Strict punishment is necessary.
It's just for the Boys own sake.
It helps him to internalize his role and place in life.
And it helps him to rember his lessons.
Punishment makes him to a better servent.
Not Safe For Work
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domenica 17 marzo 2019
sabato 16 marzo 2019
Riflessione
Riflessione delle 9:18 del mattino:
solo perché il FemDom vi fa tirare il caxxo e pensate che le donne siano superiori (perché la cosa vi fa tirare il caxxo) e sognate di servire una donna per tutta la vita (perché vi fa tirare il caxxo) e il vostro desiderio più grande è quello di baciare i piedi di una donna, genuflesso come atto di prostrazione assoluta (perché vi fa tirare il caxxo), NON SIETE FEMMINISTI.
State semplicemente assecondando i vostri ormoni (quelli che vi fanno tirare il caxxo) e guarda caso, la donna è l’oggetto del vostro desiderio, L’OGGETTO.
Quindi non confondiamo la deviazione sessuale con il femminismo per favore, che vi sbatto la testa contro lo spigolo di un tavolo fino a farvi uscire quel criceto in coma etilico che c’avete lì dentro.
By Mistress Jacqueline Visconti
martedì 20 marzo 2018
Pensiero di oggi
La vera autenticità non sta nell'essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi....
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lunedì 12 marzo 2018
Verità
Credo che un rapporto di sottomissione continuativo sia davvero difficile da comporre con la propria indole e vita se non si è fatto un grosso lavoro di introspezione.
Generalmente viviamo ed accettiamo dolore ed umiliazioni e regole e sudditanza psicologica a corrente alternata.
Quanto più siamo in un momento un po' critico, magari sotto stress, oppure in una fase di bassa autostima o di piccola depressione, tanto più ci offriamo con grande disponibilità alla disciplina di una Dominante. Quando recuperiamo sicurezza, alcune prove diventano di colpo più difficili, siamo meno ricettivi dinnanzi alle richieste, più ribelli ed insubordinati nei confronti dell'autorità.
La costanza e l'espansione del proprio lato sub in un tempo ampio è qualcosa di difficile che comporta una scelta d'amore verso quella parte di noi che ha bisogno di sottomettersi e servire, soltanto amando la "vergogna" che questo nostro lato oscuro ci procura si può pensare di avere durata e costanza e capacità di elevare un altro essere sopra di sé per molto tempo.
Arcangelo Salvemini
martedì 5 dicembre 2017
Pensieri e parole
"L'unico pensiero che brucia nella mia mente, in questo momento, è poggiare il mio viso ai Tuoi piedi e ringraziarti.Ancora.
E ancora.
E ancora.
Perché, anche oggi, liberandomi, mi hai dato la possibilità di capire che il mio piacere non conta nulla se non è in qualche modo funzionale al Tuo.
Ancora grazie, Padrona."
Anjo
Parole impresse nella mia mente e nel mio cuore
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giovedì 26 ottobre 2017
domenica 16 aprile 2017
Bdsm e virtuale
Di tutte le interazioni sessuali possibili tra esseri umani, il BDSM sembra essere tra i più adatti a succedere in un ambiente virtuale o anche semplicemente via chat o videochat. Per molti si tratta di un dato sorprendente: di solito si tende a associare a queste pratiche una fisicità estrema e radicale. La ragione principale è naturalmente che questi generi di sessualità accadono innanzitutto nella mente.
Quindi, mentre molte delle sensazioni associate al BDSM (come il dolore) sono forzatamente assenti, molte altre non solo sono presenti, ma efficaci (“fisicamente”, se si considera la mente una parte del corpo) quasi quanto nel mondo reale. La comunità BDSM residente negli ambienti digitali ha già da tempo iniziato a sperimentare strumenti e tecnologie per attuare diverse di queste pratiche: la costrizione, la deprivazione sensoriale, l’umiliazione, la sissyfication (femminilizzazione, molto efficace in un ambiente dove è possibile alterare il corpo in tempo reale), ma anche il bondage – e molte altre. Con risultati davvero sorprendenti, non solo in termini di intensità emotiva e sessuale ma anche di corrispondenza tra reale e virtuale.
Ma è vero tutto ciò?
Secondo me, la realtà in tutte le sue sfumature, sopratutto nel bdsm, è e sarà sempre la scelta migliore.
Le emozioni è vero si possono cogliere nelle parole, ma è solo guardando negli occhi il mio slave, vedere la sofferenza, la gioia, l'amore e le lacrime, che ottengo la mia soddisfazione.
Quindi, mentre molte delle sensazioni associate al BDSM (come il dolore) sono forzatamente assenti, molte altre non solo sono presenti, ma efficaci (“fisicamente”, se si considera la mente una parte del corpo) quasi quanto nel mondo reale. La comunità BDSM residente negli ambienti digitali ha già da tempo iniziato a sperimentare strumenti e tecnologie per attuare diverse di queste pratiche: la costrizione, la deprivazione sensoriale, l’umiliazione, la sissyfication (femminilizzazione, molto efficace in un ambiente dove è possibile alterare il corpo in tempo reale), ma anche il bondage – e molte altre. Con risultati davvero sorprendenti, non solo in termini di intensità emotiva e sessuale ma anche di corrispondenza tra reale e virtuale.
Ma è vero tutto ciò?
Secondo me, la realtà in tutte le sue sfumature, sopratutto nel bdsm, è e sarà sempre la scelta migliore.
Le emozioni è vero si possono cogliere nelle parole, ma è solo guardando negli occhi il mio slave, vedere la sofferenza, la gioia, l'amore e le lacrime, che ottengo la mia soddisfazione.
mercoledì 12 aprile 2017
Random thoughts
Before taking the step to bring BDSM into your sex life there needs to be communication. Communication is key in relationships, and is one of the most important aspects of BDSM, so communicate first! Discuss any fetishes or kinks you or your partner might have and see where your interests overlap.
BDSM is ALL about consent.
BDSM is ALL about consent.
venerdì 24 febbraio 2017
DISCIPLINE
Discipline is used by the dominant to exert control over a submissive and usually involves a system of rewards and punishments based on the sub’s actions.
It can be physical (corporal punishment, sadism) or verbal (strict commands, insults) or both. Behavioral discipline is comprised of rules and protocol created by the dominant for the submissive to follow either within the confines of a session or in life. Rewards are whatever the dominant thinks is appropriate.
Disobedience, both verbal and physical, is not looked upon lightly.
Disobedience, both verbal and physical, is not looked upon lightly.
domenica 8 gennaio 2017
D/s
D/s stands for dominance and submission.
It is a practice in which one person voluntarily gives up his or her control to another for the purpose of mutual enjoyment.
Some individuals use D/s only as a sexual role-play, while others may live out a D/s relationship dynamic 24/7.
D/s is first and foremost a psychological structure, though it can also involve physical acts. It is common in the BDSM community and can be combined with other aspects of kink and fetish, or not. I'm a D/s specialist and I integrate it heavily into most of my sessions as well as my personal practice. Ultimately I seek a profound and life-changing style of power exchange that creates positive transformation in both Dom/me and sub. The ultimate goal of D/s is not to punish, but to help make the sub a better human being.
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mercoledì 7 dicembre 2016
What does it means....
"BDSM is a creative expression that should be cultivated through interaction. Each submissive who falls to their knees in front of Me will each embark on an individual discovery of their inner desires. Come to Me and find REAL Domination. It’s time to open the door to the recesses of your mind and enter a realm where all your deepest, darkest, desires become reality. I have the key…"
cit. mistressmyrina
cit. mistressmyrina
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lunedì 5 dicembre 2016
Verità
"Un'icona si ammira, come facevate coi poster di Madonna negli anni '80 nel chiuso della vostra cameretta, al più può diventare alimento per fantasie onanistiche di vario spessore, ma con un'icona NON si ha una relazione efficace, con un'icona non si interagisce, non si condivide nulla nè emozioni nè piacere.
Ora che dagli anni '80 sono passati oltre 30 anni e che nelle camerette stanno chusi i vostri figli a chattare con la fidanzatina/o di turno (interagiscono molto più di voi eh alla loro età!) cosa caspita fate voi?
Passate il tempo a lamentarvi in gruppi FB che l'unico modo in cui potete trovare appagamento alle vostre pulsioni (che avete represso per sposare la fidanzata della porta accanto o per giocare al mulino bianco che si sa il paese è piccolo e la gente mormora) è aprire il portafoglio?
Beh fermarvi un momento a pensare da adulti senzienti quali dovreste a tutti gli effetti essere, che cosa avete da offire in termini di tempo, onestà, trasparenza, fiducia, emozione ad una donna che ha pulsioni complementari alle vostre vi pare davvero così complicato? O forse avete paura di guardare in faccia il tipo di risposta che trovereste?
Ogni cosa nella vita ha un prezzo... tradire sè stessi può sembrare una faccenda facile e gratuità e invece NO. Il prezzo è l'insoddisfazione costante! Pagatelo, preferibilmente in silenzio!"
cit. Sonia Pampuri
Ora che dagli anni '80 sono passati oltre 30 anni e che nelle camerette stanno chusi i vostri figli a chattare con la fidanzatina/o di turno (interagiscono molto più di voi eh alla loro età!) cosa caspita fate voi?
Passate il tempo a lamentarvi in gruppi FB che l'unico modo in cui potete trovare appagamento alle vostre pulsioni (che avete represso per sposare la fidanzata della porta accanto o per giocare al mulino bianco che si sa il paese è piccolo e la gente mormora) è aprire il portafoglio?
Beh fermarvi un momento a pensare da adulti senzienti quali dovreste a tutti gli effetti essere, che cosa avete da offire in termini di tempo, onestà, trasparenza, fiducia, emozione ad una donna che ha pulsioni complementari alle vostre vi pare davvero così complicato? O forse avete paura di guardare in faccia il tipo di risposta che trovereste?
Ogni cosa nella vita ha un prezzo... tradire sè stessi può sembrare una faccenda facile e gratuità e invece NO. Il prezzo è l'insoddisfazione costante! Pagatelo, preferibilmente in silenzio!"
cit. Sonia Pampuri
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sabato 3 dicembre 2016
Il consenso
"Il consenso dovrebbe essere alla base di qualsiasi interazione umana e in modo particolare di quelle che prevedono l'ingresso dell'altro nella propria sfera intima. Insomma quelle che prevedono una distanza tra gli attori inferiore a 100 cm. A pieno titolo dunque le interazioni BD, SM e D/s rientrano in questa tipologia psicologica e sociologica.
La base di queste interazioni e di tutti i protocolli che la comunità internazionale ha ritenuto validi per definire i confini, oltre i quali qualsiasi interazione intima con una frusta o un cane in mano non è più bdsm, hanno come base il consenso.
Lo ha come base l'SSC e lo ha come base il RACK e i suoi successivi derivati di più recente utilizzo.
Ma cosa è il consenso? E quali sono le condizioni che si devono dare perchè sia un consenso valido?
Il consenso è la piattaforma di base su cui si cotruisce qualsiasi interazione soddisfacente. Scelta la tipologia di dinamica, gli attori della stessa acconsentono ad attuarla insieme e ad assumere ciascuno il ruolo che gli è proprio e che l'altro riconosce come valido. Ma non basta perchè questo consenso sia ritenuto valido, esso deve avere due conditio sine qua non: deve cioè essere libero, concesso cioè in totale libertà senza condizionamenti fisici, emotivi, sentimentali, economici, religiosi o di altra natura da entrambe le parti, e informato, entrambe le parti cioè devono conoscere perfettamente e precisamente i rischi che l'azione nella specifica dinamica potrà comportare e assumersene la responsabilità anche a livello di conseguenze a breve e a lungo termine.
I protocolli BDSM dunque NON prevedono in alcun modo che i praticanti non siano adulti, senzienti, liberi, informati e in possesso di tuttà la lucidità necessaria per decidere di sè. La cessione di potere di cui romanticamente si riempiono bacheche e bocche di romantico non ha una cippa. Richiede infatti, per essere messa in atto, tutto quanto detto sopra. Ricordo inoltre che il consenso non è dato una volta per sempre, ma va costantemente rinnovato ad ogni action ed evoluzione della dinamica e che può essere ritirato in qualsiasi momento da ciascuna delle parti. Senza preavviso alcuno. Insomma il bdsm nella sua pratica può essere estremamente soddisfacente, ma non è una passeggiata di salute ne una telenovela hot..."
cit. Sonia Pampuri
La base di queste interazioni e di tutti i protocolli che la comunità internazionale ha ritenuto validi per definire i confini, oltre i quali qualsiasi interazione intima con una frusta o un cane in mano non è più bdsm, hanno come base il consenso.
Lo ha come base l'SSC e lo ha come base il RACK e i suoi successivi derivati di più recente utilizzo.
Ma cosa è il consenso? E quali sono le condizioni che si devono dare perchè sia un consenso valido?
Il consenso è la piattaforma di base su cui si cotruisce qualsiasi interazione soddisfacente. Scelta la tipologia di dinamica, gli attori della stessa acconsentono ad attuarla insieme e ad assumere ciascuno il ruolo che gli è proprio e che l'altro riconosce come valido. Ma non basta perchè questo consenso sia ritenuto valido, esso deve avere due conditio sine qua non: deve cioè essere libero, concesso cioè in totale libertà senza condizionamenti fisici, emotivi, sentimentali, economici, religiosi o di altra natura da entrambe le parti, e informato, entrambe le parti cioè devono conoscere perfettamente e precisamente i rischi che l'azione nella specifica dinamica potrà comportare e assumersene la responsabilità anche a livello di conseguenze a breve e a lungo termine.
I protocolli BDSM dunque NON prevedono in alcun modo che i praticanti non siano adulti, senzienti, liberi, informati e in possesso di tuttà la lucidità necessaria per decidere di sè. La cessione di potere di cui romanticamente si riempiono bacheche e bocche di romantico non ha una cippa. Richiede infatti, per essere messa in atto, tutto quanto detto sopra. Ricordo inoltre che il consenso non è dato una volta per sempre, ma va costantemente rinnovato ad ogni action ed evoluzione della dinamica e che può essere ritirato in qualsiasi momento da ciascuna delle parti. Senza preavviso alcuno. Insomma il bdsm nella sua pratica può essere estremamente soddisfacente, ma non è una passeggiata di salute ne una telenovela hot..."
cit. Sonia Pampuri
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giovedì 1 dicembre 2016
Verità
Mi permetto di riportare qui, un concetto che da sempre ho in testa e che Sonia ha abilmente tradotto in parole.
"Non funziona come alla macchinetta del caffè dell'ufficio. Non è che se avete la chiavetta carica e trovate la cialda giusta ve ne andate col vostro bel caffè fumante. Le relazioni non si comprano eh, si comprano dei servizi. Quando anche vi recate da una prodomme quello che comprate è il tempo e la tipologia di servizio che ella vi fornisce . Niente di più o di meno. In ogni caso avete al massimo un'interazione occasionale e commerciale con lei. Non una relazione.
Le relazioni non sono merce che si acquista e guardate un po' non sono nemmeno un diritto.
Le relazioni sono una conquista frutto di fatica, impegno, disponibilità, dialogo, intelligenza, equilibrio, maturità, onestà, trasparenza.
Qualsiasi relazione richiede il possesso di questi skills, altrimenti non è tale. Si anche e soprattutto una relazione D/s e pensate un po' per una D/s ci vuole persino di più, ci vogliono anche consapevolezza di sè, chiarezza di intenti e cristallina chiarezza circa le proprie pulsioni e desideri. Insomma non basta essere anagraficamente adulti per relazionarsi con soddisfazione ed efficacia bisogna essere adulti consapevoli , senzienti , equilibrati e onesti... troppa fatica?
Assolutamente giusto. Limitatevi allora ad avere interazioni occasionali o reiterate in cui agite da play partner, da occasionali partner sessuali, da conoscenti e via così.
Non è un diritto avere una relazione ma manco un dovere eh!"
cit. Sonia Pampuri
"Non funziona come alla macchinetta del caffè dell'ufficio. Non è che se avete la chiavetta carica e trovate la cialda giusta ve ne andate col vostro bel caffè fumante. Le relazioni non si comprano eh, si comprano dei servizi. Quando anche vi recate da una prodomme quello che comprate è il tempo e la tipologia di servizio che ella vi fornisce . Niente di più o di meno. In ogni caso avete al massimo un'interazione occasionale e commerciale con lei. Non una relazione.
Le relazioni non sono merce che si acquista e guardate un po' non sono nemmeno un diritto.
Le relazioni sono una conquista frutto di fatica, impegno, disponibilità, dialogo, intelligenza, equilibrio, maturità, onestà, trasparenza.
Qualsiasi relazione richiede il possesso di questi skills, altrimenti non è tale. Si anche e soprattutto una relazione D/s e pensate un po' per una D/s ci vuole persino di più, ci vogliono anche consapevolezza di sè, chiarezza di intenti e cristallina chiarezza circa le proprie pulsioni e desideri. Insomma non basta essere anagraficamente adulti per relazionarsi con soddisfazione ed efficacia bisogna essere adulti consapevoli , senzienti , equilibrati e onesti... troppa fatica?
Assolutamente giusto. Limitatevi allora ad avere interazioni occasionali o reiterate in cui agite da play partner, da occasionali partner sessuali, da conoscenti e via così.
Non è un diritto avere una relazione ma manco un dovere eh!"
cit. Sonia Pampuri
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martedì 29 novembre 2016
Men are not my enemies. They are my servants and I use them for my pleasure.
Men are not my enemies.
They are my servants and I use them for my pleasure.
Gli uomini non sono miei nemici.
Sono i miei servi e li uso per il mio piacere.
martedì 8 novembre 2016
FAQ o MANUALE D'USO - La ricerca dell'unicorno
Fare un piccolo manuale utente/d'uso o FAQ per gli slave che vogliono approcciare una Mistress che fa bdsm per passione.
Ovviamente ciò che scriverò è esclusivamente personale ed è quello che piace a me, quindi del tutto opinabile dalle altre Dom.
Cominciamo dunque!
Partiamo dai saluti.
Partendo dal presupposto che ho un profilo dedicato al Bdsm e mi presento con un ruolo ben preciso, amo la formalità. Quindi al bando "ciao" e l'uso del tu.
Solo a pochi concedo l'uso del tu e sicuramente sconosciuto che mi scrivi per la prima volta, TU non sarai uno di questi.
Passiamo alla seconda domanda più frequente: posso essere il suo schiavo? Posso servirla? Cerca uno slave?
La risposta che sorge spontanea è: NO.
Pensateci, perchè dovrei volere a servizio degli emeriti sconosciuti?
La cosa che dovete sempre ricordarvi è che prima di essere una Mistress e prima ancora di essere una Donna, sono una persona. Quindi il rapporto che dovete cercare di instaurare è umano, personale ed empatico.
Pensate bene a questo semplice concetto perchè è fondamentale, ma da molti ignorato.
Dico, senza paura di essere smentita, che se non c'è feeling ed empatia, non si può creare nessun rapporto D/s, perchè non ci sarà la corrente di emozioni che caratterizza, nel mio modo di pensare, il Bdsm.
Quindi non dirò mai sì, a un nick, ma lo dirò a una persona.
Un'altra cosa che dovete ricordare bene è che io non offro nessun servizio e non vendo nulla, per cui l'unico modo per poter interagire con me è rendersi interessanti, stupirmi, eliminare le distanze che il virtuale inizialmente da, in modo da farmi considerare l'idea di dedicarvi del tempo e quindi conoscervi.
Altro consiglio: siete riusciti a interessarmi e quindi decidiamo per un incontro conoscitivo. Bene direte voi!
Forse, dico io, perchè anche qui spesso incorrete in alcuni errori.
La scelta del posto e dell'orario, insomma della modalità di incontro, è facoltà della Miss e non vostra.
La Mistress è una donna, che si incontra con un uomo, quindi vorrà sentirsi sicura e a suo agio. Non dovrei essere io a dirlo, ma in uno scontro uomo-donna, difficilmente la donna è più forte. E con questo non voglio fare la vittima, sono solo realista. Essere Mistress non mi da super poteri e anche se so infliggere dolore, non vuol dire che difendermi in caso di aggressione.
Pensate, cosa che so che vi sconvolgerà, che chiedo anche una copia di un documento, per sapere chi siete veramente. La vostra privacy è nulla di fronte alla mia sicurezza.
Parliamo ora della famosa "LISTA DELLA SPESA"
Cos'è? E' un elenco, più o meno ampio, di quello che vi piace fare e/o che vi venga fatto.
E io mi domando: perchè deve interessarmi?
Non sarebbe meglio scoprire se abbiamo gusti e fantasie comuni, piuttosto che vomitarmi addosso le vostre preferenze?
Per come vedo io il Bdsm, lo slave è lo strumento del MIO piacere e non viceversa. E questo non vuol dire che lo slave non abbia diritto al piacere, ma non deve essere il suo primo pensiero.
Servire la Padrona e occuparsi del Suo piacere sono le cose che dovete imparare e sapere se volete avere a che fare con me.
Altro argomento rilevante: per passione non è gratis.
Se sul piatto della bilancia non ci sono i soldi, questo non vuol dire che il sub non debba "pagare" nulla. Anzi tutto il contrario!
Dovrà mettersi in gioco e donare il suo tempo, la sua disponibilità.
Esserci quando non ha voglia e fare anche ciò che non piace.
E' poco secondo voi?
Ringrazio D. per l'idea
domenica 6 novembre 2016
Parole da ricordare
"Per me sei legge.Sei lo scopo per cui la mia mente ed il mio corpo esistono.
Sei la Creatura a cui non posso che immolare me stesso, il mio sacrifico, la mia sofferenza lì dove è richiesto.
Sei la proprietaria del mio corpo, dei miei istinti, delle mie pulsioni.
La Creatura che sovrasta i miei pensieri al punto da divenire Regina della mia testa.
Sei Colei che può decidere se oggi merito un sorriso o la sofferenza.
Colei che può decidere come, quando e cosa io possa respirare.."
Parole che mi rimangono nel cuore scritte dal mio slave Anjo.
mercoledì 21 settembre 2016
La clitoride ha uno scopo puro. E' l'unico organo del corpo umano designato esclusivamente al piacere. E' solo un fascio di nervi, per la precisione 8000 fibre nervose, la più alta concentrazione di fibre nervose di tutto il corpo, compresi i polpastrelli, la labbra, la lingua, e due volte.... due volte superiore a quella presente nel pene. Chi ha bisogno di una rivoltella quando si ha a disposizione una semiautomatica?
(Nathalie Angier)
(Nathalie Angier)
domenica 4 settembre 2016
Verità e sincerità
Affrontare sè stessi e gli altri è difficile: vuol dire essere sinceri e dire la verità.
In una società che ci impone di essere felici, la sincerità viene messa in secondo piano. Per cui apparire per quello che non siamo, pur di mostrare una vita felice, invidiabile e piena di soddisfazioni diventa un modo di essere e vivere.
In realtà il modo per essere felici è proprio l’essere sinceri, affrontando in primis sé stessi e successivamente gli altri. Solo essendo sinceri con sé stessi si può scoprire chi si è e cosa si desidera realmente.
Partendo da questo presupposto, in un contesto come quello del BDSM, ma in generale in tutti i rapporti interpersonali, la sincerità dovrebbe essere alla base di tutto. Se non si è in grado di essere sinceri con sé stessi, non si può avere consapevolezza del proprio ruolo e non si può iniziare quello che io considero un percorso.
Purtroppo invece ci si maschera da sub per non pensare ai propri conflitti interiori, per non affrontare sé stessi e ci si spinge forse a livelli di masochismo/feticismo estremi per catalizzare il dolore interno, verso quello esterno, per sentire di essere vivi, per provare emozioni che troppo spesso si soffocano.
Ci si traveste da Dom, chi perché probabilmente ha la vita incasinata e vuole che almeno in qualcosa ci sia dell’ordine, chi perchè nella propria vita non conta nulla e non ha nulla su cui contare, ma così facendo ci si ritrova ad innalzare il proprio ego con uno stuolo di sub, che fingono anch’essi: adulano per essere considerati.
In una società che ci impone di essere felici, la sincerità viene messa in secondo piano. Per cui apparire per quello che non siamo, pur di mostrare una vita felice, invidiabile e piena di soddisfazioni diventa un modo di essere e vivere.
In realtà il modo per essere felici è proprio l’essere sinceri, affrontando in primis sé stessi e successivamente gli altri. Solo essendo sinceri con sé stessi si può scoprire chi si è e cosa si desidera realmente.
Partendo da questo presupposto, in un contesto come quello del BDSM, ma in generale in tutti i rapporti interpersonali, la sincerità dovrebbe essere alla base di tutto. Se non si è in grado di essere sinceri con sé stessi, non si può avere consapevolezza del proprio ruolo e non si può iniziare quello che io considero un percorso.
Purtroppo invece ci si maschera da sub per non pensare ai propri conflitti interiori, per non affrontare sé stessi e ci si spinge forse a livelli di masochismo/feticismo estremi per catalizzare il dolore interno, verso quello esterno, per sentire di essere vivi, per provare emozioni che troppo spesso si soffocano.
Ci si traveste da Dom, chi perché probabilmente ha la vita incasinata e vuole che almeno in qualcosa ci sia dell’ordine, chi perchè nella propria vita non conta nulla e non ha nulla su cui contare, ma così facendo ci si ritrova ad innalzare il proprio ego con uno stuolo di sub, che fingono anch’essi: adulano per essere considerati.
Con l’assenza della verità tutto diventa fittizio, inconsistente, apparentemente soddisfacente ma vuoto, un vuoto che molto spesso diventa sempre più grande perché non si vanno a colmare le vere lacune, ma ci si riempie di cose che non ci appartengono, per sentirci momentaneamente appagati. Non voglio vivere il momento senza costruire nulla, afferrando quello che si può, come si può. Non voglio gratificarmi di adulazioni false, non voglio appartenere ad una menzogna e nemmeno voglio raccontarla o assecondarla.
Nessuno è perfetto e tutti hanno le debolezze: le hanno i sub, i Dom, gli switch ed i vanilla. La debolezza è insita nell'animo umano, sta a noi imparare a gestirla, ad affrontarla e a rafforzarci.
Bisognerebbe imparare a conoscersi, ad accettarsi, ad amarsi per quello che si è, a non fuggire o a nascondersi. Solo allora, quanto si sarà giunti alla consapevolezza del proprio essere, si potrà intraprendere un percorso BDSM assieme ad un'altra persona.
Nessuno è perfetto e tutti hanno le debolezze: le hanno i sub, i Dom, gli switch ed i vanilla. La debolezza è insita nell'animo umano, sta a noi imparare a gestirla, ad affrontarla e a rafforzarci.
Bisognerebbe imparare a conoscersi, ad accettarsi, ad amarsi per quello che si è, a non fuggire o a nascondersi. Solo allora, quanto si sarà giunti alla consapevolezza del proprio essere, si potrà intraprendere un percorso BDSM assieme ad un'altra persona.
mercoledì 31 agosto 2016
Considerazioni sul legame D/s
Il legame tra Dom e sub è qualcosa di complesso che va al di là del semplice ruolo.
Si deve partire da un rapporto che deve essere basato su empatia, feeling e fiducia per poi maturare in una voglia di conoscere sé stessi, conoscere l’altro, ed esplorare i propri limiti, da entrambe le parti.
Non è semplice. Ma cosa lo è?
Bisogna pensare dal concetto di base che entrambi sono degli esseri umani con le loro debolezze, le loro forze e i loro dubbi: credere che una persona Dom sia dominante su tutto, che non abbia paure, che non faccia degli sbagli è alquanto ridicolo. E’ nella natura umana errare. Lo stesso vale per il sub: credere che egli possa subire qualsiasi tipo di angheria, dolore o ordine senza che possa ribellarsi, pensare che qualsiasi capriccio della Dom, anche il più sciocco, debba essere messo sempre davanti alla vita del sub, lo trovo un atteggiamento inqualificabile e stupido.
Bisogna pensare dal concetto di base che entrambi sono degli esseri umani con le loro debolezze, le loro forze e i loro dubbi: credere che una persona Dom sia dominante su tutto, che non abbia paure, che non faccia degli sbagli è alquanto ridicolo. E’ nella natura umana errare. Lo stesso vale per il sub: credere che egli possa subire qualsiasi tipo di angheria, dolore o ordine senza che possa ribellarsi, pensare che qualsiasi capriccio della Dom, anche il più sciocco, debba essere messo sempre davanti alla vita del sub, lo trovo un atteggiamento inqualificabile e stupido.
Trovare il legame “perfetto” D/s è utopico, così come, trovarlo nei rapporti vanilla o in generale in qualsiasi interazione che richieda un legame tra esseri umani.
Per cui bisogna in primis valutare se vale la pena affrontare questo percorso con la persona che si ha davanti o meno, se si è disposti a capire e conoscere l’altro, a crescere insieme, a mettere in discussione sé stessi (e questo non vuol dire necessariamente cambiare) ad intraprendere un percorso che sebbene con due ruoli ben distinti, rende le due parti inevitabilmente complementari e nella peculiarità del loro microcosmo “perfetti”.
Per cui bisogna in primis valutare se vale la pena affrontare questo percorso con la persona che si ha davanti o meno, se si è disposti a capire e conoscere l’altro, a crescere insieme, a mettere in discussione sé stessi (e questo non vuol dire necessariamente cambiare) ad intraprendere un percorso che sebbene con due ruoli ben distinti, rende le due parti inevitabilmente complementari e nella peculiarità del loro microcosmo “perfetti”.
Chi non si ferma al primordiale bisogno di sfogare solo il suo istinto e cerca un rapporto di reale appartenenza, si rende subito conto di chi va al di là dell’apparenza e della mera sottomissione; ed proprio in quel momento che si deve riflettere su ciò che realmente si vuole e se vale la pena fare questo percorso con quella persona, mettendosi in discussione tutti i giorni, comunicando verbalmente e fisicamente. Quello che noto invece, guardandomi spesso attorno, è che ci sono persone che mettono davanti i loro bisogni, i loro desideri e le loro voglie, da una parte e dall'altra: sub che si mostrano umili e devoti sin dall'inizio quando il loro desiderio non è realmente quello di soddisfare e compiacere la propria Dom ma di appagare il loro bisogno di sottomissione, di sfogare la loro fantasia; Dom che invece glorificandosi di questo appellativo, danno tutto per dovuto e scontato, diventando intransigenti e intolleranti a qualsiasi cosa non rientri nella loro idea di “sottomissione”.
Dom lo si è, se si ha qualcuno che pone nei nostri confronti una fiducia tale da sottomettersi e donarsi a noi, altrimenti possiamo solo essere persone con un carattere dominante (come preferisco definirmi io); non si può essere Padrona se non si ha uno schiavo. Lo stesso vale per lo schiavo: non si è schiavi perché ci si definisce così, si può avere l’indole da schiavo, ma se non si dona realmente almeno una parte interiore di sé, non si è altro che attori di una rappresentazione di uno stato che si vuole portare dalla fantasia alla realtà.
Dom lo si è, se si ha qualcuno che pone nei nostri confronti una fiducia tale da sottomettersi e donarsi a noi, altrimenti possiamo solo essere persone con un carattere dominante (come preferisco definirmi io); non si può essere Padrona se non si ha uno schiavo. Lo stesso vale per lo schiavo: non si è schiavi perché ci si definisce così, si può avere l’indole da schiavo, ma se non si dona realmente almeno una parte interiore di sé, non si è altro che attori di una rappresentazione di uno stato che si vuole portare dalla fantasia alla realtà.
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