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sabato 30 aprile 2016
giovedì 28 aprile 2016
lunedì 25 aprile 2016
Maid Training o cameriera domestica: formazione
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giovedì 21 aprile 2016
lunedì 18 aprile 2016
Pratiche sessuali: SLAVE SISSY
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| My sissy Deb |
Le motivazioni che inducono un uomo a trasformarsi in sissy possono essere individuabili nel desiderio di identificarsi nella mentalità femminile o solo come attività feticista; in ogni caso l'identificarsi in una sissy rappresenta una trasformazione volontaria da maschile a femminile. La trasformazione riguarderà sia una trasformazione fisica che una trasformazione comportamentale che prende il nome di femminilizzazione o sissification.
Il processo di sissyfication o femminilizzazione da uomo a slave syssy può avere carattere temporaneo ma anche permanente e inoltre la trasformazione può essere qualcosa che l'uomo slave sissy esercita solo in privato ma anche in pubblico e sempre con carattere temporaneo o permanente.
Esiste un'infinita varietà di slave sissy che si distinguono l'una dall'altra dal tipo di abbigliamento preferito ma anche dal conseguente trucco adottato; vi sono infatti slave sissy che prediligono un abbigliamento fetish e/o uniformi mentre altre preferiscono vestirsi in modo iper-sessuale. Lo slave che si identificano in sissy rappresentano un ampio spettro anche per quanto riguarda l'orientamento sessuale; una sissy si potrebbe desiderare esclusivamente una sessualità eterosessuale o vanilla e quindi desidera unicamente essere dominata da una donna mentre altre sissy potrebbero preferire una sessualità bisessuale o omosessuale e quindi preferire una dominazione maschile.
In ogni caso è d'obbligo sottolineare che lo slave in oggetto per sua natura non può essere considerata vanilla e/o unicamente eterosessuale, fenomeno riscontrabili unicamente nel mondo artefatto del virtuale, ma proprio per la sua "trasformazione", non solo estetica, da uomo a donna per sua intrinseca natura risulta essere a tutti gli effetti considerata come donna e quindi all'interno delle pratiche sessuali di sottomissione e femminilizzazione ha per lo meno una attrazione/curiosità verso la bisessualità tanto è vero che, qualora le si si concedano rapporti sessuali, questi nella stragrande maggioranza dei casi contemplano la penetrazione orale e/o anale della sissy sia con sex dildo (vedi pratiche sessuali di pegging) che con uomini tenendo sempre conto che la sissy è comunque un ruolo sottomesso.
Un gioco di ruolo perverso, eccitante, complesso e con vari risvolti, che non tutti i Dominanti gradiscono e non tutti i sub sono all'altezza di sostenere adeguatamente: la femminilizzazione, nota anche col nome inglese di sissy fication o forced feminization (femminizzazione forzata) mira a cancellare ogni traccia di virilità in un uomo, fino a trasformarlo in una sissy, ovvero in una femmina perfetta.

A differenza di quanto si possa immaginare lo slave sissy è ben diversa dal travestitismo in cui i travestiti sono istintivi e spontanei ed hanno acquisto l'abitudine dell'indossare vestiti del sesso opposto ma che tuttavia mantengono la propria identità genetica e le proprie preferenze sessuali.
giovedì 14 aprile 2016
lunedì 11 aprile 2016
Feticismo di travestimento
Il feticismo di travestimento è una forma di parafilia per cui si prova eccitazione o piacere sessuale indossando abiti tradizionalmente attribuiti all'altro sesso.
A differenza del travestitismo, inteso come comportamento di cross dressing, non ha niente a che vedere con identità di genere, ma soltanto con le preferenze sessuali del soggetto. Tipico del feticista, rispetto al travestito vero e proprio, è infatti il bisogno di liberarsi dei vestiti dopo il raggiungimento dell'orgasmo, dunque nel momento in cui il desiderio sessuale diminuisce. Per quanto riguarda l'orientamento sessuale, per la maggior parte le persone interessate dal feticismo di travestimento sono uomini eterosessuali, spesso sposati.
A differenza del travestitismo, inteso come comportamento di cross dressing, non ha niente a che vedere con identità di genere, ma soltanto con le preferenze sessuali del soggetto. Tipico del feticista, rispetto al travestito vero e proprio, è infatti il bisogno di liberarsi dei vestiti dopo il raggiungimento dell'orgasmo, dunque nel momento in cui il desiderio sessuale diminuisce. Per quanto riguarda l'orientamento sessuale, per la maggior parte le persone interessate dal feticismo di travestimento sono uomini eterosessuali, spesso sposati.
In ambito psichiatrico, psicopatologico e sessuologico, con parafilia (dal greco para παρά = "presso", "accanto", "oltre" e filia φιλία = "amore", "affinità") s'intendono pulsioni erotiche connotate da fantasie o impulsi intensi e ricorrenti, che implicano attività o situazioni specifiche che riguardino oggetti, che comportino sofferenza e/o umiliazione. Vengono considerate parafilie tutti quei comportamenti sessuali atipici per i quali il soggetto sente una forte e persistente eccitazione erotico-sessuale. Tale condizione erotica è vissuta in perfetta egosintonia.
Questo tipo di feticismo, catalogato nella classificazione ICD, viene considerato come una patologia soltanto se gli interessati soffrono della loro condizione.
Anche il DSM IV-TR (2000) classifica il feticismo di travestimento all'interno delle parafilie riferendosi a "fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, riguardanti il travestimento in un maschio eterosessuale". Anche se lo status di eterosessuale maschio viene riportato come preferenziale, alcuni autori (Langstrom & Zucher, 2005) hanno osservato elementi che suggeriscono una percentuale anche se minore, di uomini con feticismo di travestimento con orientamento omosessuale, bisessuale o addirittura asessuale. Deve essere chiaro che il nucleo centrale del feticismo di travestimento rimane quello di vivere una certa eccitazione erotico-sessuale mettendo in atto un particolare comportamento di cross-dressing. Questo comportamento può variare dal semplice portare occasionalmente un certo abbigliamento intimo femminile sotto abiti maschili (culotte, autoreggenti, etc.), a vestirsi e truccarsi completamente come una donna in pubblico. Tale modo di fare non necessariamente può causare distress clinici significativi o e/o danni dell'individuo.
Anche il DSM IV-TR (2000) classifica il feticismo di travestimento all'interno delle parafilie riferendosi a "fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, riguardanti il travestimento in un maschio eterosessuale". Anche se lo status di eterosessuale maschio viene riportato come preferenziale, alcuni autori (Langstrom & Zucher, 2005) hanno osservato elementi che suggeriscono una percentuale anche se minore, di uomini con feticismo di travestimento con orientamento omosessuale, bisessuale o addirittura asessuale. Deve essere chiaro che il nucleo centrale del feticismo di travestimento rimane quello di vivere una certa eccitazione erotico-sessuale mettendo in atto un particolare comportamento di cross-dressing. Questo comportamento può variare dal semplice portare occasionalmente un certo abbigliamento intimo femminile sotto abiti maschili (culotte, autoreggenti, etc.), a vestirsi e truccarsi completamente come una donna in pubblico. Tale modo di fare non necessariamente può causare distress clinici significativi o e/o danni dell'individuo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Feticismo_di_travestimento
venerdì 8 aprile 2016
Ruoli Bdsm
Dominant: Una persona (su Fetlife si intende di genere maschile visto che esiste l’omologo Domme, ma in altri contesti Dominant può essere usato indifferentemente per uomini o donne) che assume il controllo sessuale (e non solo) di un partner sottomesso, seppure non in maniera totalizzante e comunque con dei limiti (temporali e/o spaziali) definiti da entrambe le parti. Di solito, al di là di quei limiti (sessione) il Dominante e il/la sottomesso/a interagiscono come pari.
Domme: Una persona (su Fetlife si intende di genere femminile visto che esiste l’omologo Dominant, ma in altri contesti Dominant può essere usato indifferentemente per uomini o donne) che assume il controllo sessuale (e non solo) di un partner sottomesso, seppure non in maniera totalizzante e comunque con dei limiti (temporali e/o spaziali) definiti da entrambe le parti. Di solito, al di là di quei limiti (sessione) il Dominante e il/la sottomesso/a interagiscono come pari.
Switch: Una persona che ama alternare situazioni in cui ha un ruolo Dominante con altre in cui ha un ruolo sottomesso. Tale alternanza di ruoli si può verificare in vari modi: con partner diversi, anche in tempi diversi (A era dominante con il vecchio partner B, ma è sottomesso con il nuovo partner C) o con partner diversi contemporaneamente (A è dominante con il partner B e sottomesso con il partner C, avendo una relazione contemporanea con entrambi) o all’interno della stessa relazione con l’altro partner (A e B sono entrambi switch e possono alternare momenti in cui l’uno o l’altro assumono il ruolo dominante e l’altro quello sottomesso).
Submissive: Una persona (in inglese il termine si applica a persone di qualunque genere, mentre in italiano si distingue tra sottomesso e sottomessa) in un rapporto di Dominazione/Sottomissione (la parte DS del BDSM), ma spesso si usa per indicare una persona che cede il controllo su alcuni diritti per un periodo limitato al suo Padrone/a, di solito per la durata della sessione. A differenza del rapporto Master/Mistress-schiavo/a qui ci sono dei limiti sia come attività che come durata. Il/la sub non è sotto il controllo totale del suo Padrone/a. Si sottomette solo fino ad un certo punto (quale sia questo punto dipende dalle due persone coinvolte).
Master: Una persona (di genere maschile) che assume il controllo totale di uno/a slave (Total Power Exchange), al punto da non avere mai interruzioni del rapporto di Dominazione/sottomissione. Il rapporto è di tipo 24/7 e potrebbe essere paragonato, come importanza e impegno, ad un matrimonio.
Mistress: Una persona (di genere femminile) che assume il controllo totale di uno/a slave (Total Power Exchange), al punto da non avere mai interruzioni del rapporto di Dominazione/sottomissione. Il rapporto è di tipo 24/7 e potrebbe essere paragonato, come importanza e impegno, ad un matrimonio.
Slave: Una persona (in inglese il termine si applica a persone di qualunque genere, mentre in italiano si distingue tra schiavo e schiava) che cede il controllo in via definitiva e totale ad un Master/Mistress. Il rapporto è di tipo 24/7 e potrebbe essere paragonato, come importanza e impegno, ad un matrimonio. Lo/a schiavo/a è OBBLIGATO ad eseguire gli ordini ricevuti e deve chiedere permesso per fare tutto ciò che non gli viene ordinato. Per questo non ha nessun diritto. La schiavitù è il dono più grande che una persona possa offrire ad un’altra all’interno di un rapporto BDSM. La schiavitù è un rapporto senza limiti prefissati e senza limiti di tempo. Nella stragrande maggioranza dei casi il rapporto inizia in maniera molto formale (la cerimonia di collarizzazione) e spesso entrambi firmano un contratto in cui espongono i propri ruoli e i propri doveri/diritti. A questa categoria appartengono i rapporti Gor.
Pet: è un termine molto meno formale e, di solito, indica un rapporto simile ad uno slave in addestramento. E’ anche utilizzato spesso come nomignolo da chi fa pet play.
Kajira: una kajira è il nome dato dallo scrittore John Norman ad una schiava all’interno dei suoi romanzi della saga di Gor. Le schiave goreane sono addestrate ad essere totalmente obbedienti ai loro padroni. Una buona kajira è bella, obbediente e in grado di essere una fonte di divertimento e piacere. Sebbene una schiava non possegga nulla, il suo valore è dato dalla sua bellezza e dalle sue capacità e può essere venduta come qualsiasi altra proprietà. Questa parola non ha quasi alcuna funzione pratica nel mondo reale, per lo meno con la definizione data qui sopra, considerando le difficoltà oggettive di mettere in pratica questo credo nella società moderna. E’ solitamente usato nei giochi di ruolo goreani online e durante riunioni private di persone con mentalità simili.
Kajirus: è la controparte maschile della kajira. Poiché il mondo di Gor è un mondo Maledom (ovvero dove gli uomini sono considerati superiori per definizione) i kajirus non sono considerati altrettanto preziosi quanto le kajira.
Top: E’ un termine generico che indica una persona (di qualunque genere) che ha un ruolo attivo durante una determinata pratica, anche se non vi è un rapporto di Dominazione/sottomissione in atto tra le due persone. Un esempio di Top è un rigger/bondager o un sadico.
Domme: Una persona (su Fetlife si intende di genere femminile visto che esiste l’omologo Dominant, ma in altri contesti Dominant può essere usato indifferentemente per uomini o donne) che assume il controllo sessuale (e non solo) di un partner sottomesso, seppure non in maniera totalizzante e comunque con dei limiti (temporali e/o spaziali) definiti da entrambe le parti. Di solito, al di là di quei limiti (sessione) il Dominante e il/la sottomesso/a interagiscono come pari.
Switch: Una persona che ama alternare situazioni in cui ha un ruolo Dominante con altre in cui ha un ruolo sottomesso. Tale alternanza di ruoli si può verificare in vari modi: con partner diversi, anche in tempi diversi (A era dominante con il vecchio partner B, ma è sottomesso con il nuovo partner C) o con partner diversi contemporaneamente (A è dominante con il partner B e sottomesso con il partner C, avendo una relazione contemporanea con entrambi) o all’interno della stessa relazione con l’altro partner (A e B sono entrambi switch e possono alternare momenti in cui l’uno o l’altro assumono il ruolo dominante e l’altro quello sottomesso).
Submissive: Una persona (in inglese il termine si applica a persone di qualunque genere, mentre in italiano si distingue tra sottomesso e sottomessa) in un rapporto di Dominazione/Sottomissione (la parte DS del BDSM), ma spesso si usa per indicare una persona che cede il controllo su alcuni diritti per un periodo limitato al suo Padrone/a, di solito per la durata della sessione. A differenza del rapporto Master/Mistress-schiavo/a qui ci sono dei limiti sia come attività che come durata. Il/la sub non è sotto il controllo totale del suo Padrone/a. Si sottomette solo fino ad un certo punto (quale sia questo punto dipende dalle due persone coinvolte).
Master: Una persona (di genere maschile) che assume il controllo totale di uno/a slave (Total Power Exchange), al punto da non avere mai interruzioni del rapporto di Dominazione/sottomissione. Il rapporto è di tipo 24/7 e potrebbe essere paragonato, come importanza e impegno, ad un matrimonio.
Mistress: Una persona (di genere femminile) che assume il controllo totale di uno/a slave (Total Power Exchange), al punto da non avere mai interruzioni del rapporto di Dominazione/sottomissione. Il rapporto è di tipo 24/7 e potrebbe essere paragonato, come importanza e impegno, ad un matrimonio.
Slave: Una persona (in inglese il termine si applica a persone di qualunque genere, mentre in italiano si distingue tra schiavo e schiava) che cede il controllo in via definitiva e totale ad un Master/Mistress. Il rapporto è di tipo 24/7 e potrebbe essere paragonato, come importanza e impegno, ad un matrimonio. Lo/a schiavo/a è OBBLIGATO ad eseguire gli ordini ricevuti e deve chiedere permesso per fare tutto ciò che non gli viene ordinato. Per questo non ha nessun diritto. La schiavitù è il dono più grande che una persona possa offrire ad un’altra all’interno di un rapporto BDSM. La schiavitù è un rapporto senza limiti prefissati e senza limiti di tempo. Nella stragrande maggioranza dei casi il rapporto inizia in maniera molto formale (la cerimonia di collarizzazione) e spesso entrambi firmano un contratto in cui espongono i propri ruoli e i propri doveri/diritti. A questa categoria appartengono i rapporti Gor.
Pet: è un termine molto meno formale e, di solito, indica un rapporto simile ad uno slave in addestramento. E’ anche utilizzato spesso come nomignolo da chi fa pet play.
Kajira: una kajira è il nome dato dallo scrittore John Norman ad una schiava all’interno dei suoi romanzi della saga di Gor. Le schiave goreane sono addestrate ad essere totalmente obbedienti ai loro padroni. Una buona kajira è bella, obbediente e in grado di essere una fonte di divertimento e piacere. Sebbene una schiava non possegga nulla, il suo valore è dato dalla sua bellezza e dalle sue capacità e può essere venduta come qualsiasi altra proprietà. Questa parola non ha quasi alcuna funzione pratica nel mondo reale, per lo meno con la definizione data qui sopra, considerando le difficoltà oggettive di mettere in pratica questo credo nella società moderna. E’ solitamente usato nei giochi di ruolo goreani online e durante riunioni private di persone con mentalità simili.
Kajirus: è la controparte maschile della kajira. Poiché il mondo di Gor è un mondo Maledom (ovvero dove gli uomini sono considerati superiori per definizione) i kajirus non sono considerati altrettanto preziosi quanto le kajira.
Top: E’ un termine generico che indica una persona (di qualunque genere) che ha un ruolo attivo durante una determinata pratica, anche se non vi è un rapporto di Dominazione/sottomissione in atto tra le due persone. Un esempio di Top è un rigger/bondager o un sadico.
Bottom: E’ un termine generico che esprime l’inferiorità di una persona (di qualunque genere) al suo Top. Il bottom può essere un masochista, un sub o uno slave. Un esempio di Bottom è una bondagette.
Sadist: In ambito BDSM viene definita così una persona (di qualunque genere) che, indipendentemente dall’interesse per la Dominazione, prova piacere nell’infliggere dolore ad una persona masochista. La base dello scambio di sensazioni dolorose è quindi, sempre, la consensualità. Una persona che ama far male a qualcuno di non consenziente o al di là (per durata temporale o intensità) di quanto concordato è un abuser.
Masochist: In ambito BDSM viene definita così una persona (di qualunque genere) che, indipendentemente dall’essere sottomesso/a a qualcuno, prova piacere nel ricevere dolore in maniera consensuale da un’altra persona (es. un Top) con cui vi è un rapporto di fiducia. In mancanza di un qualsiasi tipo di rapporto caratterizzante (in pratica, se per il masochista non è assolutamente importante chi sia la persona a dargli dolore e chiunque potrebbe andar bene) si è in una situazione che va al di là del BDSM.
Sadomasochist: in ambito BDSM viene definita così una persona (di qualunque genere) che, indipendentemente dall’essere Dominate e/o sottomesso/a a qualcuno, prova piacere nel dare e ricevere dolore in maniera consensuale ad un’altra persona con cui vi è un rapporto di fiducia. E’ l’equivalente di uno switch per quanto riguarda i rapporti di Dominazione/sottossione.
Sadist: In ambito BDSM viene definita così una persona (di qualunque genere) che, indipendentemente dall’interesse per la Dominazione, prova piacere nell’infliggere dolore ad una persona masochista. La base dello scambio di sensazioni dolorose è quindi, sempre, la consensualità. Una persona che ama far male a qualcuno di non consenziente o al di là (per durata temporale o intensità) di quanto concordato è un abuser.
Masochist: In ambito BDSM viene definita così una persona (di qualunque genere) che, indipendentemente dall’essere sottomesso/a a qualcuno, prova piacere nel ricevere dolore in maniera consensuale da un’altra persona (es. un Top) con cui vi è un rapporto di fiducia. In mancanza di un qualsiasi tipo di rapporto caratterizzante (in pratica, se per il masochista non è assolutamente importante chi sia la persona a dargli dolore e chiunque potrebbe andar bene) si è in una situazione che va al di là del BDSM.
Sadomasochist: in ambito BDSM viene definita così una persona (di qualunque genere) che, indipendentemente dall’essere Dominate e/o sottomesso/a a qualcuno, prova piacere nel dare e ricevere dolore in maniera consensuale ad un’altra persona con cui vi è un rapporto di fiducia. E’ l’equivalente di uno switch per quanto riguarda i rapporti di Dominazione/sottossione.
Ageplayer: una persona (di qualunque genere) che ama rapporti con persone molto più vecchie o più giovani. L’ageplay non ha nulla a che fare con l’abuso di minore in quanto entrambi le persone sono consapevoli della loro reale età e sanno distinguere il ruolo di adulto/a e quello di bambino/a.
Daddy: una persona (di sesso maschile) che ama rapporti con persone molto più giovani, assumento il ruolo, figurato o no, di una figura paterna. Il Daddy assume volentieri il compito di guida e di formatore nei confronti di una babygirl. Le relazioni Daddy/babygirl non hanno nulla a che fare con l’incesto: sono molto simili alle relazioni Dom/sub con una maggiore enfasi da parte del Daddy sulla parte affettiva, sull’accudimento, sulla formazione.
Babygirl: una persona (di sesso femminile) che ama rapporti con persone molto più vecchie, assumendo il ruolo di bambina (riflettendosi ad una specifica fascia d’età che può variare da persona a persona). Una babygirl ammira e rispetta il suo Daddy, richiede da lui molte attenzioni ed affetto, desidera imparare dal suo Daddy quante più cose possibili, spesso in più ambiti e senza alcun legame con il rapporto sentimentale/affettivo/sessuale con il Daddy.
Brat: una bottom di sesso femminile che ama ribellarsi al controllo o sfidare il Top. La varietà delle brat va da quelle spocchiose alle cosiddette S.A.M. Smart Ass Masochist (ovvero una bottom che, piuttosto che sottomettersi, sfida o provoca un Dom per farsi punire). Alcune brat tendono a mettere alla prova i propri Dominanti, altre desiderano essere “conquistate e domate”, mentre altre semplicemente non amano essere controllate.
Hedonist: una persona (di qualunque genere) che ricerca il piacere in qualunque forma ed è meno vincolata da ruoli o definizioni.
Daddy: una persona (di sesso maschile) che ama rapporti con persone molto più giovani, assumento il ruolo, figurato o no, di una figura paterna. Il Daddy assume volentieri il compito di guida e di formatore nei confronti di una babygirl. Le relazioni Daddy/babygirl non hanno nulla a che fare con l’incesto: sono molto simili alle relazioni Dom/sub con una maggiore enfasi da parte del Daddy sulla parte affettiva, sull’accudimento, sulla formazione.
Babygirl: una persona (di sesso femminile) che ama rapporti con persone molto più vecchie, assumendo il ruolo di bambina (riflettendosi ad una specifica fascia d’età che può variare da persona a persona). Una babygirl ammira e rispetta il suo Daddy, richiede da lui molte attenzioni ed affetto, desidera imparare dal suo Daddy quante più cose possibili, spesso in più ambiti e senza alcun legame con il rapporto sentimentale/affettivo/sessuale con il Daddy.
Brat: una bottom di sesso femminile che ama ribellarsi al controllo o sfidare il Top. La varietà delle brat va da quelle spocchiose alle cosiddette S.A.M. Smart Ass Masochist (ovvero una bottom che, piuttosto che sottomettersi, sfida o provoca un Dom per farsi punire). Alcune brat tendono a mettere alla prova i propri Dominanti, altre desiderano essere “conquistate e domate”, mentre altre semplicemente non amano essere controllate.
Hedonist: una persona (di qualunque genere) che ricerca il piacere in qualunque forma ed è meno vincolata da ruoli o definizioni.
Fetishist: Un feticista è una persona (di qualunque genere) che ha una passione, che diventa anche oggetto di attenzioni sessuali, per un indumento (es. calze o scarpe di un determinato tipo), parte del corpo (seno, piedi, etc) o situazione reale o immaginaria.
Kinkster: Una persona (di qualunque genere) che ama e partecipa regolarmente in situazioni sessuali considerate “kinky”. Spesso è un termine usato per indicare qualcuno che, pur essendo attratto da queste pratiche, non ne ha preso piena consapevolezza e ci si abbandona in modo puramente “istintivo”.
Kinkster: Una persona (di qualunque genere) che ama e partecipa regolarmente in situazioni sessuali considerate “kinky”. Spesso è un termine usato per indicare qualcuno che, pur essendo attratto da queste pratiche, non ne ha preso piena consapevolezza e ci si abbandona in modo puramente “istintivo”.
Vanilla: una persona (di qualunque genere) che non è interessata a pratiche BDSM.
Unsure: una persona che non è sicura di come definirsi. Di solito sono kinkster che stanno valutando il proprio ruolo in modo più approfondito.
http://www.alcova.biz/blog/i-termini-relativi-al-genere-orientamento-sessuale-e-ruoli-del-bdsm/
Unsure: una persona che non è sicura di come definirsi. Di solito sono kinkster che stanno valutando il proprio ruolo in modo più approfondito.
http://www.alcova.biz/blog/i-termini-relativi-al-genere-orientamento-sessuale-e-ruoli-del-bdsm/
lunedì 4 aprile 2016
I termini schiavo/a, sottomesso, bottom
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venerdì 1 aprile 2016
Dominanti? Cosa vuol dire? Un punto di vista
Che vuol dire quindi essere Dominanti di qualcuno? Vuol dire che quel qualcuno ha dato alla persona Dominante il potere di decidere per lui o per lei su alcuni aspetti della loro vita, generalmente ma non solo la sfera erotica. Più nel pratico, alcuni esempi possono essere:
Ovviamente tutto questo è fatto con consensualità, ricordiamolo ancora, e per il benessere di tutti i coinvolti. Un Dominante deve sapere che, nel prendersi l'onore di poter decidere per il sottomesso si prende anche l'onere di cercare di decidere per il meglio di entrambi. In tutte le pratiche citate e in qualunque altre si possano pensare, soft o più estreme che siano, è fondamentale saper valutare quanto per coloro che assumono il ruolo di Dominante sia importante assumere la responsabilità della incolumità psicologica e fisica del sub che gli si affida; un Dominante, prima di pretendere obbedienza, deve assicurarsi di essere in grado di gestirla. L'intelligenza di coloro che assumono il ruolo di sub sta invece nel sapere scegliere una o delle persone in grado di gestire tale responsabilità con la dovuta serietà e perizia. Alcuni sottomessi amano sentire che il Dominante si sta prendendo cura di loro, altri invece apprezzano di crogiolarsi nella sensazione di essere maltrattati e sfruttati senza considerazione, ma anche in questo secondo caso si tratta pur sempre di un rapporto condiviso, uno scambio, e se tutte le parti non trovano una pur contorta gratificazione il rapporto stesso è ovviamente destinato a crollare molto presto.
- Controllo del sesso: decidendo se, quando, come il partner possa o non possa godere. Imponendo o negando rapporti sessuali di vario genere. Dirigendo la masturbazione...
- Controllo delle sensazioni: piacere, dolore, solletico, disgusto, fastidio, caldo, freddo, etc.
- Controllo dell'aspetto: può andare dal richiedere un determinato abbigliamento, far depilare il corpo etc., all'imprimere segni permanenti o semipermanenti come tatuaggi, piercing, cicatrici particolari o altro.
- Controllo delle emozioni: creando situazioni che facciano sentire il partner spaventato o imbarazzato o eccitato o confuso o umiliato o geloso etc.
- Controllo del comportamento: impartendo regole di condotta. Dando ordini o prescrivendo rituali da eseguire, al puro scopo di ribadire il legame di sottomissione che lega il partner al suo Dominante, o con obiettivi più specifici come servizi utili al benessere del Dominante o anche compiti per la crescita e il miglioramento del sottomesso stesso.
- Giochi di ruolo: ossia impersonando personaggi diversi da quello che si è realmente, e inscenando per gioco delle dinamiche particolari come ad esempio Maestro/a e allievo/a, guardia e delinquente, animale e suo possessore, stupratore e vittima, signore/a e cameriera/e e chi più ne ha più ne metta.
- Farsi venerare: quando il partner sub si dedica alla gratificazione del partner Dom prendendosi cura del suo corpo con massaggi, dedicandogli gesti di devozione, apprezzando i suoi capi d'abbigliamento quali reliquie o simili...
- Impartire punizioni per uno dei punti precedenti se mal eseguiti, disubbidienze o altre mancanze.
Ovviamente tutto questo è fatto con consensualità, ricordiamolo ancora, e per il benessere di tutti i coinvolti. Un Dominante deve sapere che, nel prendersi l'onore di poter decidere per il sottomesso si prende anche l'onere di cercare di decidere per il meglio di entrambi. In tutte le pratiche citate e in qualunque altre si possano pensare, soft o più estreme che siano, è fondamentale saper valutare quanto per coloro che assumono il ruolo di Dominante sia importante assumere la responsabilità della incolumità psicologica e fisica del sub che gli si affida; un Dominante, prima di pretendere obbedienza, deve assicurarsi di essere in grado di gestirla. L'intelligenza di coloro che assumono il ruolo di sub sta invece nel sapere scegliere una o delle persone in grado di gestire tale responsabilità con la dovuta serietà e perizia. Alcuni sottomessi amano sentire che il Dominante si sta prendendo cura di loro, altri invece apprezzano di crogiolarsi nella sensazione di essere maltrattati e sfruttati senza considerazione, ma anche in questo secondo caso si tratta pur sempre di un rapporto condiviso, uno scambio, e se tutte le parti non trovano una pur contorta gratificazione il rapporto stesso è ovviamente destinato a crollare molto presto.
martedì 29 marzo 2016
Dominare... Cosa vuol dire? Un punto di vista
Siamo abituati a sentire termini come “SM” o “sadomaso” o “sadomasochismo” che provengono dai tempi in cui queste varianti hard di fare l’amore erano ancora considerate delle patologie. Oggi negli ambienti clinici si parla di “parafilie”, ma nella concezione normale della gente si mischia un po’ tutto.
Chi si occupa praticamente del sesso hard, preferisce il termine BDSM che copre un’ampia gamma di esperienze e tiene conto della sua dimensione voluta e ricercata.
Il termine inglese include tre tipi di sceneggiature diverse che talvolta si mescolano, altre volte sono ben distinte:
• BD significa: bondage and discipline
• DS vuol dire: domination and submission
• SM sta per: sadism and masochism
Questo pacchetto chiarisce come gli amanti di giochi di potere e sottomissione, umiltà e devozione, dolore o non-dolore sono tutti ritrovabili nel concetto di BDSM. Un motivo in più per dichiarare onestamente ai potenziali partner di gioco se i propri desideri sono collocati piuttosto nel dolore, nella sottomissione, nell’umiliazione, nell’essere alla mercè di un altro. Chi ama gli stivali non necessariamente vuole anche essere pestato. Chi ama servire, può detestare la punizione. Chi preferisce gli stimoli visivi, forse rinuncia volentieri all’essere toccato. Una persona masochista in certe circostanze non trova alcun piacere nello stare in ginocchio.
DOMINARE
Abbiamo detto che in questo tipo di gioco il dominante entra consapevolmente nel suo ruolo per godere del suo potere, mentre il sottomesso può esplorare la sua capacità di abbandonarsi e godere nell’essere “vittima”. Mettiamo vittima fra virgolette perché nella prassi il più delle volte è il sottomesso a godere di più: c’è qualcuno che si prende cura di lui, viene viziato e riceve molte più attenzioni e stimolazioni erotiche, che in altre occasioni. Se per il sottomesso la sfida più grande è quella di abbandonarsi e di concedere all’altro la regia del gioco, il compito per il dominante è molteplice. Molti principianti pensano che con quattro corde, due fruste e un’idea in testa si possa fare il dominante. Si meravigliano quando dopo un quarto d’ora non sanno più cosa fare, lasciano perdere la dominanza e passano a fare l’amore come hanno sempre fatto.
Una volta creata la sceneggiatura, nella dominazione ci sono alcuni punti da osservare:
• Conviene preparare tutti gli attrezzi come corde, fruste, gel vaginale, preservativi, prima di iniziare il gioco per avere poi tutto a portata di mano. Come dominante ti metti gli abiti appropriati e ordini al sottomesso come deve vestirsi per arrivare al gioco, abbigliamento intimo compreso.
• Dominare non significa essere crudele, ma implica una maggiore comprensione di quanto si pensa. I sentimenti sono sempre presenti. Ricordatevi che nessuno di voi è un oggetto ma una persona. Se invece fa parte della tua sceneggiatura trattare l’altro come un oggetto, va definito prima del gioco. Per rendere il gioco erotico, oltre alla determinazione ci vuole anche empatia, allora si può godere attraverso il contatto con il sottomesso dell’intensità che questo sta provando. Essere dominante vuol dire avere il controllo su quattro cose: su se stesso, sul sottomesso, sulla relazione tra voi due, sulla sceneggiatura. Dominare è divertente e al contempo impegnativo, perché il dominante porta simultaneamente sia se stesso che l’altro ai propri limiti.
• Per entrambi durante i giochi hard è tassativo: niente alcool e nessuna altra droga, né legale né illegale. Tutti le droghe cambiano la sopportazione e la percezione ed estendono i limiti “normali”, possono ingannare sia te che il sottomesso senza che vi rendiate conto.
• Tieni conto che tutti abbiamo dei limiti. Se il sottomesso ti dice “puoi fare tutto con me” si sta illudendo o non è consapevole dei propri limiti. La stessa persona dopo 20 frustate stillerà “basta, fa troppo male” Se lui non riesce a essere preciso, è il tuo compito specificare fin dove puoi veramente andare.
• Almeno durante i primi giochi per allenare te e il sottomesso, puoi anticipare ogni azione a parole come: per questo errore ti do ora dieci sculacciate. Ti porterò un po’ più indietro per vederti meglio. Ti bendo gli occhi, allora non potrai più vedere, ma sentirai di più.
• Il sottomesso può entrare in uno stato di coscienza offuscata per vari motivi: perché ha varcato il limite del piacere conosciuto, o per l’intensità dell’abbandono, o del dolore, o dell’eccitazione, o di tutti questi fattori messi insieme. Se osservi che ha uno sguardo strano, che non reagisce più in maniera chiara e non ti sembra del tutto presente, fagli delle domande per testare la sua presenza. Chiedigli per esempio: “cosa senti? Ti ricordi il codice di sicurezza? Vuoi che mi fermi un po’?” E fatti dare delle risposte chiare. Con questo gioco portiamo le ombre alla luce, ma le ombre non devono sopraffarci, dobbiamo rimanere integri nella nostra psiche e nel nostro corpo.
• Dominare implica sedurre il sottomesso a esplorare i propri limiti, portarlo oltre a quello che da solo farebbe, portarlo oltre la prima soglia del coraggio e tenerlo nel gioco tra le due soglie. Perciò, una volta chiarita la linea generale del gioco, non chiedere troppo. Ricordati che tu hai la regia in mano, non lui! Questo riguarda anche le pratiche sessuali. Il sottomesso ti ha delegato di gestire il suo piacere e si aspetta di essere portato a esperienze nuove, si aspetta che tu lo fai eccitare, che attraverso la forza del tuo terzo chakra riesca ad aprire la sensualità del suo secondo e la passione del suo primo.
• Dominare non vuol dire necessariamente far soffrire il sottomesso. Dominare significa soltanto che tu hai il comando, ma non implica cosa fai. Potresti anche legarlo a una sedia e ordinargli di masturbarsi, mentre tu mangi comodamente una fetta di cocomero. Ricordati però che per masturbarsi gli serve avere una mano libera. Oppure potresti provocargli tanto piacere come lui non si sarebbe mai permesso, in modo sottile e graduale, trattandolo con piume, carezze, parole eccitanti, ordinandogli di guardarti.
• Se lo schiavo prova ad uscire dal suo ruolo con parole tipo “non farmi questo” o “vedi di stare attendo, dove mi tocchi” o “aspetta, sono un po’ stanco” o simili imposizioni o manipolazioni, dove cerca di riprendere la regia, come padrone ricordagli del suo ruolo con un tono sicuro e deciso. Lo devi fare subito, al primo segnale, altrimenti rischi che pian piano i ruoli si omogeneizzeranno e il gioco si trasformerà nel solito brodo. Ricordati, finché il sottomesso non dice il codice di sicurezza, la direzione del gioco spetta esclusivamente e te!
• Ogni dominante ha un punto debole e ogni sottomesso ha dei momenti dove abbandonarsi è difficile. In questi momenti il sottomesso sarà tentato a togliere la forza al dominante manipolandolo. Donne sottomesse lo fanno spesso con delle battute ben piazzate, con sorrisi lusinganti, oppure ridendo. Se come dominante in questo momento non sei ben centrato, ti può tirare giù in un attimo. Per il dominante si tratta di riconoscere queste modalità e di tutelarsi per la prossima volta. Se per esempio il sottomesso ride, puoi punirlo severamente o usare un bavaglio.
• Non ti stupire se ti trovi in imbarazzo a fare il dominante. Se sei una persona abituata a compiacere gli altri, entrare consapevolmente nel ruolo del dominante può essere una tra le sfide maggiori. E potrebbe succederti, come lo abbiamo visto più di una volta, che il sottomesso dice “ancora, ancora” mentre il dominante esclama “non ce la faccio più” e getta la spugna.
• Dominare non significa necessariamente duro lavoro. Molti dominanti all’inizio fanno l’errore di usare troppi strumenti, di fare nodi complicati, di perdersi nei dettagli tecnici, di preoccuparsi più dell’attrezzatura che della persona che ha di fronte. Finiscono con l’essere “gli indaffarati” e dimenticano di essere “i dominanti”. Non conta tanto la tecnica, ma il tuo stato interiore, che il tuo terzo chakra si espanda, che provi piacere nel comando, che respiri il tuo potere. Alla fine del gioco prendetevi una pausa, non condividetevi subito i vostri vissuti, ma fatelo con una certa distanza, per esempio il giorno dopo. Ditevi apertamente cosa avete provato nel sottomettersi e nel dominare, nel fidarvi di te stesso e dell’altro, cosa vi è piaciuto e cosa non, cosa era particolarmente eccitante, quali modifiche hai percepito nell’aura, quali chakra erano accesi e vibranti e quali non. Ma parlate anche di eventuali difficoltà, incomprensioni, vergogne, timori, sensi di colpa o altre ombre della passione. Ditevi come vi siete sentiti nel periodo dopo il gioco. Questo è un punto importante, perché talvolta la vera ombra non si rivela durante, ma dopo il gioco. Raccontatevi, se qualcosa è rimasto inconcluso e sarebbe da riprendere un’altra volta, se avete scoperto un nuovo desiderio, se il dominante in un certo punto poteva andare anche oltre, se la sceneggiatura sarebbe da revisionare. Così da ogni gioco potete anche imparare: ognuno per sé e per la vostra relazione di coppia.
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Chi si occupa praticamente del sesso hard, preferisce il termine BDSM che copre un’ampia gamma di esperienze e tiene conto della sua dimensione voluta e ricercata.
Il termine inglese include tre tipi di sceneggiature diverse che talvolta si mescolano, altre volte sono ben distinte:
• BD significa: bondage and discipline
• DS vuol dire: domination and submission
• SM sta per: sadism and masochism
Questo pacchetto chiarisce come gli amanti di giochi di potere e sottomissione, umiltà e devozione, dolore o non-dolore sono tutti ritrovabili nel concetto di BDSM. Un motivo in più per dichiarare onestamente ai potenziali partner di gioco se i propri desideri sono collocati piuttosto nel dolore, nella sottomissione, nell’umiliazione, nell’essere alla mercè di un altro. Chi ama gli stivali non necessariamente vuole anche essere pestato. Chi ama servire, può detestare la punizione. Chi preferisce gli stimoli visivi, forse rinuncia volentieri all’essere toccato. Una persona masochista in certe circostanze non trova alcun piacere nello stare in ginocchio.
DOMINARE
Abbiamo detto che in questo tipo di gioco il dominante entra consapevolmente nel suo ruolo per godere del suo potere, mentre il sottomesso può esplorare la sua capacità di abbandonarsi e godere nell’essere “vittima”. Mettiamo vittima fra virgolette perché nella prassi il più delle volte è il sottomesso a godere di più: c’è qualcuno che si prende cura di lui, viene viziato e riceve molte più attenzioni e stimolazioni erotiche, che in altre occasioni. Se per il sottomesso la sfida più grande è quella di abbandonarsi e di concedere all’altro la regia del gioco, il compito per il dominante è molteplice. Molti principianti pensano che con quattro corde, due fruste e un’idea in testa si possa fare il dominante. Si meravigliano quando dopo un quarto d’ora non sanno più cosa fare, lasciano perdere la dominanza e passano a fare l’amore come hanno sempre fatto.
Una volta creata la sceneggiatura, nella dominazione ci sono alcuni punti da osservare:
• Conviene preparare tutti gli attrezzi come corde, fruste, gel vaginale, preservativi, prima di iniziare il gioco per avere poi tutto a portata di mano. Come dominante ti metti gli abiti appropriati e ordini al sottomesso come deve vestirsi per arrivare al gioco, abbigliamento intimo compreso.
• Dominare non significa essere crudele, ma implica una maggiore comprensione di quanto si pensa. I sentimenti sono sempre presenti. Ricordatevi che nessuno di voi è un oggetto ma una persona. Se invece fa parte della tua sceneggiatura trattare l’altro come un oggetto, va definito prima del gioco. Per rendere il gioco erotico, oltre alla determinazione ci vuole anche empatia, allora si può godere attraverso il contatto con il sottomesso dell’intensità che questo sta provando. Essere dominante vuol dire avere il controllo su quattro cose: su se stesso, sul sottomesso, sulla relazione tra voi due, sulla sceneggiatura. Dominare è divertente e al contempo impegnativo, perché il dominante porta simultaneamente sia se stesso che l’altro ai propri limiti.
• Per entrambi durante i giochi hard è tassativo: niente alcool e nessuna altra droga, né legale né illegale. Tutti le droghe cambiano la sopportazione e la percezione ed estendono i limiti “normali”, possono ingannare sia te che il sottomesso senza che vi rendiate conto.
• Tieni conto che tutti abbiamo dei limiti. Se il sottomesso ti dice “puoi fare tutto con me” si sta illudendo o non è consapevole dei propri limiti. La stessa persona dopo 20 frustate stillerà “basta, fa troppo male” Se lui non riesce a essere preciso, è il tuo compito specificare fin dove puoi veramente andare.
• Almeno durante i primi giochi per allenare te e il sottomesso, puoi anticipare ogni azione a parole come: per questo errore ti do ora dieci sculacciate. Ti porterò un po’ più indietro per vederti meglio. Ti bendo gli occhi, allora non potrai più vedere, ma sentirai di più.
• Il sottomesso può entrare in uno stato di coscienza offuscata per vari motivi: perché ha varcato il limite del piacere conosciuto, o per l’intensità dell’abbandono, o del dolore, o dell’eccitazione, o di tutti questi fattori messi insieme. Se osservi che ha uno sguardo strano, che non reagisce più in maniera chiara e non ti sembra del tutto presente, fagli delle domande per testare la sua presenza. Chiedigli per esempio: “cosa senti? Ti ricordi il codice di sicurezza? Vuoi che mi fermi un po’?” E fatti dare delle risposte chiare. Con questo gioco portiamo le ombre alla luce, ma le ombre non devono sopraffarci, dobbiamo rimanere integri nella nostra psiche e nel nostro corpo.
• Dominare implica sedurre il sottomesso a esplorare i propri limiti, portarlo oltre a quello che da solo farebbe, portarlo oltre la prima soglia del coraggio e tenerlo nel gioco tra le due soglie. Perciò, una volta chiarita la linea generale del gioco, non chiedere troppo. Ricordati che tu hai la regia in mano, non lui! Questo riguarda anche le pratiche sessuali. Il sottomesso ti ha delegato di gestire il suo piacere e si aspetta di essere portato a esperienze nuove, si aspetta che tu lo fai eccitare, che attraverso la forza del tuo terzo chakra riesca ad aprire la sensualità del suo secondo e la passione del suo primo.
• Dominare non vuol dire necessariamente far soffrire il sottomesso. Dominare significa soltanto che tu hai il comando, ma non implica cosa fai. Potresti anche legarlo a una sedia e ordinargli di masturbarsi, mentre tu mangi comodamente una fetta di cocomero. Ricordati però che per masturbarsi gli serve avere una mano libera. Oppure potresti provocargli tanto piacere come lui non si sarebbe mai permesso, in modo sottile e graduale, trattandolo con piume, carezze, parole eccitanti, ordinandogli di guardarti.
• Se lo schiavo prova ad uscire dal suo ruolo con parole tipo “non farmi questo” o “vedi di stare attendo, dove mi tocchi” o “aspetta, sono un po’ stanco” o simili imposizioni o manipolazioni, dove cerca di riprendere la regia, come padrone ricordagli del suo ruolo con un tono sicuro e deciso. Lo devi fare subito, al primo segnale, altrimenti rischi che pian piano i ruoli si omogeneizzeranno e il gioco si trasformerà nel solito brodo. Ricordati, finché il sottomesso non dice il codice di sicurezza, la direzione del gioco spetta esclusivamente e te!
• Ogni dominante ha un punto debole e ogni sottomesso ha dei momenti dove abbandonarsi è difficile. In questi momenti il sottomesso sarà tentato a togliere la forza al dominante manipolandolo. Donne sottomesse lo fanno spesso con delle battute ben piazzate, con sorrisi lusinganti, oppure ridendo. Se come dominante in questo momento non sei ben centrato, ti può tirare giù in un attimo. Per il dominante si tratta di riconoscere queste modalità e di tutelarsi per la prossima volta. Se per esempio il sottomesso ride, puoi punirlo severamente o usare un bavaglio.
• Non ti stupire se ti trovi in imbarazzo a fare il dominante. Se sei una persona abituata a compiacere gli altri, entrare consapevolmente nel ruolo del dominante può essere una tra le sfide maggiori. E potrebbe succederti, come lo abbiamo visto più di una volta, che il sottomesso dice “ancora, ancora” mentre il dominante esclama “non ce la faccio più” e getta la spugna.
• Dominare non significa necessariamente duro lavoro. Molti dominanti all’inizio fanno l’errore di usare troppi strumenti, di fare nodi complicati, di perdersi nei dettagli tecnici, di preoccuparsi più dell’attrezzatura che della persona che ha di fronte. Finiscono con l’essere “gli indaffarati” e dimenticano di essere “i dominanti”. Non conta tanto la tecnica, ma il tuo stato interiore, che il tuo terzo chakra si espanda, che provi piacere nel comando, che respiri il tuo potere. Alla fine del gioco prendetevi una pausa, non condividetevi subito i vostri vissuti, ma fatelo con una certa distanza, per esempio il giorno dopo. Ditevi apertamente cosa avete provato nel sottomettersi e nel dominare, nel fidarvi di te stesso e dell’altro, cosa vi è piaciuto e cosa non, cosa era particolarmente eccitante, quali modifiche hai percepito nell’aura, quali chakra erano accesi e vibranti e quali non. Ma parlate anche di eventuali difficoltà, incomprensioni, vergogne, timori, sensi di colpa o altre ombre della passione. Ditevi come vi siete sentiti nel periodo dopo il gioco. Questo è un punto importante, perché talvolta la vera ombra non si rivela durante, ma dopo il gioco. Raccontatevi, se qualcosa è rimasto inconcluso e sarebbe da riprendere un’altra volta, se avete scoperto un nuovo desiderio, se il dominante in un certo punto poteva andare anche oltre, se la sceneggiatura sarebbe da revisionare. Così da ogni gioco potete anche imparare: ognuno per sé e per la vostra relazione di coppia.
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lunedì 28 marzo 2016
mercoledì 23 marzo 2016
Ruined orgasm: orgasmo rovinato
L’«orgasmo rovinato» è un corollario della pratica teasing & denial e, più in generale, del controllo dell'orgasmo.
La Domme che a un certo punto decide di far godere il sub, ma che allo stesso tempo non vuole che costui si liberi di tutto il desiderio represso accumulato può usare questa tecnica.
Per questo motivo Mistress un po’ cattive, come me, che non vogliono andare contro la salute del sub ed al contempo non vogliono che si liberi di tutto il desiderio represso accumulato dopo tanti sacrifici, lasciano che lo sperma fuoriesca con un “orgasmo rovinato”. Per rendere ancora più chiaro il punto si vuole ottenere una eiaculazione senza orgasmo.
L’orgasmo si può rovinare in varie maniere e cercherò di seguito di illustrare alcuni esempi:
1. il primo tipo di orgasmo rovinato è l’orgasmo abbandonato. L’uomo è caratterizzato dal cosiddetto punto di non ritorno, superato quel momento non gli è più in nessuna maniera possibile trattenere l’eiaculazione. Il “trucco” sta quindi nell’arrivare a quel punto ed abbandonare immediatamente la stimolazione. L’eiaculazione avverrà, ma il sub non proverà alcun piacere anzi rimarrà fortemente frustrato e disperato.
4. ultimo tipo è l’eiaculazione per stimolazione indiretta. Premetto che non tutti gli uomini possono raggiungere questa eiaculazione e che anche quello che ci “riescono” non arrivano sempre ad averla. Consiste nel far eiaculare l’uomo senza che l’organo sessuale sia ne direttamente ne indirettamente interessato da qualsiasi tipo di tocco.
La Domme che a un certo punto decide di far godere il sub, ma che allo stesso tempo non vuole che costui si liberi di tutto il desiderio represso accumulato può usare questa tecnica.
Per questo motivo Mistress un po’ cattive, come me, che non vogliono andare contro la salute del sub ed al contempo non vogliono che si liberi di tutto il desiderio represso accumulato dopo tanti sacrifici, lasciano che lo sperma fuoriesca con un “orgasmo rovinato”. Per rendere ancora più chiaro il punto si vuole ottenere una eiaculazione senza orgasmo.
L’orgasmo si può rovinare in varie maniere e cercherò di seguito di illustrare alcuni esempi:
1. il primo tipo di orgasmo rovinato è l’orgasmo abbandonato. L’uomo è caratterizzato dal cosiddetto punto di non ritorno, superato quel momento non gli è più in nessuna maniera possibile trattenere l’eiaculazione. Il “trucco” sta quindi nell’arrivare a quel punto ed abbandonare immediatamente la stimolazione. L’eiaculazione avverrà, ma il sub non proverà alcun piacere anzi rimarrà fortemente frustrato e disperato.
2. un secondo tipo di orgasmo rovinato consiste nel far provare al sub proprio nel momento dell’orgasmo un corrispondente dolore che gli rende impossibile godere a pieno dell’imminente orgasmo ad esempio colpendo i testicoli.
3. uno corollario della tecnica di cui al punto due è una versione appena più soft. Si prosegue la stimolazione e si lascia godere appieno l’uomo e poi continuare la stimolazione ancora ed ancora. L’effetto è un dolore lancinante per l’uomo che mi maledirà con tutte le proprie forse e cercherà di sfuggire, per cui se volete provare legatelo prima!
4. ultimo tipo è l’eiaculazione per stimolazione indiretta. Premetto che non tutti gli uomini possono raggiungere questa eiaculazione e che anche quello che ci “riescono” non arrivano sempre ad averla. Consiste nel far eiaculare l’uomo senza che l’organo sessuale sia ne direttamente ne indirettamente interessato da qualsiasi tipo di tocco.
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