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mercoledì 28 agosto 2019

Be a slave - Essere Slave

Il perno fondamentale dell’essere slave, o schiavoa/a è l’appartenenza, si appartiene ad un Padrona/e quando si prova soddisfazione nell’eseguire gli ordini di colui o colei a cui si affida la propria fisicità, il proprio libero arbitrio. 

Recentemente una ragazza, quando le proposi di diventare la mia schiava mi rispose con voce squillante dall’emozione: “E’ bello appartenere”.

Si sentiva anche solo dal tono come desiderasse abbandonarsi pienamente e lasciarsi guidare.
Leggendolo si potrebbe pensare a qualcosa di innaturale, la scelta “malata”, a ben vedere si rinuncia a parte della propria libertà a favore di una persona.

Eppure accade spesso, nella religione, nella politica, in un leader carismatico, ci affidiamo a grandezze superiori o persone nella speranza che sappiano portarci oltre noi stessi.
Si chiama religione, si chiama militanza, si chiama sottomissione, però tutti generano il senso di appartenenza, di essere parte di qualcosa di più grande.

Per compiere una scelta così grande bisogna fidarsi dell’altra persona, come se fosse un impulso che parte da dentro, più emotivo che logico; per fidarsi bisogna conoscersi, per conoscersi bisogna parlarsi e frequentarsi. 


Consiglio a tutti coloro che leggeranno quanto scrivo di non iniziare mai un possibile rapporto lanciandosi sulle tecniche, sulla parte pratica, fate vedere cosa siete dietro al desiderio che unisce la voglia di incontrarsi, dovete perderci tempo, costruire giorno per giorno, perché è un tipo di rapporto unico.
Sono una donna solare, amo ridere, eppure divento inflessibile ed esigente. Mi mostro come sono, non mi nascondo dietro la maschera dell'algida Mistress, non sono così, è deleterio fingere.


Quando si gioca si deve sentire dentro la voglia che cresce, il desiderio di continuare il gioco, la volontà di superare i limiti… Non la rabbia di dover subire, sia pur per amore, umiliazioni e dolore .

mercoledì 21 agosto 2019

I LOVE STRAPON....


La sensazione che molte donne provano nell'indossare ed usare uno strapon su un uomo è quello di un potere esercitato sull'uomo (sottomesso).
Momento molto intenso è quello dove la donna lentamente indossa lo strapon facendosi per es. aiutare dallo schiavo. 
E’ un “mutare sesso” assumendo quello che tradizionalmente è il sesso dominante ossia quello maschile.
Come per ogni tipo di sodomizzazione di un uomo da parte della donna, si pone per molti uomini una ambivalente visione: dire di sì ed essere contenti di questo gioco che va a stimolare zone molto erogene oppure farsi venire mille scrupoli su cosa potrà pensare la donna e se quell’atto si possa configurare come atto omosessuale.
Nella coppia l’uso dello strapon è qualcosa di SM che concretizza un gioco prettamente di Dominazione/sottomissione ed è fatto indipendentemente dal gradimento dell’uomo. 

Spesso con l’orgasmo femminile raggiunto tramite il pene interno e/o con lo sfregamento del sesso sulla mutandina di cuoio e con la negazione di quello maschile per una eccitazione portata ai massimi livelli per poi negare l’ultimo atto.
Oppure l’uso dello strapon può rientrare nelle fantasie dell’uomo di vedersi penetrato dalla donna.
Queste fantasie maschili sono molto comuni seppure non sempre confessate alla propria donna. Ma sovente confessate alle prodomme. Esse sono molto concordi nel dire che buona parte degli uomini che vanno da loro richiedono questo gioco.
Un altro piccolissimo uso c’è in ambito etero con lo strapon indossato dall’uomo che non sia in grado di avere erezione. 

In questo caso per una penetrazione anale o vaginale.
Come per i dildi normali, lo strapon si usa con un preservativo.

mercoledì 23 gennaio 2019

8 cose che non sai sulle manette

Pesanti manette inglesi
conservate al museo di Bedford, in Inghilterra.
 SIMON SPEED
Da quando esistono sono il simbolo della detenzione: uno strumento di immobilizzazione e di pena che esiste dalla notte dei tempi, anche se
le manette moderne sono un’invenzione abbastanza recente. Quanti tipi ne esistono? Tantissimi. Incluse le manette che si utilizzano nei giochi di prestigio e… nel film “50 sfumature di grigio”. Ma non è l’unica curiosità…

LE PRIME IN ASSOLUTO. 

Al poeta Virgilio il merito di averci reso nel 70 a. C. la prima testimonianza sul concetto di manette: nelle Georgiche, Aristeo si reca da Proteo per farsi svelare le cause della moria delle sue api, e lo ammanetta mentre dorme, per evitare che possa sfuggirgli trasformandosi in mille creature. Quelle descritte da Virgilio sono in realtà manette rudimentali più simili ai ceppi.

QUASI MODERNE. 
Per vedere manette simili a quelle moderne bisogna aspettare il 1862, quando l’ingegnere americano W.V. Adams migliora il design delle manette inglesi, che pesavano oltre un chilo, e non riuscivano ad adattarsi a ogni persona.

LE MESSICANE. 
Ed è tra la metà dell'Ottocento e i primi del Novecento che ingegneri e designer si cimentano nella ricerca delle manette perfette. Dal crudele Twister, una catena di metallo con una maniglia che, nel caso, poteva essere serrata più severamente per stringere i polsi del prigioniero, alla manetta messicana, dalla caratteristica forma a forcone con due aperture a forma di “U”.

MANETTE MODERNE. 
Nel 1912 George Carney, brevetta le manette come le conosciamo oggi: una manetta a cricchetto regolabile e autobloccante un poliziotto poteva mettere all'arrestato usando una sola mano. Da quel momento molte aziende specializzate hanno lavorato per perfezionare quell’invenzione e per evitare gli effetti collaterali delle manette: tra questi c'è la “neuropatia da manette”, un trauma da compressione al polso che provoca danni ai nervi se si indossano manette troppo strette per un periodo di tempo prolungato.

Harry Houdini prima di uno dei suoi 
celebri numeri, a Boston (Stati Uniti), nel 1908.
IL MAGO DELLE MANETTE. Gli anni cui la produzione di manette si trasforma in industria, sono anche quelli di Harry Houdini che sulle manette costruisce la sua fortuna di illusionista. Riesce a liberarsi persino di quelle della polizia di Scotland Yard. E nei suoi spettacoli le manette mancano mai. Non a caso il suo nome d’arte per intero era Harry Handcuff (manette) Houdini.

REGOLE E DIVIETI. 
L’uso delle manette è sinonimo di colpa, al punto che alcuni paesi hanno stabilito restrizioni sulla raffigurazione di persone ammanettate, per evitare che lo stigma le perseguiti se non colpevoli o oltre la condanna. La Francia non consente ai media di mostrare immagini di persone ammanettate fino a quando non sono state condannate definitivamente. La polizia di Hong Kong offre un copricapo a chiunque sia ammanettato. E il Giappone si spinge fino a sfocare le mani della persona se indossano polsini. E in Italia? Dal 1999, una norma del codice di procedura penale vieta la pubblicazione di fotografie che ritraggono persone in manette.

IL LATO SEXY. 
Libri e film come 50 sfumature ci hanno mostrato un uso imprevisto delle manette nelle pratiche sessuali sado-maso. Attenzione: quelle viste nei film e in vendita nei sexy shop non sono affatto le manette della polizia, potenzialmente pericolose, perché il loro uso può provocare lesioni ai nervi o altri danni ai tessuti, ma bracciali progettati appositamente, con inserti morbidi.

https://www.focus.it/cultura/curiosita/8-cose-che-forse-non-sai-sulle-manette

mercoledì 12 dicembre 2018

Come funziona un rapporto sadomaso


Avere una relazione nella vita difficile, il più delle volte.
Aggiungiamo ad essa le implicazioni di un rapporto sadomaso e le cose rischiano di complicarsi ulteriormente. La verità che una relazione con un’altra persona risulta facile o difficile in base a come ci si comporta.
Molte persone inciampano nel sadomasochismo per caso, mentre cercano un modo per rivitalizzare la loro vita sessuale.
Con alcune coppie, il sadomasochismo limitato all'intimità della propria camera da letto.
Altre, invece, si guardano intorno e cercano altre persone con gli stessi interessi con cui poter sperimentare, giocare e divertirsi.

Giocare per la prima volta con il sadomasochismo può essere come tuffarsi di testa nel fondo di una piscina, può togliere il fiato.
Nessuno può prepararvi per quello che arriverete a scoprire e a fare.

I rapporti sadomaso possono andare in due modi: possono essere di lunga durata o transitori.
Le relazioni di lunga durata sono quelle che si sono formate prima della scoperta del sadomasochismo, mentre quelle transitorie sono quelle cominciate dopo la scoperta di questo mondo.
Molte persone entrano a far parte della comunità sadomasochista per trovare partner che abbiano i loro stessi interessi, altre persone, invece, cercano solo ed esclusivamente sesso.
Per le coppie che praticano sadomasochismo difficile annoiarsi, ma se dovesse succedere, basterebbe solo utilizzare la propria immaginazione per provare cose nuove.
Tu imponi i tuoi limiti al sadomasochismo.
Nei rapporti sadomaso c’è lo schiavo e il padrone, colui che domina e colui che subisce, sadismo, sottomissione, masochismo, ma tutto fatto per ottenere una sola cosa: piacere.

Gli oggetti più utilizzati da una coppia sadomaso?Frustini, manette, bende per gli occhi, corpetti, tute in pelle, tacchi a spillo, anelli per il pene, e giocattolini vari. La violenza impiegata durante questi rapporti sessuali “alternativi” non un tipo di violenza con il fine di ferire fisicamente e moralmente l’altra persona. , infatti, un tipo di violenza che arreca piacere alla vittima in questione, la quale, il più delle volte, incita il proprio partner a continuare o a mettere più forza nei colpi di frusta.

Molte persone godono nel vedersi ammanettate al letto o ad una parete mentre i loro partner gli strizzano i capezzoli, li sculacciano o, semplicemente, li bendano e li fanno godere con il solo uso della propria lingua o del proprio organo genitale.

Ma il sadomaso non solo quello estremo, esiste anche una forma di sadomaso più soft, da poter praticare tranquillamente nella propria camera da letto solo con un paio di manette o con una mascherina. Si tratta solo di far viaggiare la propria fantasia e conoscere i propri limiti.


https://www.miranet.it/come-funziona-rapporto-sadomaso.php

mercoledì 5 dicembre 2018

A Mini Guide To 'Edging' (AKA Orgasm Control)


by
Coco Cameron

Edging is essentially orgasm control, in which either you or a partner are brought to the point of orgasm, then stopping just before reaching the peak in order to make the eventual climax strong and more intense.

So, why do it? Firstly, the increased blood flow makes the genitals even more sensitive, which in turn makes for a more intense orgasm. Secondly, unlike many other BDSM practices, it doesn’t involve the world of pain play but still offers the power dynamic that is such an integral part of kink.

The edging technique can be used either during masturbation or foreplay with a partner, by both sexes, and can be a particularly effective technique in delaying orgasm for guys who suffer from premature ejaculation.

It’s also a great technique to help offset mild erectile issues, as it can keep men harder and more excited. Fans of ‘edging’ love the sensation of almost coming, backing off and then taking it back to the brink again.

Now you know what edging is, why not give it a go? Start off with the Classic Magic Wand Vibrator and tease yourself to the brink, or ask your partner to tease you with the strong vibrations the wand produces against the clitoris, then pull back as soon as you feel like you are at the point of orgasm. You can repeat this as many times as you desire. Then, once you are ready to release, go go go!

https://www.lifehacker.com.au/2018/02/a-mini-guide-to-edging-aka-orgasm-control/

mercoledì 28 novembre 2018

Incontri BDSM: Ecco i Principi Base per Evitare Problemi o Fregature


Gli incontri BDSM sono un tipo di esperienza unica che potrà essere vissuta da parte tua in maniera veramente intensa.

Ecco come effettuare maniera corretta il semplice questo genere di incontri senza andare a finire in situazioni poco piacevoli da vivere in prima persona.

Cosa sono gli incontri BDSM
Questo genere di incontri identifica un tipo di rapporto in cui essere legati, subire delle percosse ed altri generi di pratiche similari sono presenti in grande quantità e caratterizzano questo genere di rapporto.
Questo particolare tipo di incontri deve essere ovviamente organizzati in maniera attenta e precisa in modo tale che tu possa avere l’occasione di vivere sulla tua pelle delle esperienze uniche sotto ogni punto di vista.
Tieni ovviamente presente che gli incontri BDSM hanno come protagonista una persona che sia disposta ad affrontare questo particolare genere di pratica senza tirarsi indietro di fronte ad esse.


Come si organizzano gli incontri BDSM
Se vuoi effettuare questo genere di incontri devi necessariamente sfruttare un portale nel quale sarei in grado di trovare una vasta gamma di persone che hanno la tua stessa passione.
Questo genere di ricerca risulta essere leggermente lunga in quanto devi trovare un sito web sicuro con utenti in carne e ossa che ti diano l’occasione di effettuare l’incontro senza che ci possono essere complicazioni di ogni genere.
Effettuare questa ricerca ti consentirà di entrare in un mondo fatto di piacere sessuale anche di dolore che si tramuta in vera e propria passione nel momento in cui si pratica vengono effettuate.
Aggiunge anche il fatto che devi essere sicuro che quella persona sia reale quindi, prima di effettuare un incontro BDSM, devi verificare che non sia solamente un account fittizio creato da coloro che si divertono a prendere in giro il prossimo e la loro voglia di avere questo particolare rapporto.

Grazie a questo genere di ricerca sarai in grado di evitare tutta questa particolare situazione e potrai effettuare un vasto numero di incontri BDSM.

Come si svolgono gli incontri BDSM
Questo genere di incontri, generalmente, si svolge in luoghi dove l’intimità risulta essere al primo posto è sempre presente.
Pertanto potrei prendere parte a questo genere di incontri in particolari Hotel, locale oppure a casa della persona che ha inserito l’annuncio.
Le pratiche che si andranno a consumare saranno tutte differenti tra di loro ed ognuna di esse sarei in grado di farti provare delle emozioni veramente uniche nel suo genere.
Tieni ben presente il fatto che durante questo incontro dovrei sempre mantenere il massimo rispetto nei confronti del partner in modo tale che il rapporto stesso possa concludersi in una maniera assai piacevole e priva di rimorsi.

Questi particolari incontri inoltre saranno in grado di essere caratterizzati dalla presenza già vasta gamma di oggetti che potranno dare un colore completamente differente rispetto a tutti gli altri tipi di rapporti che hai consumato.
Gli incontri BDSM ti faranno provare delle emozioni assai piacevoli e ricordati che anche tu potrai inserire il tuo annuncio per effettuare questo genere di appuntamenti con delle persone che hanno la tua stessa passione che associano al dolore un piacere sessuale veramente intenso e unico.

https://www.miranet.it/incontri-bdsm.php

mercoledì 29 agosto 2018

BDSM Beginners: All About Aftercare

If you’re curious about exploring BDSM with your partner, it can seem like there is an endless list of considerations. It’s not quite as simple as dressing up a certain way and tying your partner up; you both need to discuss what fantasy you’re interested in, set your hard and soft limits, pick your safe words… and then the step that many don’t think to prepare for: aftercare.

Even though it takes place ‘after’ a scene, aftercare requires forethought and conversation. But what is it exactly?
What is BDSM Aftercare?

Aftercare is, very simply, the time you and your partner take after play time to recover and also to see to each other’s emotional and physical needs. Certain role plays and kinky acts can be both physically and psychologically taxing, so this time is a great for relaxing, as well as getting ‘back to reality.’
Why is it Necessary?


Our fantasies don’t necessarily correlate with who we are in our regular, day-to-day lives. While we may want our partner to dress as a demanding authoritarian who exacts humiliating punishments on us during kinky play, that’s not how we want them to treat us during the normal course of our relationship. Aftercare functions as a ‘recalibration’ for the normalcy of your relationship.

There can be a physical toll as well. Many people compare the sensation immediately following a scene (sometimes called a ‘sub drop,’ though it happens to tops as well) as being similar to sensations felt after an intense athletic performance. The rush of endorphins coupled with potential physical exertion can leave you feeling weak, fatigued, or dazed, and you may be slightly dehydrated depending on the intensity of the scene.
Types of Aftercare

Aftercare can be generally put into two categories: physical and emotional. Physical aftercare includes things such as helping remove any paraphernalia like restraints or blindfolds, getting your partner something to eat or drink (blood sugar levels can be important to pay attention to), providing a blanket or warm clothing, kissing or caressing any part of their body, or specifically to area that may have been marked during play, or providing affection and comfort in a quiet place.



The Ideal Night In: Tips for the Perfect Massage TechniqueRead More …

An intimate massage can be a great way to connect with your partner while offering a comforting touch, and a warm massage oil can sooth both your muscles, and the skin if you were engaging in impact play. A bath or shower is also great; it serves a practical clean up purpose as well as letting you both share an intimate and relaxing moment!

Emotional aftercare involves discussing the scene and how you both felt about it, good and bad, which is integral for ensuring that you both understand each other’s needs and expectations from play. You also may want to give your partner assurances about their kink, reminding them that nothing they did or enjoyed makes them ‘weird’ or ‘perverse.’ Making a conscious point to continue this conversation after a couple days also makes sure you’re both aware of any negative feelings that have lingered, and can also serve to make you excited about the next time.
Does Everyone Need Aftercare?

Some people might be completely okay without aftercare, or may prefer to be left alone rather than kiss and cuddle. That’s why it’s important to negotiate aftercare before getting started. If you’re just starting to experiment with BDSM and not sure what kind of aftercare you or your partner may need, discussing your feelings after the scene serves as your jumping off point for the care you or your partner would like to receive in experiences to come.

Additionally, many assume that aftercare is exclusively something that a Dominant must provide for a sub, though that simply isn’t true. Someone in a Dominant role may experience the same ‘drop’ from physical exertion as a sub, and can similarly desire the emotional connection that re-establishes the normal, loving and affectionate roles of your relationship.

There is no one way to provide or receive aftercare, the only real guideline is to be open, accepting, and attentive to the emotional and physical needs of your partner, while also making sure that your own needs are met as well.

https://www.lelo.com/blog/bdsm-beginners-aftercare/

mercoledì 16 maggio 2018

RUBRICA: Clinical play’s

Quanti hanno sognato, nelle proprie fantasie erotiche, di interpretare il ruolo del dottore (Doctor), in un momento di intimità con il proprio partner nella veste di paziente (o, nel caso opposto, di farsi visitare da una provocante infermiera – nurse), in effusioni speziate che alimentano la sensualità di una relazione di coppia? 
Il dilemma è che tali piccanti divertimenti, nel BDSM lifestyle, possono avere conseguenze davvero pericolose per l’incolumità personale: nel mondo della sessualità estrema, infatti, tali performance alternative sono meglio conosciute con il termine Clinical o Medical play e rappresentano delle kinky practices (giochi erotici di cui si conoscono i pericoli), eseguite attraverso l’utilizzo di strumenti e arnesi chirurgici ed inscenate, talvolta, in ambientazioni e con arredi – fornitures – tipici del mondo ospedaliero ma in veste estrema.

Le peculiarità di questa forma alternativa di sperimentare la sessualità sono di offrire svariati modi di interpretare la “parte” prescelta, partendo da giochini più soft a quelli fisicamente più hard, che vanno da umiliazioni di vario tipo a carico del paziente per poi culminare in situazioni recrudescenti e fisicamente invasive, dove lo slave è sottoposto a vere e proprie visite andrologiche/ginecologiche che prevedono applicazioni di clisteri, punture e simili.

Data la pericolosità derivante dall’uso di tali utensili da parte di inesperti (che testimonia la rara applicazione di tale tipologia di games nei playparty-BDSM) e l’alta possibilità di trasmissione di infezioni, nel Clinical è altamente raccomandato[1] affidarsi a mani sapienti e di non improvvisare mai, cercando di prestare la massima attenzione alle operazioni effettuate sul partner consenziente, nel pieno rispetto del brocardo <<Hurt not harm>> da cui il sesso estremo trae origine. 



Le pratiche in uso sono le seguenti:
Ispezione intima degli orifizi, che prevede la visita accurata delle parti intime, incluso l’esame rettale (con l’uso di butt-plug[2]) e ginecologico (speculum), avendo cura di proteggere le mani con guanti asettici in lattice[3];
L’uso del catetere applicato come metodo alternativo per l’emissione dell’urina, collegato all’eccitazione legata all’urofilia o Golden rain, che nei profani può portare all’ostruzione dello stesso e l’insorgenza di trombosi venosa.[4]
L’uso del clistere, introducendo del liquido nel retto al fine di liberare l’intestino dalle impurità. Tale strumento è tipico della clismafilia (attrazione sessuale per i clisteri, che nel DSM 5 è inserita fra i disturbi parafilici con altra specificazione, caratterizzata da ricorrente e intensa eccitazione sessuale verso comportamenti sessuali atipici) in cui i momenti topici dell’introdurre, sentire ed espellere il clistere sono fonte di grande erotismo ed eccitazione[5]. Sebbene tale pratica sembri innocua non è purtroppo esente da rischi come irritazione rettale, colite, cancrena e shock anafilattico[6].
Somministrazione di iniezioni saline, con applicazione sottopelle di cloruro di sodio in acqua purificata al fine di creare una deformazione della parte del corpo interessata (di norma i testicoli – la cosiddétta ballooning o infusione scrotale[7], oltre ai seni femminili), che normalmente non prevede effetti collaterali, ma se iniettata troppo forte o bruscamente rischia di far diventare la parte espansa di un vivido colore nero difficilmente eliminabile[8];
Massaggio della prostata, praticato su uomini slave durante l’esame rettale eseguito dalla mistress attraverso l’introduzione nell’ano dell’uomo di sex toys o di dita (fingering)[9]allo scopo di provocarne l’eiaculazione, meglio conosciuta con il nome di milking[10];
Inserimento di aghi sottili sottopelle (lunghi dai 5 gli 8 mm), di norma innestati fra l’epidermide ed il muscolo che i praticanti applicano in varie parti del corpo e in zone particolarmente ricche di terminazioni nervose (quali genitali, mammelle, capezzoli) al fine di provocare dolore nel partner stimolandone la produzione di endorfine. Tali utensili però, oltre a veicolare infezioni se scambiati in maniera inopportuna tra partner, rischiano di spezzarsi nel corpo se non accuratamente manipolati;
Suture (dal latino sutura, cucitura) generalmente eseguite sui genitali femminili simulando un’infibulazione a cui segue la penetrazione del membro maschile resa ulteriormente sofferta dalla presenza dei punti che riducono l’apertura della vagina (questa pratica è in ogni caso piuttosto rara). 

Il pericolo di tale pratica deriva dalla deiscenza della ferita, con l’apertura totale o parziale della stessa,[11]fino al contagio di infezioni batteriche da stafilococco o enterococco.

L’esperienza insegna che non sempre portare all'apogeo le proprie fantasie è così piacevole come il loro agognare.

Tirocinante: Andrea Carbone
Tutor: Fabiana Salucci



Bibliografia

Ayzad (2009) XXX il dizionario del sesso insolito. Bologna – Castelvecchi editore.
Baroni, P. et al. (1834) Bullettino delle scienze mediche. Bologna – Biblioteca Regia Monacensis – pag. 135.
Booklet: © The AIDS Committee of Toronto, BDSM Education Project August, 1996 e seg.
Contieri, E. (1985) in Zannini, G. Chirurgia Generale I .vol. Uses Editore.
Grimandi, A. (1999) Il parto in ospedale – una ricerca a Bologna. Bologna – Franco Angeli Ed. – pag. 53.
Margaria, E., Gollo E. (2001) AISD Associazione italiana per lo studio del dolore – XXIII Congresso Nazionale – Torino – Springer Edition – pag. 481.
Pedrazzi, A.(2013) XXI Sex – Nuova Enciclopedia sessuale – Ed. Lulu.
Quattrini, F. (2015) Parafilie e Devianza – Psicologia e Psicopatologia del comportamento sessuale atipico – Giunti Editore S.p.A. – pag. 186.

Sitografia
https://www.bdsmers.net/bdsm/view/46-La-Padrona/
http://www.ayzad.com/it/risorse-utili/glossario-bdsm/#milking
http://www.rekink.com//[1] Ayzad (2009) XXX il dizionario del sesso insolito. Bologna – Castelvecchi editore.

[2] Cuneo anale tipo sex-toy, usato come stimolatore e dilatatore della cavità perineale.
[3] Dispositivo medico utilizzato per l’effettuazione di analisi o interventi medici, prevalentemente utilizzato in ginecologia – Booklet: © The AIDS Committee of Toronto, BDSM Education Project August, 1996; October, 1999. This edition, June, 2009.
[4] Margaria, E. Gollo E. (2001) AISD Associazione italiana per lo studio del dolore – XXIII Congresso Nazionale –– Torino. Springer Edition – pag. 481.
[5] Quattrini, F. Parafilie e Devianza (2015) – Psicologia e Psicopatologia del comportamento sessuale atipico. Giunti Editore S.p.A. pag. 186.
[6] Grimandi, A. (1999) Il parto in ospedale – una ricerca a Bologna – Bologna. Franco Angeli Ed. pag. 53.
[7] Pedrazzi, A.(2013) XXI Sex – Nuova Enciclopedia sessuale. Ed. Lulu.
[8] Baroni, P. et al. (1834) Bullettino delle scienze mediche. Bologna – Biblioteca Regia Monacensis pag. 135.
[9] http://www.ayzad.com/it/risorse-utili/glossario-bdsm/#milking
[10] http://www.rekink.com
[11] Contieri, E. (1985) in Zannini, G. Chirurgia Generale I .vol. Uses.

mercoledì 6 dicembre 2017

Rubrica consigli: la cera


La cera può essere di vari tipi: di sola paraffina, di sola stearina, di una miscela di entrambe o di purissima cera d'api.

Cera d'api
La cera d'api è l'elemento originale con cui si facevano le candele fin dagli albori della candela ed è prodotta proprio dalle api per costruire i favi e la si trova in commercio in panetti, vaschette o fogli di colore giallo scuro.
Le candele con cera d'api pura non sono consigliate per questi giochi BDSM per il semplice fatto che raggiungono una temperatura di fusione tra i 61° e i 65° e quindi possono provocare ferite davvero serie.
La Parafina
La paraffina è una miscela di idrocarburi solidi ed è un derivato della raffinazione del petrolio greggio e ha un aspetto bianco quasi trasparente, non si mescola nell'acqua. La parafina ha una temperatura di fusione tra i 45° e gli 80° a seconda dei tipi ed è reperibile in scaglie o blocchi.
La Stearina
La stearina invece è di origine animale o vegetale e si ottiene dal sego che si ricava dalla raffinazione del grasso degli animali macellati, oppure estratto da alcune piante, questa è di colore bianco opaco.

Cera ideale per BDSM:
L'ideale per la preparazione di una candela per BDSM è quella di utilizzare una miscela di paraffina e stearina con una percentuale così composta :
Parafina 90% - 80%
Stearina 10% - 20%
Da tenere in debita considerazione che la stearina rallenta lo scioglimento della cera e ne riduce anche la fumosità.

Quando si compera una candela non si può sapere quale sia il suo punto di fusione e quindi anche le varie tabelle esistenti che danno queste info, servono a poco o nulla. L’oggetto comperato resta un mistero finché non viene provato da chi lo deve poi usare.
Mi sento di sconsigliare le candele ricoperte. Lavorano male ed il colore della goccia di cera non corrisponde al colore prescelto. Lavorano male anche le candele in bicchierino sia esso di plastica o di vetro.
Per scoprire prima dell’acquisto se una candela è del tipo ricoperto si può fare una incisione con l’unghia sulla sua base cercando di non rovinarla.
Molte persone sono comunque allergiche alla cera ossia la reazione è di forte rossore non giustificato dal calore della goccia. Ci possono essere anche allergie ai coloranti.
Per questo motivo quando si cola la cera su una persona e per lei è la prima volta, è opportuno fare un test con 2 o 3 gocce per es. su una natica. Togliere la cera dopo un paio di minuti e se il rossore è forte e persistente, meglio desistere.

Segnalo questa pagina che ho trovato su facebook dove producono candele adatte al Bdsm: Il sogno di candele

mercoledì 22 novembre 2017

The problem with chastity belts

Purchasing a chastity belt seems like an easy task. Google the phrase and you’re likely to be hit first with the CBX000s series. If you’re not familiar with them, they’re plastic devices (not a belt, in my opinion) that are inexpensive and popular. The problem: they don’t work and are painful for most to wear. I will give the CB-line one word of praise. They brought the chastity fetish to pop culture and many men were able to explore their chastity fetishes for the first time.

You’re probably sensing a “but” coming.

Here’s the thing. Every man searching for a chastity belt desires four things: security, discretion, comfort, and hygiene. I’ve put those attributes in order by their typical ranking of importance. If a chastity belt or device can be compromised, it’s useless. If you plan on wearing it out of your house and everyone at work notices you have an enormous bulge in your pants (I’ll skip the jokes), it’s impractical. If you wake up to stabbing pains in your groin each night or the belt chafes against your skin, long-term wear isn’t suitable. And if you have to remove the device each time you clean yourself, distance play isn’t feasible, or at the very least, made onerous.

You get the idea.

Every chastity fetishist searches the dark crannies of the web for that illustrious belt meeting all demands. Many manufacturers claim to sell it. The simple answer is that no such device or belt exists.

Two basic designs are available in chastity’s cottage industry: devices and belts. Chastity devices take advantage of the “trapped ball” design—a tube slides over the penis and a ring is fitted around the balls, preventing them from being pulled through. A pin, containing a hasp that a lock goes through, holds both pieces together. There are endless varieties. Some of these devices are one piece, others come out of the box mimicking an Erecter Set. All of them work by ensuring the device can’t be removed from the body.

Sounds great, right?

Not exactly.

Slipping the penis out of the tube is easy. I’ve seen design after design try to overcome this flaw. Add-ons, such as blunted or not-so blunted points, have been inserted into the tube to make pulling out painful. Tubes have been slanted downward to prevent the same escape. While I applaud this ingenuity, they fail in their intent. It’s not the manufacturer’s fault. The penis is simply the worst appendage of the body to try to restrict. It grows and shrinks and can be bent into every shape and direction. Add a little soap and water, and it can beat the most devious of devices. Evolution probably selected these traits since they protect the penis, but that’s a topic for another post.



Latowski
Neosteel

Chastity belts are a little better. Neosteel and Latowski, both German manufactures, make very high-tech belts. They’re stunning to look at. These seem to be the unicorns of chastity belts. (If you know of any better manufacturer, let me know.) Yet, measuring for these devices can be tricky at best, and when you’re spending over a grand for a piece of BDSM equipment, you want to make sure you get it right. Last time I inquired, Latowski requires in-person measurements. Probably a good thing, but unless you’ve got the time and money to fly to Germany, you’re forced to take the measuring gamble.

For the sake of argument, let’s assume you can measure perfectly. In that case, they are very secure, comfortable, hygienic, and with the right clothing, discreet. However, men still report being able to ejaculate by shifting the belt or applying a vibrator against the tube.

And that brings me to the point of this post.

Where there’s a will there’s a way. The old adage is strikingly poignant for chastity belt enthusiasts. In the end, the chastised sub can always cheat. To prevent this, some subs have gone so far as to employee piercings on the head of their penis (called a Prince Albert) that is then attached to the belt via a cord to make pull out impossible without bodily injury. Lori’s Secure Chastity Devices makes great use of a variety of genital piercings in their devices. Other dommes have attached electronic gizmos to belts to alert when there’s been tampering.



Yet, if the male really wants to, he can cheat. He can use of vibrator, grab a hacksaw, or just use plan old resourcefulness.

So does that mean I think chastity devices are a scam and have no use in power exchange? Absolutely not. Just as a skillfully-wielded rattan cane reminds a sub of his place, so can a chastity device. When he feels the urge to pleasure himself, a chastity device around his member reminds him of whom he’s sacrificing for and why.

But I do think when dommes and subs decide to purchase a chastity device, they must do so with realistic expectations. If a $1,500 device touches a man’s submissive soul in a way a $100 device can’t, then by all means pick one up if you’ve got the means. However, if a sub can’t keep from cheating with a cheaper device, a more expensive belt won’t solve the issue. Submission can’t be bought or beaten into a piece of hardware. The real restraint and control a domme exerts exists between the submissive’s ears. That’s why power exchange is so sexy. BDSM enthusiasts know that power exchange is mental sex. Some might go so far as to call it spiritual sex. All those surly implements and foreboding devices are tools to provoke submission. Chastity devices and belts have to be viewed in the same manner. As tools. No piece of hardware will ever substitute an earnest desire to follow a domme’s commands and chastity devices are no exception.

For more information on chastity devices and play, along with honest reviews, I highly recommend Chastitylifestyle.com. And please let me know of your own experiences with chastity devices in the comment section!


https://samanthaloveauthor.wordpress.com/2015/11/04/ruined-orgasm-training/comment-page-1/#comment-74
http://cb-x.com/ https://samanthaloveauthor.wordpress.com/2015/08/10/the-problem-with-chastity-belts-2/
http://www.latowski.de

mercoledì 15 novembre 2017

Rubrica consigli: Clistere e doccia anale

Come mai rientra nelle pratiche Bdsm?
Per una svariata serie di motivi, prima di tutto perché riguarda la stimolazione anale e prostatica, perché è effettivamente fastidiosa come pratica, per cui utilizzabile come addomesticazione, perché è umiliante ed è adatta come punizione.

Come utilizzarla?
Preferibilmente è meglio utilizzare kit usa e getta in farmacia, per un fatto pratico, onde evitare problemi sanitari le attrezzature devono essere il più sterili possibili e non inserire germi patogeni nel colon, sono già dosate sui 500/1.000 ml così da non incorrere nel rischio di intossicazione da acqua ed eventuali irritazioni, altro innegabile vantaggio è ottenere la giusta pressione e risparmiare trauma, nel caso non fosse così e le feci risultassero troppo scure o con striature di sangue anche non evidenti è meglio rivolgersi ad un medico il prima possibile. Nei kit presi in farmacia potrebbero essere presenti liquidi alla glicerina, fate attenzione ad eventuali allergie.

L'acqua deve mai superare il 37° grado di calore, contrariamente a quanto potete leggere in giro eviterete di irritare la
mucosa intestinale, causa di possibili shock (se avete una caldaia regolare la temperatura massima al 35° grado e fate scorrere l'acqua) mai andare sotto i 30 e controllare la temperatura con un termometro, ovviamente parliamo di quando si riempie la "sacca".
Lubrificate abbondantemente ed adagiate il soggetto sul fianco destro massaggiando la pancia in maniera circolare, così da superare l'iniziale desiderio di espellere immediatamente, questa posizione facilita l'evacuazione molto più dello stare seduti, nel caso vi fossero problemi non fateli restare seduti ma fateli camminare o portare le ginocchia al petto.

EVITATE ASSOLUTAMENTE
Quando sono presenti determinate patologie come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, tumori al colon retto, peritonite, appendicite, emorroidi.

Evitate di fare più di due clisteri al giorno (sempre per la storia dell'intossicazione da acqua) e di farli frequentemente, è sempre una pratica medica, di cui molti ormai discutono la vera efficacia, ma non va mai presa sottogamba.

Tutto questo deve essere tenuto da conto anche quando si utilizzano
docce anali particolari come quella dell'immagine: 



Mi attira un casino questo giocattolo.

Molti trovano questa pratica molto intima e piacevole, dipende da come la si vive, può anche essere un grande momento d'unione e non è strettamente legato alla "sporcizia".


https://master-e-slave.blogspot.it/2013/06/clistere-e-doccia-anale.html?zx=fb78db08f9619983

mercoledì 8 novembre 2017

Rubrica consigli: Differenza tra guanti in nitrile, lattice, vinile e polietilene


Quando si parla di guanti monouso, le varietà disponibili sul mercato possono creare confusione, considerati i diversi modelli realizzati per ogni genere di settore professionale e industriale.
A fare la differenza, di solito, è il materiale utilizzato, il quale determina l’impiego specifico di ciascuna tipologia di guanti usa e getta esistenti in commercio.

La polvere è costituita da amido di mais biassorbibile dal derma OGM free, difatti, non contenendo glutine, i guanti monouso con polvere possono essere utilizzati anche nella lavorazione di pasti per celiaci.
La sua presenza di talco o polvere agisce da lubrificante per facilitare la calzata.

Guanti monouso in vinile
I guanti in vinile vengono realizzati con materie prime sintetiche, in primis PVC (Poli Vinyl Cloruro – cloruro di polivinile) e ftalati (DINP). L’aggiunta dei plasticizzanti consente di godere di malleabilità, modellabilità, morbidezza ed elasticità.
La loro diffusione è alquanto ampia negli ospedali per ragioni economiche, ma il loro impiego si limita solitamente alle esplorazioni. Questa tipologia di guanti ha una sensibilità e una resistenza minore rispetto a quella in nitrile, difatti può rompersi con facilità (es. pressione delle dita). Il materiale in questione è privo di acceleratori e proteine naturali però, un dettaglio che diminuisce la possibilità di allergie da contatto o Reazioni di Ipersensibilità di tipo IV e che permette l’uso dei guanti dai soggetti allergici alle proteine del lattice.
A seconda dello spessore, questi guanti possono offrire anche sicurezza. E’ indispensabile smaltirli nel modo corretto affinché il PVC non generi diossina.

Guanti monouso in nitrile
Se ricercate elasticità, resistenza meccanica e chimica, sensibilità ed ergonomia, i guanti in nitrile sono la scelta migliore. Queste proprietà, nonostante si tratti di prodotti monouso, sono garantite proprio dall’impiego del nitrile (AcriloNitrile e Butadine), materiale ideale per chi manipola alimenti (tranne quelli alcolici) o necessità di massima protezione lavorando a contatto con sostanze chimiche e/o fluidi corporei. La superficie microruvida, la sensibilità tattile, la perfetta adesione alle mani e l’assenza di talco consentono di utilizzarli come dispositivo medico (per uso ambulatoriale e per medicazione) e riducono il rischio di dermatiti. Inoltre, i soggetti allergici alle proteine del lattice naturale possono trovare una valida alternativa in questa tipologia di guanti usa e getta, più costosa e resistente (a trazione e perforazione) rispetto a quella realizzata in vinile ma in grado di proteggere da agenti chimici, microrganismi e sostanze chimiche aggressive.
Guanti monouso in lattice

Un prodotto biodegradabile che assicura un elevato livello di sensibilità, elasticità ed impermeabilità, nonostante abbia un costo inferiore rispetto ad altri articoli realizzati con materiali differenti. Tali proprietà non sono le uniche: i guanti monouso prodotti con lattice naturale (proveniente dall’albero della Gomma) vantano una maggiore resistenza a perforazioni e strappi.
Chi lavora a contatto con materiale biologico li predilige per il controllo del livello dei microfori che garantisce un livello di impermeabilità superiore ai molteplici guanti monouso presenti sul mercato. I guanti in lattice vengono spesso utilizzati da dentisti e medici per la propria elasticità (anche a basse temperatura), dato che non esiste attualmente materiale più elastico (la gomma isolata dal lattice assume istantaneamente la forma della mano inserita ma nonostante la pressione o allungamento, riassume la forma originale).
Il loro impiego è comunque favorito anche da chi lavora nel settore dell’estetica o della preparazione di farmaci e cosmetici, data la moderata resistenza chimica (es. soluzioni acquose, detergenti e detersivi diluiti ecc).

Guanti monouso in polietilene
Solitamente idonei al contatto con gli alimenti e conformi a tutti i requisiti di conformità alle normative della Comunità Europea in materia di sicurezza alimentare, i guanti in polietilene sono particolarmente diffusi presso supermercati, banconi per prodotti alimentari, distributori di benzina ecc.
Non sono molto resistenti, ma il loro scopo è principalmente quello di proteggere le mani e gli oggetti manipolati dallo sporco. Oltre che per il rifornimento di carburante o per il contatto con frutta, verdura e altri alimenti, i guanti monouso in polietilene si rivelano utili anche in ambito medicale(aspirazioni, inserimento/svuotamento di cateteri, pulizie ecc) per uso ospedaliero e ambulatoriale, poiché sono in grado di proteggere pur mantenendo la massima sensibilità durante l’uso. I guanti in polietilene sono talmente pratici da essere perfetti anche per un uso casalingo e non solo professionale. Sono un’opzione ideale per chi opta per un prodotto monouso prediligendo la massima igiene, difatti trovano ampio uso anche fra i veterinari e nel settore zootecnico, ma sono adatti anche per trattamenti professionali estetici.

https://medicinaonline.co/2017/03/06/differenza-tra-guanti-in-nitrile-lattice-vinile-e-polietilene/

mercoledì 1 novembre 2017

Rubrica consigli: Differenze tra clistere, peretta, enteroclisma, microclisma

Un clistere è una tecnica caratterizzata da irrigazione di acqua o altri liquidi “curanti” necessaria per liberare l’ultimo tratto dell’intestino (colon o intestino crasso) da feci incrostate, residui non digeriti, gas, fermentazioni, putrefazioni e flora batterica patogena. In base alla loro azione, i clisteri possono anche essere classificati in 5 gruppi:
  • evacuativi
  • carminativi
  • di ritenzione
  • a flusso refluo
  • terapeutici
Esistono varie tipologie di clisteri: a siringa, gli enteroclismi, i microclismi e le perette. La differenza fondamentale tra i tre tipi più usati, è la dimensione dei volumi di liquido introdotti:
  • enteroclisma: volume di liquido introdotto tra 0,5 e 2 litri
  • peretta: volume di liquido introdotto tra 0,1 e 0,2 litri
  • microclismi: volume di liquido introdotto tra 120 e 400 ml
Microclisma
Il microclisma, a volte chiamato “microclistere“, è un dispositivo usato per introdurre nell’ano piccole quantità di liquidi (120-400 ml); è indicato nella stipsi cronica, nelle colonpatie e nelle proctiti irritative. Questo dispositivo medico è particolarmente indicato, al posto del classico clistere a peretta o all’enteroclisma, per la sua azio
ne delicata, in tutti coloro che soffrono di stitichezza ed al contempo hanno emorroidi, ragadi o colon irritabile, oppure nei bimbi piccoli. Può essere utilizzato tranquillamente dalle donne in gravidanza ed allattamento.

Peretta
La peretta (o pompetta) è costituita da un contenitore in gomma a forma di pera, terminante con un beccuccio; per evitare lesioni all’ano durante l’inserimento, viene lubrificato il beccuccio e il punto di introduzione, eliminando preventivamente l’eventuale aria residua contenuta nella peretta prima di introdurre il beccuccio. Il liquido da introdurre può essere acqua tiepida mista a olio, glicerina, sapone o soluzioni lassative. Per i bambini di pochi mesi, sono disponibili nelle farmacie confezioni “usa e getta”, sagomate in modo appropriato, contenenti piccole quantità di glicerina. Lo scopo del clistere è quello di eliminare il blocco fecale grazie all’acqua o altro liquido, che, aumentando di volume all’interno dell’intestino, fa raggiungere a chi riceve il clistere lo stimolo di defecare e al tempo stesso, “scioglie” anche le feci dure. In ospedale si utilizzano clisteri (chiamati clisma) contenenti soluzioni iperosmotiche di fosfati di sodio e potassio.

Enteroclisma
L’enteroclisma ha un meccanismo simile alla peretta dal momento che il suo scopo è sempre quello di introdurre un liquido nell’ano, ma viene praticato con un apparecchio più complesso, venduto in farmacia, costituito da una sacca da appendere provvisto di un tubicino, volto a pulire a fondo il retto e a dare una notevole sensazione di benessere. Come prima accennato, l’enteroclisma permette di introdurre liquidi in quantità maggiore, da 0,5 fino a 3 litri. Il liquido può essere di acqua semplice a cui viene aggiunto sale, oppure con l’aggiunta di sostanze rinfrescanti ed essenze naturali o bicarbonato.

https://medicinaonline.co/2017/03/18/differenze-tra-clistere-peretta-enteroclisma-microclisma/







mercoledì 25 ottobre 2017

Rubrica consigli: come fare un clistere evacuativo

Il clistere è una tecnica che permette l’iniezione di un liquido nell’ano con lo scopo principale di stimolare l’evacuazione, ma anche utile in caso di irregolarità intestinali e irritazioni della mucosa intestinale, preparazione ad intervento chirurgico o procedura d’indagine, fecalomi. Come fare un clistere con enteroclisma? Ecco la procedura sia da soli che in due.

Occorrente:

  • un kit nuovo per enteroclisma, acquistato in farmacia
  • un paio di asciugamani o una traversa cerata o pannoloni usa e getta
  • vasellina o gel ipoallergenico o un cucchiaino di olio di mandorle organico, olio di oliva o di cocco, per lubrificare l’ingresso della sonda
  • guanti monouso in lattice o nitrile
Avvertenze generali
Se si procede da soli, sarebbe opportuno che fosse presente in casa una persona di fiducia, pronta a prestare aiuto in caso di necessità.
Acquistate materiale di alta qualità.
È preferibile che la procedura venga svolta a vescica vuota.
Fai attenzione alla temperatura della soluzione introdotta, dal momento che temperature troppo alte o troppo basse sono potenzialmente dannose. L’ideale è circa 35°: sarebbe importante testare con un termometro da bagno che la temperatura sia in un range compreso fra i 25 e i 38 °C.
Se durante la procedura fuoriesce sangue dall’ano, fermarsi immediatamente.
Il clistere va effettuato nel mantenimento della privacy più elevata possibile.

1) Trova luogo confortevole
Se sei a casa e non in ambiente sanitario, trova un luogo confortevole per fare il clistere, come ad esempio il vostro bagno: una volta fatto il clistere potresti avere solo pochi secondi prima che il corpo decida di evacuare, quindi il bagno – o un posto ad esso vicino – può essere una ottima scelta.
2) Monta il kit
Apri la confezione del kit e montalo in base alle istruzioni incluse nella confezione. Solitamente nella confezione troverai:
una sacca per il liquido;
un gancio per appenderlo;
un tubo;
un tappo;
una sonda rettale.
3) Procedure iniziali
Lava le mani ed inserisci i guanti. Usa il lubrificante per lubrificare l’ano ed i primi centimetri della sonda del clistere. Inserisci l’acqua nel tubo eventualmente mescolata con altri liquidi curativi.
4) Procedura da solo
  • Disponi gli asciugamani sul letto o per terra e sdraiati sulla schiena, con le ginocchia piegate verso il petto.
  • Quando ti senti pronto, introduci la sonda nel canale anale per una lunghezza di circa 9 – 11 cm.
  • Fermati se senti resistenza o dolore ed aggiusta lievemente l’angolazione finché non entra con facilità.
  • Utilizza il morsetto sul tubo per aprire il flusso e controllare la quantità di liquido.
  • Introduci il liquido lentamente.
  • Ritira la sonda con delicatezza.
  • La procedura potrà ritenersi conclusa solo dopo aver trattenuto il clistere per 10-15 minuti prima di evacuare l’intestino, o per lo meno quanto più tempo ti sarà possibile. Durante questo periodo devi rimanere sdraiato, con le ginocchia piegate verso il petto, aiutandole con le braccia.
  • Dopo aver trattenuto il liquido, siediti sul water e rilassati. Aspetta sino a che non riesci ad espellere acqua e feci.
https://medicinaonline.co/2017/03/19/come-fare-un-clistere-evacuativo-procedura-semplice/

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