Not Safe For Work

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lunedì 28 agosto 2017

Chastity Stories: DAY 1

Apro questo spazio nel mio blog, per rendervi partecipi di un percorso di castità che sto iniziando con un mio aspirante sub. Il suo nome è P. 



Quello che leggerete è uno dei motivi che mi spinge ad impegnarmi nell'educazione di un sub e seguirlo in un percorso di sottomissione.

"28 agosto. Primo giorno.
A mezzanotte inizia il percorso di castità sotto il totale controllo di Domina Goldy. Una prova di sette giorni. Come da sua richiesta indosso la CB6000 trasparente e scatto una foto. Il tutto in un minuto, per non mancare all'ordine. Invio la foto a Domina Goldy e capisco che non è possibile tornare indietro. Per diversi anni ho pensato a come sarebbe stato avere una Mistress che si occupasse della mia educazione, contenendomi, privandomi e correggendomi. Il clic del lucchetto ha reso possibile l'inizio di tutto possibile.

La notte passa interrotta da una serie di risvegli. Il primo Alle ore 2.13, il secondo alle 5.20, l'ultimo alle 6.45. Riposare con il dispositivo di castità, il pene stretto nella sua plastica, non è facile. I normali movimenti che il corpo ha nel sonno vengono impediti da un leggero fastidio che richiama l'attenzione sulla costruzione e, di riflesso diretto, sulla Mistress. Viene voglia di cedere, lasciando liberi pene e testicoli per, finalmente, riposare. Ma così facendo rinuncerei a curare un bisogno che è la mia Natura: essere tenuto in estremo controllo, non avere potere di decisione sugli orgasmi. Una volta dentro a questo processo c'è solo tre cose da fare: resistere, diventare docili, farsi condurre.
La mattina scorre, tra i vari impegno del quotidiano. Ma ad ogni movimento, la CB mi ricorda quale è il suo posto e dove sta il mio. Lo fregamento dell'anello sulla pelle dello scroto è diventato più sopportabile, quasi un piccolo piacere avvertire la sensibilità della parte. Ho aperto più di una volta Twitter, guardando foto BDSM, retwittando, mettendo like, con la differenza che questa volta non c'è stato spazio per nessuna erezione. Non sarebbero comunque permesse o accettate. Intanto la plastica ha reso il pene quasi un corpo estraneo e i testicoli, liberi, così sensibili. Tutto questo fa sì che subisca una colatura pressoché costante, dovuta "all'eccitazione latente della cosa" come mi scrive Domina Goldy. E infatti provo una leggera ma costante eccitazione, come se subissi una piccola vibrazione che dall'interno dei testicoli sale fino alla prostata. Ho pensato spesso ad un plug, per raggiungerla, e vedere se così questo prurito si può attenuare.
Il pomeriggio è il momento più caldo della giornata. Ho già praticato due pulizie complete, anche a causa del sudore che diventa insopportabile. A camminare ogni movimento deve essere pensato in una forma diversa: più lento, quasi cauto. Un gesto semplice come allacciarsi una scarpa diventa un piccolo problema se gestito con fretta. Eppure sono contento della mia condizione e ho la consapevolezza che ogni piccola fatica sia un passo sempre più nel profondo del percorso. Il fatto di subire una costante eccitazione mi fa sentire il desiderio di masturbarmi. Sono le 16, appena 16 ore di blocco e già avverto questo bisogno. Non immaginavo fosse arrivato così presto e in maniera prepotente. Resisto. Eppure vorrei venire. Togliere la gabbia, massaggiare l'asta, liberare i coglioni. Come a riattivare la circolazione dello sperma bloccato. Ma non è concesso. La volontà della Mistress si sostituisce alla mia, facendomi attendere e arretrare il desiderio. Di poco, ma almeno basta a ricollegare il pensiero. A casa sono circondato da scarpe e stivali di Deva. Una collezione di Pleaser. Sarà la condizione ma mai come oggi ho desiderato di mettermi a quattro zampe e annusare la calzata, leccarla, cercare piacere in gesti feticistici pur sapendo che il vero piacere mi è negato.
Metà pomeriggio, la sera arriverà a breve. Poi la notte. Il fastidio è stato sostituito dal piacere di aver quasi superato il primo scalino. Una scala lunga, che richiede determinazione e sempre il sentirsi in un luogo dove ogni attenzione da parte della Mistress è un prezioso regalo. Quasi 24 ore di castità reale. A tratti alla necessità di venire. Il controllo, che non me lo permette. Nell'armadio corsetti di PVC, intimo, che appartengono ad un tempo dove la sessualità era per me cosa libera. 
Ora astinenza. 
Un piccolo traguardo, che andrà a sommarsi ad altri. Piccoli, certo, perché la sottomissione è uno stile di vita complesso, sempre in divenire."

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