riporto due testimonianze di schiave prese dal web:

Una schiava è portata ad amare il proprio Signore e spessissimo una vittima arriva ad amare il proprio carnefice.
Ma in senso opposto la cosa può accadere?
Può un Padrone innamorarsi della propria schiava o un carnefice innamorarsi della propria vittima?
Ho sempre pensato di no ed ho sempre pensato che l’amore fosse una forma di “debolezza” che portasse irrimediabilmente a “limare” e a smussare le prerogative estreme che stanno alla base di un rapporto BDSM.
Credevo che una schiava non si potesse nè si dovesse amare, e su questo errato dogma ho accettato e forse cercato rapporti senza coinvolgere l’amore.
Mi accorgo ora di aver sbagliato perché l’assenza di amore lascia un vuoto incolmabile, un “horror vacui” che porta a continue ricerche e a continue delusioni.
Col tempo, l’esperienza, la maturazione e specialmente con l’esame delle sensazioni provate e con l’accettazione delle mie vere esigenze, mi sono resa conto che BDSM ed amore non sono e non possono essere distinti, anzi a mio modo di vedere il BDSM “è” amore, perché amore è accoglienza, perché amore è protezione perché amore è possesso.

D’altro canto amore è anche l’offerta totale di se stessi.

Un Padrone si dedica alla propria schiava accudendola ed educandola tanto quanto la schiava si dedica al proprio Signore con il dono totale ed incondizionato di se stessa.
“E l’amore si fonde col BDSM perchè è la natura di tutti e due, non è coercizione o forzatura, ma appagamento complementare: io amo la mia schiava e voglio dominarla, avere il suo possesso; lei ama me, Padrone, ed anela ad essere dominata ed appartenere. (omissis) Io la voglio schiava, e la tratto da tale proprio perchè la amo. Non le faccio del male, ma del bene.” (dal WEB)

Sempre dal WEB ho tratto questa testimonianza di una schiava, che reputo un esempio perfetto per il mio di pensare e che pertanto cito pressoché integralmente:

“…da un po’ appartengo ad un Master di sedici anni più grande e, sempre da un po’, il nostro rapporto si è evoluto in relazione amorosa a tutti gli effetti. C’è chi scoraggia una cosa del genere, chi addirittura la denigra, chi cerca di starne alla larga e chi non si esprime per disprezzo, e anche peggio. C’è chi addirittura si dispiace perché magari ha già vissuto una situazione simile e non si è trovato bene. Il motivo principale solitamente è uno: quando subentra l’amore, il rapporto D/s entra in crisi. Il Master cessa o quasi di essere tale perché provocare dolore alla donna che ama gli riesce difficile, e la slave cessa a sua volta di essere tale perché il suo Master non la riconosce più in quelle vesti. Sostanzialmente, il rapporto di coppia e tutto ciò che ne deriva eclissa gradualmente quello D/s perché vengono meno i presupposti per tenerlo vivo. L’esempio che ho visto fare più spesso è quello della quotidianità: “Come fa una schiava a fare la schiava se puntualmente si trova a dover discutere con il Master per pagare le bollette, per il lavoro o per portare i figli a scuola?”

Una domanda plausibile e che non riesce ad avere una risposta immediata. Sulla base di questa riflessione, ecco che la comunità BDSM si riempie di gente “single a vita” e di altrettante persone con una doppia relazione, vanilla e sadomaso. Di recente ho conosciuto alcuni Master che di fronte alla mia storia rispondevano che era un po’ una messa in scena, che il mio Padrone era un debole, che né io né Lui avevamo capito il senso del “vero” BDSM, che un “vero” Master non si abbandona ai sentimenti, eccetera. La cosa mi ha ovviamente infastidito e mi ha portato a riflettere sulla mia condizione e sul tema in generale.(omissis)….

Che un rapporto BDSM senza amore sia quello più puro e soddisfacente?
Ecco cosa penso: il BDSM “puro” è una barzelletta, un gioco di ruolo fine a se stesso falso ed egoistico che a sua volta è venerato da gente falsa ed egoista.
Io parlo da schiava. Il rapporto di coppia mischiato a quello BDSM, è vero, è complicato ed impegnativo da gestire. Capita che il sadomaso passi in secondo piano, che venga a mancare il piacere della punizione, che la quotidianità ammazzi quella tensione emotiva che regala una sessione. Io personalmente non mi sono sentita schiava certe volte, negli occhi del mio Padrone non vedevo più una sottomessa ma la donna che ama, e questo, data la mia indole che invece premeva per uscire, mi ha portato alla disperazione, e ha scatenato più volte litigi nella coppia. Ma quello che prima non capivo e che invece ora credo di aver compreso è che io non potrei mai essere più schiava di così.

Io amo il mio Padrone – che considero sempre come tale, anche quando andiamo a fare la spesa – e per Lui io farei e sarei qualsiasi cosa. Gli offro me stessa ogni giorno della mia vita, BDSM o meno; che Lui mi voglia dare la frusta o le coccole sul divano; che Lui mi voglia in ginocchio o al suo fianco. Non importa quello che desidero io; il mio unico interesse è dargli il piacere, assecondare e realizzare le sue volontà, non le mie, e se Lui vuole coccolarmi anziché sculacciarmi allora io ne sono ugualmente felice. Ora ditemi, vi sembro poco schiava adesso? E per questo, Lui non è poco Master, perché comunque si prende da me ciò che vuole.”

Questo ed altri scritti su argomenti correlati li trovate come di consueto sul suo sito:
http://micheleslot.it/bdsm-cultura


GOOᗪ ᗰOᖇᑎIᑎG - ᗷᑌOᑎGIOᖇᑎO • • 🄳🄾🄼🄸🄽🄰 🄶🄾🄻🄳🅈 • • #domina #dominagoldy #goodmorning #buongiorno #followme


venerdì 4 gennaio 2019

Uno dei miei articoli più letti durante l'ultimo anno! "...La castità nell'universo BDSM è una pratica erotica che consiste nell'astensione, obbligata o scelta, da ogni attività sessuale da parte del partner sottomesso al fine di favorire o permettere...." http://bit.ly/2rOzxtr


Buon venerdì • • #lingerie #plussize #plussizemodel #plussizelingerie #beauty #voluptous #collant #lace #lingerie #glamour #nylonstocking #heels #highheels #stockings #dominagoldy


Un approccio romantico al BDSM per la coppia

Un approccio romantico al BDSM per la coppia



Sapevo che il BDSM conosceva i miei partner, loro vogliono un uomo protettivo che prende il controllo in privato. Lei non parla di BDSM perché non lo sa.
Mi piace scegliere la lingerie e decidere quando il mio partner può avere un orgasmo. Adoro una donna che sta mostrando solo per me nelle posizioni che mi piacciono.

BDSM non si adatta alla sua interezza a ciò che mi piace. Ci sono cose che mi piacciono e altre no. È qui che ho scelto il mio BDSM.

Considero il bdsm come un contributo a una relazione romantica, non uno stile di vita da solo (bdsm sessuale), potrebbe essere la differenza che ho con le persone dei gruppi BDSM francesi. I francesi sembrano molto bene separati sesso, bdsm, coppia, privacy e amore. Tanto per dire che non corrisponde a me.

Inoltre, quando parlo con i francesi, non condividono la mia concezione della sessualità, legata all’amore.

Questo può essere uno stile di vita quando la relazione romantica è presente .. e mi piace. Quando non c’è affetto, non c’è romanticismo, non è interessante.

Ecco perché non ho una lista di pratiche che devo imporre, ho avuto diversi tipi di donne. Quali pratiche significano per una donna è più importante della pratica stessa.

Questo è quando ho impostato la definizione di coppia BDSM, queste sono le pratiche che ti interessano entrambe. Devi essere un po' flessibile nelle tue pratiche, a una donna non piacerà la stessa cosa di un’altra. È importante rispettarlo. Questo non è un problema per capire gli uomini.

Ho imparato diverse pratiche per essere un partner migliore e soprattutto per essere in grado di soddisfare. Essendo l’uomo che rende questo tipo di intimità ad una donna, è bello e consente un riavvicinamento della coppia.



https://dominazioneromantica.wordpress.com/2018/01/05/introduzione-al-romanticismo/

mercoledì 2 gennaio 2019

Can you feel the pain?

Random thoughts

Ci sono casi in cui un sub dominante?
Essere dominante e sottomesso sono due cose molto legate, e si può dividere su più livelli. A volte può sembrare che sia in controllo, ma in realtà sto facendo ciò che a lei piace. Non lo sto facendo perché lo voglio io, lo faccio perché so che alla Miss piace. 

Mi piace darLe piacere. 
Mi piace davvero dare piacere, in qualunque senso, sia sessuale che non sessuale. È una cosa che facciamo l'uno per l'altro, e Lei è la mia priorità.


Copyright

Copyrighted.com Registered & Protected 
9659-NUMU-ZC4E-QPRG