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lunedì 3 dicembre 2018

BDSM e dintorni


Il piacere
Il dolore non riduce il piacere sessuale, anzi sembra essere in grado di incrementarlo. 

Osservazione dedotta dal sessuologo David Barlow nel 1983, quando decide di sperimentare su 12 volontari di sesso maschile le varie reazioni al condizionamento, sottoponendoli a scosse elettriche ogni qual volta, durante la visione di un film pornografico, i partecipanti provavano eccitazione.

Da qui in avanti la rappresentazione del dolore nell'immaginario sessuale ha subito notevoli cambiamenti. Con l’avvento del BDSM (Bondage and Discipline, Dominance and Submission , Sadism and Masochism) si diffondono varie pratiche sessuali definite “atipiche” e che a prima vista possono addirittura ledere i diritti alla parità e all’equità all’interno di una relazione.

Il BDSM in realtà si basa su un rapporto fra partner del tutto sincero e sicuro, in cui il sub e il dom assumono dei ruoli precisi e concordati. In qualsiasi momento è possibile interrompere l’attività BDSM ed anche assumere un ruolo “switch” ossia che può cambiare a seconda delle situazioni. Esiste anche la possibilità di pagare per ottenere i servigi di un dom. Le donne che assumono questo ruolo a pagamento si chiamano appunto dominatrici e svolgono tale attività nei dungeon, luoghi sotterranei dedicati al BDSM.

Fantasia o realtà?
Sono diverse le teorie susseguitesi nel tempo e che hanno cercato di interpretare le attività sessuali che prevedono l’uso di pratiche sadiche e masochiste. Un esempio è la psicoanalisi, disciplina che spiegava tali comportamenti come derivanti da traumi infantili, soprattutto dall’atteggiamento di una madre ambivalente nei confronti dei figli. Tuttavia tali testimonianze sono state raccolte prevalentemente su pazienti psichiatrici, dunque la valutazione di tali preferenza esalta unicamente il versante patologico e non considera minimamente la possibilità che possa esservi una pratica masochistica consensuale e sana, come invece oggi è sapere diffuso.

Il BDSM sembra essere una pratica molto ambita, come si evince dalla ricerca online svolta da Christian Joyal nel 2015. Secondo i risultati il 24% delle donne e il 44% degli uomini dichiarano di aver fantasticato di picchiare il partner durante il rapporto sessuale. Su circa 1500 partecipanti che hanno aderito alla ricerca almeno metà del campione racconta di avere fantasie sul bondage e altrettanti immaginano di essere costretti a fare sesso. Nessuno di loro effettivamente pratica BDSM ma fantastica su questo mondo. In realtà, come riportato da un sondaggio svoltosi a Sydney nel 2008, circa l’1,8% su 20.000 partecipanti pratica BDSM. Dunque la percentuale si riduce notevolmente. Gli omosessuali rappresentano una fetta maggiore rispetto agli etero e lo stesso vale per gli uomini rispetto alle donne (Richters, 2008).

BDSM e personalità
Un gruppo di studiosi dell’Università di Tilburg ha svolto una ricerca sull’incidenza della personalità nella scelta delle pratiche BDSM. Per fare ciò gli studiosi hanno utilizzato il modello proposto dal Big Five. In base ai risultati della ricerca si è potuto constatare che i sadomasochisti erano più estroversi, coscienziosi, meno stressati e ansiosi, più aperti a nuove esperienze e più stabili emotivamente rispetto al gruppo di controllo, che riportava punteggi più elevati rispetto l’amicalità e l’aiuto verso gli altri.

Oltre a tali aspetti bisogna anche valutare una componete chiave del BDSM e di coloro i quali non si accontentano dei “normali” rapporti sessuali, ossia la ricerca del rischio o sensation seeking, costrutto ideato dallo psicologo Zuckerman, il quale asseriva che ognuno di noi raggiunge l’eccitazione fisiologica in maniera differente e che quindi non tutti siamo attivati dagli stessi stimoli. Alcuni hanno una soglia molto bassa mentre altri più alta. Il BDSM è una pratica che vede molti high sensation seeker.

Le attività sessuali possono dunque derivare da molti aspetti e componenti individuali e non per forza coincidere con patologie, disfunzioni, traumi o problematiche. Molte persone vivono il sesso attraverso le pratiche BDSM e sentono di aver trovato la loro piena espressione in queste, per cui la chiave di una sessualità sana non si trova nelle modalità tipiche o atipiche ma piuttosto nel benessere personale e del proprio partner.



Riferimenti bibliografici
  • Richters, J. (2008). Demographic and psychosocial features of participants in bondage and discipline, “sadomasochism” or dominance and submission (BDSM): data from a national survey. The Journal of Sexual Medicine, 5(7), 1660-8.
  • Joyal, C. (2015). What exactly is an Unusual Sexual Fantasy?. The Journal of Sexual Medicine, 12, 328-340.
http://www.valeriasaladino.it/bdsm-e-dintorni/

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