Not Safe For Work

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lunedì 30 aprile 2018

Le confessioni di una dominatrice: le fantasie più perverse dei clienti

La dominatrice Ceara Lynch confessa tutte le richieste fetish dei suoi clienti, dalle mutandine usate all’urina. Scopriamole!


Cosa fa davvero una dominatrice? Quali sono le richieste più assurde che riceve dai suoi clienti?
Il magazine Saloon.com lo ha chiesto a Ceara Lynch, che si definisce una “humiliatrix” e che ha iniziato a guadagnare vendendo urina e mutandine usate, per poi passare alle chat video in cui umilia i clienti. Vediamo cosa ha confessato.

Cosa fa una dominatrice fetish
Ceara ha raccontato come tutto è cominciato: “Ho iniziato a frequentare le chat a 17 anni, niente di scandaloso, finché un pervertito non ha avanzato delle proposte strane. La cosa mi intrigava. Più lo trattavo male, più voleva parlarmi. Voleva che gli urinassi addosso. Un giorno mi propose di fare pipì in una bottiglia e di vendergliela. Pensavo scherzasse, invece era serissimo. Accettai, tanto prima o poi sarei dovuta andare in bagno, in più lui mi avrebbe pagato. Due settimane dopo infatti mi arrivarono 250 dollari”.

Dopo questo episodio, ha cercato ulteriori informazioni su internet e ha trovato il sito “Ebanned”, dove le donne vendono tutto quello che è stato a contatto con il loro corpo, dalle mutandine usate alle calze, dai peli pubici agli assorbenti. Un mercato che non esisterebbe senza internet, che ne ha favorito l’esplosione, anche se queste fantasie perverse esistono da sempre.

Ora Ceara guadagna facendo l’umiliatrice: “Sono io e la telecamera, i clienti vogliono vedermi dominare. Faccio umiliazione del pene, foot fetish, toilet slavery e giantess, ovvero gli uomini immaginano di essere schiacciati e ingoiati da una donna gigante. Mi mandano le loro fantasie via mail e io le realizzo in video. Oppure mi pagano al minuto per sentirle al telefono. E vendo ancora cara la mia lingerie”.

Parenti e amici di Ceana hanno preso bene la verità sul suo lavoro: “La reazione è positiva, ma vengo da Portland, dove c’è una grande apertura mentale sul sesso. All’inizio l’ho nascosto ai miei genitori, ma poi, con tutti i soldi che mi vedevano guadagnare, era meglio dire la verità, altrimenti pensavano che mi ero messa in chissà quale giro pericoloso. Mia madre non ama parlarne, mio padre invece ha detto che sono un genio. Con i miei partner sono onesta, lo dico subito. Faccio questo mestiere da 10 anni, e ho avuto tre relazioni serie. Riesco a separare il sesso dal lavoro”.

Un lavoro molto remunerativo e poco impegnativo, come ha spiegato: “Faccio quattro film a settimana. Ogni video dura dai 10 ai 30 minuti. Costano un dollaro per minuto. Gli affezionati pagano una retta mensile per vederli in streaming. Quando ho perdite vaginali faccio le foto alle mutandine…i clienti ci vanno pazzi. E’ un sogno. A volte penso sia troppo bello per essere vero”.

https://www.donnaglamour.it/dominatrice-fetish-confessioni-umiliatrice-ceara-lynch/amore/

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mercoledì 25 aprile 2018

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Così il Bdsm ha cambiato la mia vita (non solo sessuale)

La storia di Marina, 39 anni: a 28 anni ha scoperto il Bdsm e grazie a questo ha iniziato una riflessione su di sé che ha cambiato la sua vita e le sue relazioni


Siamo tutti Bdsm. 
A dire ciò Marina, la protagonista della storia che trovate oggi sulla rubrica #sessoeamore, non dice proprio così. Racconta però come si è avvicinata a questo mondo: prima scettica, poi curiosa, infine partecipe. Scoprendo di volta in volta che quelli che credeva essere i suoi limiti personali erano labili e valicabili. Un percorso che nel sesso e nell'amore facciamo tutti. Magari non nella direzione del bondage e disciplina, dominazione e sottomissione, sadismo e masochismo (le parole che compongono l’acronimo Bdsm). 
Però, perché no? 
L’aspetto più interessante della storia di Marina, per me, è il fatto che attraverso la scoperta di questo nuovo modo di vivere le relazioni l’ha portata a riflettere su sé stessa, scoprendo che il suo vero io andava oltre certe convenzioni e regole alle quali si era adeguata senza rendersi conto. La monogamia, per esempio: non l’aveva mai messa in discussione, ora è una poliamorosa convinta («Non voglio mentire ma nemmeno negare la mia natura e tradire», spiega). E’ molto innamorata, però: di una donna, alla quale sta facendo scoprire, a poco a poco, il suo mondo Bdsm. Perché - e qui torniamo all’affermazione iniziale - Marina ne è convinta: «Penso che chiunque possa, in una certa misura, rispecchiarsi nel Bdsm, che ognuno di noi abbia un’inclinazione sessuale originaria, più sottomessa o più dominante, e se si ha la fortuna di incontrare il giusto partner, è possibile scoprire una nuova gamma di sensazioni». La vera svolta quindi non sono le pratiche sessuali, ma le persone. Il/la giusto/a partner, certo. Ma prima di tutto noi stessi e la nostra capacità di aprirci agli altri e di metterci in discussione.

Mi chiamo Marina, ho trentanove anni e nei confronti del sesso ho sempre avuto un atteggiamento libero e consapevole. Undici anni fa la mia sessualità ha subito un notevole cambiamento: ho avuto modo di conoscere il mondo del Bdsm, acronimo che sta per Bondage & Disciplina (B&D), Dominazione & Sottomissione (D/s o Ds), Sadismo & masochismo (S&M o SM). A ventotto anni ho intrapreso una relazione con un dominante: praticava da molto tempo e me ne parlava spesso. Ero estremamente incuriosita da ciò che mi diceva, anche se convinta che non facesse per me. Man mano che la nostra conoscenza si faceva più intima e ascoltavo i suoi racconti, cominciavo però a chiedermi se ero così certa che non potesse piacermi.

Perché ho deciso di provare
Inizialmente è stata soprattutto una sfida con me stessa: lui, dimostrando grande esperienza ed intelligenza, è andato per gradi. Ha cominciato con stimolazioni che non potrei definire realmente dolorose, per portarmi, nel giro di pochi mesi, a subire sessioni anche molto dure ed intense. Il dolore, per me, restava dolore. Eppure iniziava ad assumere una valenza estremamente potente e nuovi fattori portavano l’esperienza della sofferenza su piani differenti. Sperimentavo un senso di orgoglio che aumentava la mia autostima, nel superare i miei limiti, di volta in volta, di sessione in sessione. Poi sono subentrati altri elementi, quali l'erotizzazione del dolore: il fatto che alle sessioni seguissero momenti di intenso piacere, dopo un certo periodo, ha cominciato a causare nel mio corpo una sorta di confusione tra i due stimoli, e mi sono resa conto di reagire alla sofferenza con le stesse manifestazioni fisiche normalmente causate dall'eccitazione. Portare sulla pelle i segni, sempre più durevoli e sempre più marcati, della frusta, delle corde, del cane (canna di bambù) mi ricordava continuamente cosa ero stata capace di sopportare, e mi faceva sentire più forte.

Come il bdsm ha cambiato la mia vita
Dopo alcuni mesi, la nostra relazione è finita, ma essermi aperta a questo nuovo mondo mi ha cambiata sia dal punto di vista sessuale che emotivo. Mi sentivo diversa. Avevo raggiunto un nuovo livello di consapevolezza, ed ero determinata a continuare il mio percorso: ho cercato online e ho scoperto una comunità molto attiva, all'interno della quale ho trovato alcune persone meravigliose, cui oggi mi piace pensare come alla famiglia che mi sono scelta e pochi, preziosissimi, partner di gioco. Per comune scelta, non facciamo sesso, ma abbiamo rapporti di un'intimità ancora più profonda basata su fiducia e complicità: condividiamo sessioni che ci appagano profondamente, come anche momenti di vita quotidiana, supportandoci vicendevolmente con affetto. L'esplorazione della mia sessualità si è trasformata in un'introspezione che è andata molto oltre l’ambito del Bdsm. Oggi ho una conoscenza molto più dettagliata di me stessa: sapevo già di non essere monogama e sono stata a lungo single, non volendo mentire, né dover scegliere tra negare la mia natura e tradire. Confrontarmi con persone di grande apertura mentale, che vivono la loro vita sentimentale con regole diverse da quelle adottate dalla nostra società, mi ha dimostrato che sono possibili delle variazioni su tema, e che chi si sente «stretto» nella vita di coppia, ha delle alternative inaspettatamente foriere di grande serenità e gioia.

Chi sono oggi
Da un anno vivo una relazione stupenda, impostata secondo la filosofia del poliamore, con una ragazza di cui sono profondamente innamorata. Conosce ogni dettaglio della mia vita e, naturalmente, anche della mia natura di Bdsmer: mi ha accompagnata ad un paio di play party (occasioni di gioco condivise dagli appassionati, in club appositamente dedicati) e mi ha vista in sessione. Mostra interesse e sta cominciando ad esplorare questo mondo: ci confrontiamo spesso sull'argomento, trovando ogni volta nuovi, interessanti spunti di riflessione . Penso che chiunque possa, in una certa misura, rispecchiarsi nel Bdsm, che ognuno di noi abbia un’inclinazione sessuale originaria, più sottomessa o più dominante, e se si ha la fortuna di incontrare il giusto partner, è possibile scoprire una nuova gamma di sensazioni. Io stessa, presumo, avrei potuto vivere tutta la vita senza conoscere questo lato di me, se non avessi incontrato la persona che mi ha iniziata a questa meravigliosa avventura. Ma, attenzione: il Bdsm non è necessariamente associato al sesso «tradizionale» per me. Continuo a fare l'amore di volta in volta, con dolcezza o con passione, continuo ad avere rapporti sessuali ludici oppure esplorativi, esattamente come facevo prima. Mi capita, a volte, di usarlo come preliminare, ma tendenzialmente non faccio entrambe le cose contemporaneamente. Nella mia esperienza sono due mondi paralleli, che possono intrecciarsi o meno.

Marina, 39 anni

http://27esimaora.corriere.it/sessoeamore/18_gennaio_19/cosi-bdsm-ha-cambiato-mia-vita-non-solo-sessuale-263fd64a-fd42-11e7-b1af-dcddd5d25ebd.shtml?refresh_ce-cp

• Good morning • •••••••••••••••••••••• #goodmorning #goodwednesday #haveagoodday #dominagoldy #followme #selfie


lunedì 23 aprile 2018

My VK.com profile



Beautiful


Il fascino della padrona nell’immaginario erotico

















Dati in crescita per un business sempre più fiorente. L’immagine di una donna potente e sicura di sé pronta a sottomettere ogni tipo di uomo fa impazzire da Nord a Sud.

Mentre ci avviciniamo all'uscita delle sale del film 50 Sfumature di Rosso che ha per protagonisti il dominatore Mr. Grey e la sottomessa Anastasia, il dibattito sulla sessualità è acceso più che mai e porta alla luce una visione innegabile: la padrona piace. E gli italiani non ne possono fare a meno.


Da dove nasce la figura della Padrona
Mistress, Padrona, Dominatrice: tanti sinonimi per una sola identità, quella di una donna che non vuole sentirsi dire di no e che è pronta a punire l’uomo che osa contraddirla. Se dovessimo analizzarlo dal punto di vista storico-culturale l’origine dell’immaginario erotico della dominatrice ci riporta ai tempi dell’antica Grecia. La letteratura e gli studi in tal senso permettono di approfondire una tendenza che è radicata nello sviluppo dell’uomo.
Per gli amanti del genere è famosa la data del 1870 quando viene pubblicata l’opera di Leopold von Sacher-Masoch, “Venere in pelliccia”, vero e proprio libro culto per chi cerca nell’altro un gioco di ruolo e potere.

Un panorama di esperienze multisensoriali
Al giorno oggi le possibilità per vivere sulla propria pelle le emozioni date da un rapporto di dominazione e sottomissione sono tante: cinema, letteratura e blog ci danno una visione chiara di un mercato aperto e di facile accesso.
Con i servizi 899 si può avere una padrona al telefono, soluzione sempre in voga e che permette una tutela adeguata della privacy. E poi ancora club privé, serate a tema, letteratura specifica: le occasioni sono tante e alla portata di tutti. E se pensate che siano in pochi a essere sedotti dal fascino della padrona… niente di più errato. Voci di corridoio rilasciate dai grandi portali adult, dicono che 6 persone su 10 abbiano sognato almeno una volta un rapporto di questo tipo. Forte, eh?



http://www.omniapress.net/curiosita/il-fascino-della-padrona-nellimmaginario-erotico.html

• Good morning and love to all • #goodmorning #love #picoftheday #followme #dominagoldy


giovedì 19 aprile 2018

Punished


Facciamo paragoni?


Chiacchiere in libertà #5: BDSM, questo sconosciuto

pubblicato da Yuko Majo in data giugno 30, 2017

Quest’oggi voglio parlare di un altro argomento che nei romanzi erotici, sia m/m sia f/m, viene trattato con molta superficialità: il BDSM.

Ora, con BDSM si intende una serie di queste pratiche relazionali o erotiche che permettono di condividere fantasie basate sul dolore, sul disequilibrio, il potere e l’umiliazione tra due o più partner adulti e consenzienti.

Altro piccolo punto che voglio sottolineare prima di continuare con questo articolo, è che non mi sto riferendo a qualche libro in particolare, è un discorso generico che ho riscontrato in diverse letture di genere, ma non in tutte. Ovviamente non tutti i libri che trattano BDSM fanno schifo, ma ce ne sono alcuni in cui il tema è trattato male, falsato dall'immaginazione degli autori che probabilmente non si sono preoccupati di fare delle ricerche più accurate, che questi siano m/m o f/m. Essendo un discorso generico non mi soffermerò a scrivere titoli dei libri, perché magari il tema BDSM è trattato a cavolo, ma altri argomenti sono migliori, pertanto non dirò che è un libro brutto perché uno dei vari argomenti che affronta non è approfondito o curato, ma voglio solo spiegare perché in molti libri non lo trovo appropriato.
Vorrei innanzitutto iniziare con il dirvi che il BDSM non è praticato da un gruppo di tizi in pelle che si sculacciano fra di loro, con il Dom che impartisce ordini a caso e chiama il suo Sub cucciolino, cagnolino, piccolino e tutto quello che può finire in ino.
No, assolutamente non è quello. La sigla BDSM, come ho accennato sopra, essendo una sigla ha più significati e non è detto che se una coppia è formata da una persona a cui piace infliggere dolore e una che ama subirlo, queste lo devono fare per forza vestiti di pelle. Come non è detto che chi pratica il BDSM pratica tutte le discipline della sigla in questione.
La dominazione e la sottomissione possono essere solo psicologiche, non è detto che il sottomesso debba per forza essere legato o sculacciato. Ogni coppia sa quello che vuole, cosa gli piace e soprattutto i limiti che vuole, ma che soprattutto può raggiungere. Lo stesso vale per il dolore. Ogni sottomesso ha i suoi limiti, ma non tutti provano piacere nel dolore, non in tutte le coppie si pratica il sadismo e il masochismo. Non si può fare di tutto un miscuglio.

Pertanto, quando in un libro leggete di un tizio che dà di matto, impartisce ordini a destra e sinistra e fa scenate di gelosia completamente nonsense e poi premia il compagno con un bacio, una carezza o uno zuccherino, quello non è BDSM, ma più che altro è un incrocio fra i copioni di Amore criminale e un manuale cinofilo per l’educazione dei cani. Ora, lo so che per molti sarà uno shock, un qualcosa che potrebbe sconvolgervi la vita, ma i sottomessi non sono dei cuccioli di cane.
Non sono cuccioli e basta, non sono animali, ma persone con dei gusti differenti, che fuori dalla camera da letto o alla stanza dei giochi tornano a essere persone come tutte le altre.
Lo so, non ve lo aspettavate, volevo essere l’ultima persona a darvi questa notizia sconvolgente, ma non ho potuto farne a meno, i segreti non li so mantenere, sono veramente pessima.
In decine di libri mi ritrovo a leggere di poveri sottomessi che vengono considerati dei cuccioli e non degli esseri umani, che vengono trattati come oggetti e non come degli amanti. A questo punto, se questi Dom machi e dal carattere inflessibile devono trattare i loro compagni come degli oggetti, potrebbero evitare di cercarsi un fidanzato/amante e potrebbero: uno, comprarsi un cane da educare e per compagnia e due, andare a fare shopping in un sexy shop per tutto il resto.

Il rapporto fra due amanti che praticano BDSM non è come quello di tutti gli altri, è molto molto più profondo perché fra loro deve esserci un’estrema fiducia.
Fiducia da parte del sottomesso nel mettersi totalmente nelle mani del suo Dom, fiducia nel Dom e consapevolezza in quello che sta facendo, in quello che può fare e non fare e che punto può raggiungere. Questo perché sia in caso di sottomissione, ma anche di dolore fisico, il Dom deve avere cura del suo compagno, altrimenti potrebbe fargli male, ma anche distruggerlo psicologicamente. Ovviamente non è che vanno a tentativi, Dom e Sub rimangono una coppia, i giochi erotici che fanno servono per il piacere di entrambi, pertanto decidono assieme cosa gli piace fare, cosa desidera uno e cosa desidera l’altro. Non è che un Dom arriva, decide tutto lui e usa il suo compagno come una valvola di sfogo senza preoccuparsi dei suoi desideri e del suo piacere. Non è così che funziona. Rimangono una coppia che trova piacere in pratiche sessuali ed erotiche fuori dagli standard comuni, ma che devono piacere e dare piacere a entrambi. In modi differenti, che forse molti non comprendono, ma tutti e due devono uscirne soddisfatti.
In queste pratiche il sottomesso ha una safeword, una parola di sicurezza che può far fermare quanto sta accadendo, ma dall’altra parte il Dom deve pur sempre avere cura del suo compagno. Pratiche estreme rafforzano un legame e anche l’amore fra due compagni, ma di certo non tutti si fanno sculacciare o dare ordini dal primo che passa.
Altro punto di cui bisogna parlare è il comportamento fra Dom/Sub, sono coppie che praticano BDSM e pertanto fanno delle scene, dei giochi erotici, ma finito il gioco, la scena, tornano a essere una coppia normalissima che si ama. Fuori dal gioco non esiste che il Dom nella vita reale umili il suo compagno, alzi le mani su di lui o faccia scenate di gelosia. Non esiste che un Dom spii e segua il suo compagno, gli urli contro e si comporti ai livelli di uno stalker. Quello non è BDSM, ma follia.
Non esiste che in una coppia, al di fuori della scena, un Dom dia una serie di regole e di ordini, queste descrizioni, queste affermazioni sono assurde.
Non dico che un Dom non possa essere geloso o possessivo, ma comportamenti al limite come quelli che ho descritto, sono malsani per chiunque e non devono essere confusi con delle pratiche sessuali che sono tutt’altra cosa.
In molti libri sembra che i sottomessi in questione debbano dimostrare la loro sottomissione al loro Dom anche in pubblico, 24 ore su 24. Ci sono coppie che decidono di praticarlo sempre, ma è sempre una decisione tra i due, presa prima e non è la regola, ma un'eccezione.
Ovviamente ogni coppia è differente e ha dei comportamenti differenti, ma la maggior parte delle persone non sono delle esibizioniste, quando si parla di sesso, da quello vanilla al BDSM a qualsiasi altra cosa, tutti quanti sono molto riservati, non sbandierano in giro i loro gusti, quello che fanno a letto, con chi lo fanno e come. 

Mi sembra anche giusto che sia così, personalmente vedo il sesso e il rapporto di coppia un qualcosa di privato, pertanto immagino che per molti sia simile. Quindi lo stesso pensiero è per chi pratica BDSM, lo fanno nel privato della loro casa, in club appositi, ma dubito seriamente che una coppia si spinga oltre i limiti in pubblico, in mezzo alla gente. E non dico che non può farlo per via della mente bigotta delle persone, ma più che altro perché rimangono cose private, intime tra due persone che giocano, ma anche tra persone che si amano. Poi ovviamente ci sono sempre le eccezioni, ma non sono queste a confermare la regola.
Altro punto che trovo molto assurdo è che tutti, e dico tutti i sottomessi, vengono descritti come fossero delle amebe prive di volontà, come se non fossero in grado di vivere da soli o potersela cavare da soli. Sono persone che si divertono a sperimentare delle pratiche sessuali fuori dagli schemi comuni, ma non per questo i Dom diventano stalker possessivi e i sottomessi dei cuccioli bisognosi di affetto che non sono in grado nemmeno di scegliersi un vestito od ordinare al ristorante da soli.
In un libro letto qualche giorno fa, non vi dirò il titolo perché non vorrei fare troppi spoiler a chi volesse leggerlo, in un determinato regno vengono addestrati giovani donne e uomini a essere dei sottomessi, degli schiavi per il piacere. In un’affermazione di uno di questi, un ragazzo dice che lui è educato a quello, ad avere bisogno di qualcuno che lo protegga e accudisca, ma al tempo stesso il suo padrone ha l’obbligo e il dovere di trattarlo bene e prendersene cura. Da un punto di vista anche questa frase fa pensare a un padrone con il suo cucciolo, eppure il sottomesso in questione è consapevole di quello che fa, di cosa vuole e soprattutto di come deve essere il suo padrone, come i padroni sanno che avere uno schiavo denota degli obblighi, ovvero occuparsi di lui. Quindi se in un libro si mette questa consapevolezza, si lascia la decisione di scegliere come voler essere trattati ok, ma spacciare tutto come amore e pratiche sessuali estreme no. Non va affatto bene.

Io ho scritto questo articolo per un determinato motivo, molte volte la possessività, la gelosia descritta agli estremi che porta a comportamenti ai limiti del legale, viene spacciata in alcuni libri per BDSM e con questa scusa ho sentito gente affermare,ma alla fine gli ha chiesto scusa e gli ha detto che lo ama/la ama. No, a parer mio sono cose che non devono essere scritte, o meglio, non devono essere confuse con il BDSM.
Come non è BDSM le donne che vengono rapite, picchiate e stuprate e poi sboccia il grande amore con lo stupratore di turno, non sono cose giuste da scrivere.
Io non voglio dire che non possono piacere, non voglio puntare il dito contro le persone a cui libri così piacciono e li recensiscono in maniera positiva, ma al tempo stesso voglio far notare quando alcuni argomenti siano trattati superficialmente. Quanto questi argomenti possono influenzare le persone più sensibili, fargli credere che quello sia amore, quando invece non lo è.

Qualcuno mi ha anche detto che se la storia d’amore è scritta bene tutto il resto non può essere approfondito, ma dal mio punto di vista deve esserlo, perché si torna al punto sopra. I libri, di qualsiasi tipo, insegnano qualcosa, donano qualcosa al lettore e, se determinati argomenti non vengono spiegati bene potrebbero arrivare dei messaggi sbagliati al lettore.
Ora, io mi domando, senza accusare nessuno, nemmeno coloro a cui tali libri sono piaciuti, perché hanno solo recensioni positive quando hanno delle lacune assurde? Quando mandano dei messaggi sbagliati?
A nessuno viene in mente che libri del genere, storia d’amore bellissima a parte, scuse e promesse con tanto di giuramento di amore eterno, sono sbagliati? Sbagliati per i messaggi che trasmettono, perché non parlano di un amore malato che poi viene curato, ma descrivono un amore malato come fosse una cosa giusta e spacciandolo per altro.

http://www.piumedicarta.it/2017/06/chiacchiere-in-liberta-5-bdsm-questo.html

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lunedì 16 aprile 2018

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4 Major Myths About BDSM, Demystified


People have a lot of opinions about BDSM, some of which are legit and some which are, to use the scientific phrase, totally busted.

First things first, let's define what BDSM actually is. 

BDSM stands for bondage, discipline, dominance, submission, and sadomasochism. 
It is practiced in a variety of ways in a variety of different locations and intensities. 
It often involves sex, but not always.

That's right, it's not all corsets and hot wax poured on genitals in the deepest corners of a dungeon. There is a lot that people get wrong about BDSM. 
While it has come into the mainstream over the past few years, it is still considered taboo by many. People get weird when it comes to expressing sexuality and desire outside of the accepted social narrative.
This is a modal window.
The media could not be loaded, either because the server or network failed or because the format is not supported.
In favor of bringing this perfectly interesting and in no way screwed up set of sexual practices out of the dungeons (metaphorically) and into the light, let's dispel the four main myths that still shroud our collective understanding of kink.

1. BDSM is for the depraved
People love to whip (pun intended) this one out. They think if you enjoy pain play or bondage during sex, there must be something deeply wrong with you. It's assumed that if you want this kind of sexual play, you're disturbed.
This is simply untrue. Studies have shown that 50 percent of people have tried some form of BDSM or another, including choking, handcuffs, or spanking. It's a perfectly normal and healthy form of sexual expression — as long as (just like with another other sexual activity) you're safe. If you are turned on by this kind of sexual activity, there is nothing wrong with you.
People like BDSM for a variety of reasons. It's about an exchange of power and the giving and receiving of control. "BDSM isn't about inflicting pain on the person you love because you love inflicting pain. It's not about being edgy or pushing the physical limits of what you can withstand. BDSM is about trust," Sandra LaMorgese, PhD, a former professional dominatrix, tells POPSUGAR.

2. BDSM is about torture
Yes, BDSM can involve elements of pain play. There can be sharp objects involved, differing levels of intensity, blood, and pleasure associated with feeling physical pain. But, BDSM is not about the desire to hurt someone for the love of hurting them.
LaMorgese tells us that is a really unfortunate lie that is told about BDSM, and people who don't understand it or haven't had personal exposure to this kind of play often misinterpret it.
"If you've only ever heard rumors about BDSM or seen outrageous articles about it on the Internet, BDSM might seem like something only twisted, cruel, pain-loving people would enjoy, but that's the opposite of true," says LaMorgese. "It's about knowing yourself, your desires, and your partner well enough to be able to experiment with letting go of the relentless mental and physical control that most of us live with every day. BDSM is a temporary power transfer that lets one partner say, 'Here, I'm putting you 100 percent in charge of this time we're spending together, and I trust you.'"
3. There is always one dominant and one submissive person
This is another strange falsehood that surrounds BDSM play. The two main characters (and there are plenty of subsets) in BDSM are the dominant and the submissive. But this doesn't mean you need to fit into just one category.
"Just because you feel more comfortable with one role or the other right now, that doesn't mean your role is set in stone. In fact, experimenting with the role that feels less natural to you might lead to a more powerful and meaningful experience. If you and your partner are honest and open with your needs and desires, you'll find that the roles you play in BDSM flow back and forth," LaMorgese said.
You may want to be dominant one day and submissive the next. You might be a submissive with one partner and a dominant with another. You may enjoy switching roles midscene. The possibilities in BDSM are endless and are highly negotiated. Whatever you feel like being, you can be. You don't have to feel boxed in in any way.
4. If you're into BDSM, your life is about BDSM
For people who aren't into the BDSM lifestyle, they tend to blow it out of proportion. Since it is such "intense" sexual play and role play, it feels all-consuming: think of the haphazard BS portrayal of the BDSM lifestyle in Fifty Shades of Grey.
As LaMorgese puts it: "For the lovers in that story, BDSM is the most important feature of their romantic life. It colors every interaction they have, and it's the one thing that makes their relationship feel exciting, powerful, and alive. While this might make for compelling fiction, it's not the truth."
If someone is interested in BDSM, it is wrongly assumed that this person's life must be entirely devoted to BDSM. Everything they do, every activity, every night out has to revolve around kink. This is definitely not the case.
Someone might be interested in BDSM, sports, knitting, hot yoga, going to the movies with friends, and many other things. You are not defined by what you enjoy sexually. "BDSM is a pathway to greater trust and intimacy, and it's something you and your partner can experiment with at your own pace without fundamentally changing your relationship," LaMorgese says.

https://www.popsugar.com/love/Facts-About-BDSM-44155559

• Cherry lips • #followme #lips #dominagoldy#cherrylips


giovedì 12 aprile 2018


“PIEGARSI ALLE TENEBRE” di K C Wells

TITOLO:  Piegarsi alle tenebre 
TITOLO ORIGINALE: Submitting to the darkness
AUTORE: K.C. Wells
SERIE: Island Tales #3
TRADUZIONE: Martina Nealli
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
EBOOK: Si
PAGINE: 352
DATA USCITA: 4 Gennaio 2018
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto

TRAMA: Due settimane dopo aver scoperto di avere il glaucoma acuto, Adam Kent è rimasto cieco. Da allora sono passati due mesi: l’uomo si è lasciato alle spalle la vita di scrittore che conduceva a Londra e si è ritirato sull’Isola di Wight, nella villa a Steephill Cove ereditata dai nonni. La vitalità londinese, però, non è l’unica cosa che si è lasciato alle spalle: in soffitta ci sono ancora i tre scatoloni che contengono il suo passato nel BDSM. Del resto, chi lo vuole un Dom cieco?

Paul Vaughan viene assunto per aiutare Adam nelle faccende quotidiane: il suo capo, però, gli fa capire chiaro e tondo che non vuole essere aiutato. Paul capisce le sofferenze dell’uomo, ma non sa come penetrare la barriera di ostilità, diffidenza e pura cocciutaggine. Per fortuna ci sono i suoi amici, Taylor, Mark e Sam, pronti ad ascoltare i suoi sfoghi… e anche a presentargli ragazzi carini con cui sperano di accoppiarlo. Peccato che questi ragazzi siano sempre un po’ troppo… teneri, per i suoi gusti. Mesi prima, Paul ha avuto modo di visitare un club BDSM, dove ha scoperto una cosa di sé che non si aspettava: i suoi gusti in materia di sesso pendono decisamente in una certa direzione.
D’un tratto, nella vita di Paul succedono due cose: scopre che il suo capo non è etero come pensava, e si imbatte per caso in un certo scatolone…
Paul è un giovane poco più che ventenne, ha da poco finito gli studi in fisioterapia e, non avendo ancora un lavoro, vive con i genitori nell’isola di Wight, luogo che ama molto ma che non gli offre molte opportunità e che ormai è quasi rassegnato a dover lasciare per avere un futuro.

Adam invece era un quarantenne pieno di vita e d’interessi: ex militare, navigatore provetto, scrittore di libri storici molto quotati e protagonista della scena bdsm di Londra come Dom molto rinomato; purtroppo questo è l’Adam del passato, da quando ha perso la vista tutto infatti è cambiato nella sua vita.
Adam però non riesce a rassegnarsi all’idea di aver perso tutto e la sua condizione è ulteriormente peggiorata dal suo brutto carattere, esacerbato dalla rabbia e dallo sconforto per l’impossibilità di essere indipendente e con il costante pensiero di un futuro che pensa ormai senza scopo.
Questi due uomini si incontrano grazie a Caroline, la sorella maggiore di Adam, decisa a non lasciare il fratello da solo nella casa della loro famiglia, una splendida villa sul mare appartenuta ai loro nonni. È qui che lo scrittore è intenzionato a rinchiudersi lontano da tutto e tutti, e la buona volontà e la perseveranza di Paul saranno messe a dura prova dal suo datore di lavoro, decisamente contrario alla presenza di un badante.

Durante le loro discussioni più o meno accese, una verità inaspettata viene svelata: tutti e due sono gay e interessati al mondo bdsm, Paul come sub curioso e Adam come esperto Dom, anche se ormai impossibilitato a esercitare. Questa scoperta innesca l’attrazione latente tra loro (beh, non troppo nascosta devo ammettere) e una notte di sesso sembra mettere pace o almeno creare un armistizio costruttivo e pieno di possibilità, grazie sia alla buona volontà di Adam che alle idee innovative del suo assistente.
I patti sono chiari: sesso sì ma senza costrizioni, qualche assaggio di bdsm per tastare i desideri di Paul ma nulla di pesante, nessuna aspettativa o pensiero romantico, insomma patti chiari e amicizia lunga, una relazione di sesso ideale per tutti e due… ma sarà veramente questo ciò che desiderano?
Mentre i nostri due protagonisti sono tutti presi in schermaglie amorose e non solo, ritroviamo le coppie dei due precedenti romanzi, Mark e Sam e David e Taylor, amici di Paul e ormai coppie consolidate, oltre a Eric, un personaggio molto interessante che sono certa (o almeno lo spero vivamente) di ritrovare nel seguito della serie; un pensiero particolare al miglior amico di Adam, il Dom supersexy Seth, che ho ammirato molto nella sua unica e purtroppo breve apparizione.

Adam si preparò a colpire. «E che ne diresti di succhiare un cazzo?» Il sussulto che sentì la diceva lunga. Ogni secondo che passava nel silenzio, Adam aveva l’impressione di percepire lo shock che doveva provare Paul. «Beh, dipende. Parliamo del tuo, di cazzo?» Che. Diamine?«L’ho sempre e solo visto flaccido, quindi non so se ti si rizza ancora. Cioè, quanti anni hai, quaranta? Sei praticamente Matusalemme». Oh Cristo santissimo. Perché, di tutte le reazioni previste, Adam non aveva calcolato che Paul potesse essere gay? Con sua somma sorpresa, sentì l’uccello reagire e premergli contro la cerniera dei jeans. Ringhiò. «E se ti sculacciassi, per quel commento?» Si sentiva ardere dalla rabbia, rabbia perché Paul si era rivelato essere l’unica cosa che poteva far crollare il suo piano. «Se ti facessi vedere come si puniscono gli stronzetti arroganti?»

Dopo un inizio non proprio idilliaco, fanno una specie di patto: per evitare i controlli periodici della sorella ficcanaso, abbassano le armi e iniziano una convivenza più pacifica.
Il nostro dolce Paul nasconde un piccolo segreto: è attratto dal bondage ma non ha mai avuto il coraggio di praticare questa disciplina come Sub.
Quando scopre che il proprio datore di lavoro era un Dom nella sua vita precedente, tocca il cielo con un dito, ma scoperchiare il vaso di Pandora ha sempre causato qualche problema...
Adam, nonostante abbia ripreso una vita normale, dopo aver accettato la sua cecità, riuscirà ad esaudire i desideri nascosti di Paul? A riprendere in mano la frusta e tutti i giochini abbandonati in uno scatolone buttato in soffitta? E Paul, amerà veramente il suo lato oscuro, oppure è soltanto l'idea della sottomissione a eccitarlo?
In questo libro ne vedremo delle belle, ritroveremo i vecchi protagonisti dei libri precedenti, le loro relazioni sempre più forti e coinvolgenti, che daranno dei consigli utili al giovane aiutante.

Una lettura carina e accattivante, le torte di compleanno INDIMENTICABILI, le scene hot molto travolgenti come, a pari merito, quelle romantiche. Da leggere, perché colpisce dritto al cuore, la voglia di rendere felice una persona con piccoli aiuti e gesti, e soprattutto la voglia di andare avanti, nonostante la disabilità, di riprendere la propria vita in mano e di ricominciare da zero. Perché l'amore rende più forti...
Ho apprezzato i precedenti libri della serie, ma questo per me è decisamente il migliore: ottima trama, personaggi quasi perfetti e una sensualità che pervade tutto il romanzo, con punte molto hot, ma senza rinunciare al romanticismo. Decisamente consigliato.


http://www.letturesalepepe.com/recensione-piegarsi-alle-tenebre-di-k-c-wells
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