Not Safe For Work

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venerdì 22 dicembre 2017

DIARIO DI UNO SCHIAVO di Arcangelo Salvemini

DIARIO DI UNO SCHIAVO.
"D/s e Amore"
(Frammenti di vita vissuta D/s di Arcangelo Salvemini)


Da sottomesso tutto il mio mondo Bdsm era relegato agli incontri, alla componente sessuale, momenti fatti di ore, giornate, a volte week end. Il tutto si svolgeva in un tempo che poi mi vedeva far ritorno alla mia vita, al mio spazio, alla mia routine. Da schiavo cambiò tutto. La gestione della mia vita subì una vera e propria rivoluzione. Da schiavo il tempo non ci appartiene più. Una relazione ed una convivenza con una Dominante in una condizione di schiavitù comporta lo svolgimento di molti compiti che stravolgono la vita alla quale si è abituati, in modo radicale. La Padrona diventa il centro della nostra vita, occuparci di lei vuol dire occuparci di tutto quello che la circonda, delle sue esigenze, dell'ambiente in cui vive, sollevarla da tutte le mansioni possibili in base alla nostra capacità e disponibilità. Lei prima di tutto oltre l'indispensabile ovvero il mio impiego. Tutto quello che mi piaceva doveva essere organizzato al massimo per non interferire con i miei compiti di schiavo. Lo sport, gli amici, gli interessi personali come la lettura, lo shopping, tutto veniva estremamente compresso in termini di tempo ed era fondamentale una gestione attentissima e super organizzata. Schiavo, una scelta volontaria di vita di grande valore della quale non si ha nessuna idea concreta se non dopo averla vissuta. La maggior parte di coloro che si definiscono schiavi non si avvicinano neanche lontanamente a questa condizione e se messi alla prova abbandonerebbero dopo poche ore o giorni, ecco perchè nel grande mare magnum sub noto un grande numero di sottomessi ma pochissimi schiavi consapevoli. Quante volte anch'io sono stato sul punto di dire basta prima di raggiungere una decisione ferma ed una volontà stabile, durevole, quante volte ho detto è impossibile vivere così adesso fermo tutto. La mia volontà era quella di porre su di un piedistallo la mia Donna/Padrona, renderla una regina dei tempi moderni e per fare questo mi occupavo di tutto, lavavo e spolveravo tutta la nostra casa seguito passo passo dalla sua presenza e dai suoi controlli a campione, mi occupavo della quasi totalità dei nostri pasti dal mattino alla sera tranne quelli che a lei piaceva cucinare direttamente, mi occupavo della pulizia dei vestiti e della biancheria, di andare in lavanderia, di riporre in modo ordinato tutti i nostri vestiti, lavavo i piatti, facevo i letti, aiutavo nel vestire e durante la toilette ed il bagno, andavo al supermercato e tenevo sempre aggiornata la dispensa di tutto il cibo che amava, la massaggiavo e le davo il piacere ogni volta che voleva e nei modi che desiderava,.l'accompagnavo ovunque volesse. Insomma una quantità di compiti molto numerosa che non lasciano scampo ad un'interpretazione del nostro rapporto, ero uno schiavo personale oltre che un compagno. Alla luce di quest'analisi mi sono chiesto, cos'è che mi ha sostenuto in questo grande impegno? Il mio essere sottomesso? Il piacere dei momenti di intimità SM? Il mio masochismo? Si, probabilmente tutto questo ha avuto un ruolo importante in quegli anni e nelle 2 relazioni avute ma sono convinto che da soli non avrebbero retto il peso di un vincolo così oneroso. C'è qualcosa di più che sostenne la mia energia, qualcosa in grado di mutare più volte il sacrificio in gioia, di rendere i doveri e gli sforzi più leggeri, di far battere un cuore felice per un sorriso, per uno sguardo, per un riconoscimento, per orgoglio, qualcosa senza il quale, dopo un po, tutti i compiti di uno schiavo diventano un carico insostenibile. Quel qualcosa è l'amore. L'amore che ho sentito, l'amore dato, l'amore ricambiato.



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