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giovedì 29 marzo 2018

Recensione: UN RIFUGIO IN GABBIA di Tempeste O’Riley

Titolo: Un rifugio in gabbia
Titolo originale: Caged Sanctuary
Autore: Tempestre O'Riley
Editore: Dreamspinner press
Pagine: 207

Trama: Kaden Thorn, un chirurgo dentale con una vita tranquilla, non crede che troverà l’amore che tanto desidera. Un attacco omofobo gli è costato l’uso delle gambe, confinandolo su una sedia a rotelle. Ha perso la speranza di incontrare un Dom, o anche solo un compagno con preferenze più convenzionali, che lo ami. Quando la sua migliore amica lo costringe a partecipare a una cena, l’ultima cosa che si aspetta è di conoscere un Dom determinato che riesce a vedere al di là della sua carrozzina.
Deacon James è un architetto e un Dom esigente, ma ha passato gli ultimi due anni senza un sottomesso o un compagno. Quando un suo impiegato lo invita a una cena per conoscere la fidanzata, Deacon fiuta una trappola, ma accetta comunque. Si vanta di essere bravo a giudicare le persone, e quando incontra il giovane dentista, vede oltre la sua disabilità e trova un adorabile sottomesso che suscita in lui qualcosa di più di un semplice interesse.
I demoni e le paure che perseguitano Kade costituiscono per Deacon una sfida a usare tutto quello che ha imparato come Dom per guadagnare la sua fiducia e la sua sottomissione. Ma Deacon è determinato e combatterà per avere Kade al suo fianco e ai suoi piedi.

Dalla trama questa lettura mi ispirava molto, il tema della disabilità associato allo stile di vita BDSM mi intrigava, ero curiosa di vedere come sarebbe stato affrontato il problema motorio di Kade. 

“Grazie.”Deacon si sollevò e inclinò la testa di lato, accarezzandogli pigramente l’orecchio. “Per cosa?”“Il cuscino. La colazione. Per avermi dato una possibilità.” Kade si rese conto che forse quello che stava dicendo non aveva senso, ma il suo cuore doleva da quanto era felice, specialmente per dove si trovava.
“Ti comporti come se ti stessi facendo un favore, ma non è così. Ti ho desiderato sin da quella prima sera a casa della tua amica. Più ti conosco e più ti voglio.”

“Perché tu mi fai molto felice, ragazzo,” mormorò Deacon accovacciandosi accanto a Kade. “Mi poacerebbe che tu indossassi qualcosa che le persone dell’ambiente possano vedere e capire. Qualcosa che ti marchi come il mio ragazzo. Un modo per dimostrare che stai con qualcuno e per dimostrare quanto io sono orgoglioso di te, ma che allo stesso tempo non imbarazzi i tuoi… pazienti e amici più conservatori.”

Ho letto questo libro con piacere. Ho letto come questi due personaggi si trovano come nelle più classiche favole e iniziano a conoscersi un po' alla volta. E questo è un bene.
Kade ha sempre avuto fiducia nel suo lavoro e nella sua vita, ma dopo l'aggressione tutto è cambiato, il suo mondo va in mille pezzi e tutte le sue certezze iniziano a vacillare. Le sue gambe non sono più quelle di prima, non è più capace di compiere tutti quei movimenti che un sottomesso dovrebbe fare per soddisfare il suo signore. Si perde d'animo.
Deacon è l'opposto, è deciso, convinto di quello che fa e conosce. Nemmeno lui si aspettava di trovare Kade a quella cena e nemmeno lui si aspettava di trovarsi di fronte un perfetto sottomesso.

La storia tra i due incarna quello che è il grande messaggio di questo libro, ovvero la fiducia. Non è forse questa la cosa che tutti quelli che si immergono in un rapporto a due dovrebbero ricevere e dare a loro volta? Questo tema viene ribadito più volte, viene sviscerato, viene chiamato con nomi differenti a ogni pagina, ogni carezza che i Kade e Deacon si danno, ogni parola che pronunciano. E il lettore non può che cominciare a sognare che il mondo sia un posto bello dove poter vivere, dove anche le cose più brutte vengono seppellite in favore dell'amore. Deacon si prende cura di Kade fregandosene del suo essere disabile, quello che conta per lui è la sensibilità che Kade dimostra nei suoi confronti, la sua voglia di stare insieme nonostante abbiano gusti sessuali che solo chi è dell'ambiente può capire.

Le scene di sesso ben descritte, abbiamo davanti personaggi che frequentano un club per sottomessi e dominatori, ma ogni rapporto è descritto in modo particolare, senza mai scendere troppo nello specifico e mai in modo volgare. Questa è una cosa che ho apprezzato un sacco. L'errore che spesso si fa è quello di pretendere scene forti per rendere più vera la storia. In questo caso invece,  abbiamo la dimostrazione di come sia possibile rendere efficaci le pagine di un libro con all'interno una storia che parla di violenza, accettazione e perdono. La parte fisica c'è ed è importante, come ad esempio il rituale del collare che sancisce l'unione definitiva di Kade e Deacon, ma non è l'elemento principale. Il messaggio che Tempeste O'Riley vuol mandare al lettore è come sia possibile rialzarsi dopo una brutta caduta, dopo che tutto sembra remarci contro, e come sia sempre possibile essere speciali per qualcuno... contro ogni nostra aspettativa.

Il mio giudizio: Un rifugio in gabbia è un libro che scorre alla velocità della luce. Un libro che serve a tutti coloro che sono scettici nei confronti del BDSM ad avvicinarsi al genere e scoprire come anche una pratica sessuale particolare possa essere la scintilla che fa scoppiare l'amore. Kade si porta dietro un background particolare, non facile, la sua mente è costantemente pervasa dai dubbi, ma da quando c'è Deacon al suo fianco tutto viene rimesso in discussione. Deacon lo sprona, lo incoraggia, lo aiuta a superare i limiti che non sono più solo fisici ma anche mentali. Quello che fanno questi due sono è quello che dovrebbero fare tutti quelli che si amano: venirsi incontro.


http://fidibooksblog.blogspot.it/2017/07/un-rifugio-in-gabbia-di-tempeste-oriley.html?zx=cf2d8599535fbe7a
https://lovellbooks.blogspot.it/2017/07/il-mio-pensiero-in-antemprima.html?zx=911a42408529aeea
http://bancarellalibro.blogspot.it/2017/10/recensione-un-rifugio-in-gabbia-di.html

1 commento:

  1. Molto bello ed interessante. Finalmente un racconto BDSM gay. Una persona con disabilità, tutti temi che esistono. Non sono tutti Mr. Grey per fortuna. Charles de La Roche

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