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mercoledì 6 settembre 2017
martedì 5 settembre 2017
lunedì 4 settembre 2017
Le tre figure principali del Bdsm “passivo” di G.Piccirilli
In maniera molto sintetizzata riporto le varie figure "passive", sebbene, va doverosamente precisato che, ogni individuo è il risultato delle proprie esperienze.
Il Bdsm è una dimensione dalle mille sfaccettature e non dalle 50 sfumature di grigio. Purtroppo sovente ci si convince, o, per meglio dire, ciò che i media e alcuni praticanti vogliono farci credere è che in questa dimensione si è liberi di poter agire in funzioni di se stessi e non dei principi cardini che lo regolarizzano. Il Bdsm è una combinazione di figure ben delineate e definite. Le figure che lo caratterizzano maggiormente sono riguardo la parte passiva bottom, sub, slave., la parte “attiva” sono Top, Dom/Domme e Master/Mistress. Lo Switch in particolare si differenzia dalle sopracitate per il fatto che assume a proprio compiacimento sia il ruolo di Dom quanto quello di sub.
Sub - E' colui che non solitamente si presta ad un Padrone o ad una Mistress per un tempo da stabilito, ossia, decide fin quando tale ruolo desidera rappresentarlo, inoltre, come si potrà notare in seguito, a differenza della slave, non consente al Padrone o Mistress un totale controllo, ma la sua sottomissione implica dei limiti i quali vengono trattati anticipatamente alla sessione. Soltanto e non oltre questo delineamento e rappresentanza di limiti il Dom può avere il controllo sul sub.
Slave - E' colui che si affida completamente alla Mistress il quale ha pieno controllo quanto sul corpo che sulla mente. In tal senso lo schiavo o la schiava hanno il dovere di adempire agli ordini impartiti dal Padrone/a venendo meno, a differenza del/la sub il ruolo implica non solo una impossibilità di decidere fin quando osservarlo, ma gli stessi limiti che vengono posto, possono essere varcati con un progressivo “lavoro” educativo del proprio Master. Difatti lo/la slave appartiene a tutti gli effetti. Come atto simbolico di legame, di questa appartenenza profondamente intima e vocativa lo/a slave indossa nelle maggior parti dei casi un collare sicché si usa nel gergo dire essere collarata. In caso il rapporto volgesse a termine, lo/a slave si priva del medesimo e torna libera. Non meno importante è la presenza di un contratto stipulato da entrambi. Il contratto è un atto sul quale lo/a slave dichiara i propri limiti iniziali e accetta ufficiosamente le condizioni imposta dal Master. Il contratto non ha alcuna rilevanza giuridica, questo è quanto si è solito presume e, probabilmente vi sono fondamenti logici nel codice civile e penale ad avvallare l’ipotesi, ma in realtà, è una testimonianza concreta di con sensualità, sicché,qualora si verificassero eventi spiacevoli riconducibili ad atti giudiziari, si potrebbe in un qual modo avvalersene come prova. Il contratto prevede non solo la firma del Master e della slave bensì anche la fotocopia di un documento di riconoscimento. Suggerisco sempre di stipularlo all’inizio di una relazione Bdsm. La legge non ammette ignoranza, questo è vero, ma non per questo bisogna essere “fessi”.
Bottom - E' il termine che denota la sua sottomissione al Top. Entrambe figure mene intense a quella di schiavitù (Padrone/slave), ma lo stesso improntato su pratiche fisiche e psicologiche. . Vi sono bottom-bongade, ovvero, quelle persone a cui da piacere essere legate escutendo ogni rapporto di dominazione o sottomissione, ma per il puro piacere di “assaporare” l’adrenalina di una performance.
domenica 3 settembre 2017
Chastity Stories: DAY 7
La prova consisteva nell'iniziare con un periodo di sette giorni.
100,000 views!!!!!!!!!!!!!!!!!!
DG
I thank all those who have followed and supported me to reach this incredible goal!
sabato 2 settembre 2017
Chastity Stories: DAY 6
Sei giorni dal rigoroso ordine di castità. Fino ad oggi ho dato il massimo dell'impegno per non deludere Domina Goldy.
Il T&D al quale sono stato sottoposto si fa ancora sentire. I tentativi di erezione, soprattutto notturni, diventano sempre più impegnativi. Questa notte ho dovuto ricorrere ad una piccola doccia gelata, su pene e testicoli, per sedare l'eccitazione. Così facendo quella fisica è arretrata, mentre quella latente non accenna a placarsi. Per fortuna che non dovrò essere nuovamente sottoposto ad una sessione di tease & denial, perché ho il serio timore di non poter resistere. È solo l'inizio e mi sto muovendo in un territorio pieno di difficoltà, nonostante abbia pressoché azzerato le tentazioni.
Ad esempio: ho trasferito dal PC ad un HD esterno tutti i filmati fetish/femdom/BDSM, per evitare di guardarne anche solo pochi minuti (e vorrei proprio farlo), un gesto masochistico ma almeno appagherebbe visivamente. Più sono costretto a mantenere le distanze da certe realtà più ne avverto la mancanza. Resisto, per il percorso e le cure che Domina Goldy sta dedicando alla mia persona.
È l'unica cosa che posso fare, tutto il resto è sotto chiave.
venerdì 1 settembre 2017
Chastity Stories: DAY 5
La notte è trascorsa in maniera difficile.
Il sonno mi è stato interrotto diverse volte da un'erezione che la CB6000 ha puntualmente strozzato sul nascere. Sentivo il pene dolorante per l'impossibilità di estendersi, ingrossarsi. La sera prima ho subito il trattamento di T&D, ordinato da Domina Goldy.
Deva, la mia compagna, si è fatt esecutrice dell'ordine della Mistress. Alle 19:00 ha iniziato la terapia: in ginocchio sono stato immobilizzato con un paio di polsiere di pelle, di modo da avere le braccia bloccate dietro alla schiena. Anche la vista è stata impedita con l'aiuto di una mascherina. Infine la ballgag ha sigillato ogni possibilità di lamento e indicazione che lo sperma sarebbe potuto uscire.
Deva, divertita e curiosa per la mia condizione di totale impotenza, mi ha liberato dal dispositivo di castità.
La prima sensazione è stata di libertà, come non provavo da giorni, poi di piacere accentuato dal fresco del gel che mi ha cosparso sul membro. Pochi attimi e tutto è iniziato. Ero talmente eccitato che sarei potuto venire in pochi minuti, rovinando il prezioso lavoro di Domina Goldy. La masturbazione proseguiva, si interrompeva, riprendeva, in modo spietato. Ho quasi raggiunto il culmine in almeno tre occasioni, perfettamente rientrate in controllo per merito di una serie di sberle ricevute sui testicoli. Il dolore inatteso mi ha riportato indietro. Passato il tempo mi sentivo esausto. Per tutte le ore successive ho avvertito una forte necessità di orgasmo, fino al primo mattino. Ora ho di fronte un altro giorno, il quinto, e ancora due giorni per chiudere la mia prima reale settimana di castità. Sono davvero lieto del programma rieducativo è felice di non aver ancora deluso le aspettative di Domina Goldy.
RINGRAZIO SENTITAMENTE LA MIA COMPLICE DEVA, SENZA LA CUI PRESENZA QUESTO GIOCO NON SAREBBE COSÌ DIVERTENTE.
E grazie a te P.
Chastity Stories: DAY 4
31 agosto. Quarto giorno.
Prosegue la castità imposta da Domina Goldy come terapia correttiva.
Negli anni passati sono stato un discreto masturbatore: due, tre seghe al giorno. I video di Sidonia Von Bork sono stati un'ottimo incentivo, quindi non appena connesso alla rete iniziava la mia ricerca compulsiva. Sono stati tempi di dispersioni, ormai passati.
La notte è trascorsa meglio delle altre, nel senso che per la prima volta non mi sono svegliato per i fastidi portati dalla CB6000. Credo di poter dire che l'abitudine a indossarla sta diventando parte della mia persona. L'essere così compresso aumenta la sensibilità delle parti genitali esposti e, appena libero per occuparmi dell'igiene, l'erezione si manifesta in maniera sempre più prepotente. Normale, sì, ma faticosa da far rientrare. Entro la fine della giornata avrò un altro compito da svolgere: Domina Goldy ha ordinato un tease & denial della durata di 30 minuti, da subire con la complicità della mia compagna. Lo scenario sarà il seguente: maschera a coprire gli occhi, ball gag, manette. Così costretto verrò stimolato, con il severo divieto di non venire. Sarà un esercizio di resistenza che ha accesso diverse preoccupazioni: 1) non riuscire a resistere; 2) di conseguenza deludere Domina Goldy.
Questi pensieri hanno fatto sì che provassi a contrattare sul tempo del trattamento, ma Domina Goldy è stata ferma sulla sua posizione. Per l'educazione al controllo 30 minuti sono un tempo necessario.
Non posso fare altro che subire la cura impegnandomi a resistere.
mercoledì 30 agosto 2017
Chastity Stories: DAY 3
Proseguono le "cure" di Domina Goldy sulla mia educazione. Domina Goldy è presente con grande scrupolo, dona gentilezza e ascolto. Ha chiaro che la castità è alla base di tutto e che sono neofita, quindi bisognoso di "affiancamento".
Il terzo giorno è iniziato con la pulizia della gabbia e l'igiene intima, di primo mattino.
Appena libero una vistosa erezione si è manifestata.
Sapone e acqua fredda hanno comunque dato vita ad una sensibilità che non credevo possibile. Per poco sono stato anche tentato di accennare una masturbazione ma non sarebbe stato scusato. Quindi ho svolto ogni mansione personale impegnando la testa altrove ma ho comunque avuto qualche difficoltà a farlo rientrare nella CB6000.
Questa mattina un piccolo compito: l'uscita con indosso mutandine femminili. Richiesta prontamente soddisfatta, che però non ha aggiunto nulla nel mio grado di eccitazione latente o imbarazzo generale. Come se non le avessi avute. È stato comunque un esperimento interessante. Proseguo con l'impegno della castità. Domina Goldy mi ha comunicato di non avere altri compiti per me, oggi. Ma resto comunque in attesa. Sia mai che la Mistress abbia un "capriccio" e mi trovi nella condizione di non poterlo soddisfare.











