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lunedì 1 aprile 2019

Limiti nel rapporto SM by Fulvio Brumatti


Una persona sottomessa può porre dei limiti al proprio Dominante o è cosa politicamente non corretta? E un Dominante che si rispetti li può accettare? Se sì, i limiti nel rapporto BDSM come devono essere e quanti?
La necessità di iniziali discorsi chiari evitando parole dal signicato incerto come “soft” e “hard”. Il superamento dei propri limiti come traguardo e soddisfazione della persona sottomessa e anche del Dominante.
Differenza tra limiti e ricerca mirata.
La dominazione dal basso.

Esiste una corrente di pensiero tra i Master ed anche – ma in misura minore – tra le Mistress che afferma che un vero schiavo o schiava non può porre limiti e che un vero Master o una vera Mistress mai accetterebbe un rapporto con chi pretende di porre limiti al proprio dominante.
Si fanno gli esempi del soldato che impone gli ordini al generale snaturando del tutto la gerarchia e la disciplina. Si additano come pseudo Master e pseudo Mistress coloro che accettano di ascoltare i limiti espressi dallo schiavo/a e poi di accettarli.
Questa corrente di pensiero non è molto estesa e mi pare più diffusa tra coloro che non praticano ma si limitano a teorizzare ipotetici rapporti totalizzanti dissertando su vari forum del web.
La fantasia corre e spazia nei prati dove crescono, sotto i cavoli, schiave e schiavi senza limiti, nati solo per servire il primo Padrone che li chiama. Loro neppure aprono gli occhi per vedere chi è che li chiama e dicono subito ”sì, fai di me ciò che vuoi.”
Il “no limits” è caro anche a molti sottomessi, così come risulta anche dalla lettura delle inserzioni su questo sito. In una di qualche settimana fa’ leggo “rapporto 24/7 … accetterò tutto, … accetterò qualsiasi punizione fisica e qualsiasi umiliazione … il mio corpo, la mia mente, la mia volontà le apparterranno .. “ Ma il bello è che questa persona si definisce “quasi novizio”. Un quasi novizio che sa già di essere così capace?? Il sospetto che questa persona voglia rientrare a tutti i costi nella categoria dei “veri” schiavi è molto forte.
Dall’altra parte c’è la folta schiera di coloro che ammettono il concetto di limiti facendo giustamente osservare che il consenso si deve esprimere su qualcosa di concreto e non su un astratto concetto di schiavitù totale.
Il discorso dunque si chiude qui??
Magari!!
Qui iniziano invece le dolenti note perché il concetto di “limiti” deve trovare le sue applicazioni concrete fatte di una complessità infinita di possibili varianti.
Mi spiego meglio e per farlo provo a scrivere un annuncio.
“Sono uno schiavo molto bello, giovane e forte, cerco una Padrona per pratiche sadomaso però no a strapon per emorroidi, no a segni perché sposato, no aghi e pratiche cruente o schifose come pissing. Da evitare spanking e frusta per problemi di segni. Accetto incondizionatamente adorazione piedi purchè ben puliti, profumati e lavati con perlana”.
Ok, questa è una inserzione volutamente esagerata. Ma dove sta il confine tra l’esagerato e il giusto??
Come stabilirlo?
Basta andare nella rubrica delle inserzioni di questo sito per trovare una casistica estremamente variegata. Ed anche comprendere che trovare il confine è praticamente impossibile.
La domanda che ho posto è destinata a non avere risposta?
Proviamo allora a guardare da un’altra prospettiva. Chi è in grado di definire chi è il “vero” Master o la “vera” Mistress e parimenti chi il “vero” schiavo e “vera “schiava”??
La sublime arte BDSM non è fatta di teorie espresse da logorroici virtuali, ma si esercita e si crea sul campo con infinita pazienza e umiltà.
Quella che non hanno avuto le tante persone sottomesse che mi si sono presentate con l’ etichetta ”senza limiti”. Sono state le più grosse delusioni che io abbia mai incontrato perché persone senza capacità di giudizio e di autoanalisi. Senza una conoscenza di se stessi messi in rapporto con la pratica SM.
Io non sono un “vero” Master, ma solo “un” Master che oggi è quello che 20 anni fa non ero e neppure ero 10 anni fa. Una evoluzione fatta di grande amore, rispetto, attenzione e voglia di imparare in ogni possibile occasione.
L’esperienza sul campo mi ha insegnato che chi domina si deve sempre confrontare con una persona, un soggetto, un titolare di una volontà, una entità inserita nel sociale. Non con una astrazione concepita a tavolino (come i romanzi goreani dove le schiave sono tutte belle e incondizionatamente disponibili).
La persona sottomessa mi deve dare un segno tangibile della sua volontà ad essere sottomessa.
Qui occorre riferirsi brevemente alle 4 Regole su cui poggia l’ SM di cui la terza è “la capacità di intendere e volere”. La mia c’è ma quella della persona sottomessa? Con il solo monosillabo “sì” non posso saperla mentre essa mi diventa chiara da una più o meno lunga fase di conoscenza dove il discorso “limiti” è un bel discorso chiarificatore delle reali intenzioni della persona e della sua capacità di comprendere la situazione SM che si andrà a sviluppare.
Dunque qualche limite ci sta tutto perchè è nella logica delle cose ossia delle persone.
Una persona reale ha sempre dei limiti.
Possono essere di ordine fisico. Per es. escludere certe pratiche che si ritiene di detestare troppo (es. pissing) o di non poter sopportare per ragioni di salute (es. strapon per chi soffre di certi disturbi). Oppure verso le quali c’è una reale fobia come talvolta capita verso gli aghi.
Oppure pratiche contrarie ai propri principi di salvaguardia della propria salute (es. scat)
Possono essere di ordine più generale e riguardare gli orari e giorni in funzione del proprio lavoro e famiglia.
Meglio chiarire prima
Ciò che si verifica spesso – e qui iniziano le dolenti note – è che nei colloqui iniziali, la persona sottomessa tende a limitare i propri … limiti dicendone solo alcuni e non facendo elenco esatto.
Succede allora che nel primo incontro la persona cominci a dire inaspettatamente che quella cosa è no e anche quell’altra è no. Si ergono in breve barricate che snaturano il rapporto di Dominazione e sottomissione e giustificano ampiamente le forti doglianze espresse soprattutto dalle Mistress (non parlo ovviamente delle professioniste) verso gli schiavi che prima giurano che fanno tutto e poi vogliono comandare loro dicendo una serie di no e pilotando l’incontro verso le sole pratiche che a loro interessa.
Questo fatto si verifica molto molto spesso ed è uno dei maggiori ostacoli alla felicità e durata dei rapporti di questo tipo.
E sempre nel campo del non parlare chiaro all’inizio è il rispondere in modo evasivo alle domande della persona Dominante facendo ampio ricorso ai termini soft e hard che sono i termini più nefasti che si potevano inventare.
Che vuol dire soft???
Qui la soggettività è massima ed ognuno la intende come gli pare.
Personalmente non accetto mai un “sì” condizionato dal termine “soft”.
Non ha senso.
“Si, mi sta bene la frusta purché soft”.
Io non accetto mai una frase del genere.
Fustigazione sì oppure fustigazione no. Sono io poi che decido in base a mie valutazioni quanto e come amministrare una fustigazione.
Qui si misura anche il grado di fiducia che in me viene riposto. Se la persona sottomessa pensa che io non sappia essere “giusto ed equilibrato” è meglio neppure iniziare.
Questo concetto del giusto ed equilibrato introduce un altro concetto fondamentale quando si parla di limiti. Quello del loro superamento.
Leggevo qualche giorno fa, in uno dei forum di gabbia, l’intervento di una schiava che diceva: “Ho superato limiti che non credevo di superare, ed alcuni che non sapevo nemmeno di avere. E sono sicura che altri ne supererò, orgogliosa di riuscire a farlo, e felice di renderlo a sua volta orgoglioso di me.”
Superare un proprio limite è motivo di orgoglio per chi l’ha superato ed è altrettanto motivo di orgoglio per chi è riuscito a far fare alla propria schiava o schiavo un pezzo di strada impensato.
Il superamento dei limiti attiene infatti più al capitolo “soddisfazioni” che non al capitolo “ricerca dell’estremo”.
Le mie personali conclusioni sono:
- i limiti ci sono
- la estrinsecazione dei limiti serve anche per valutare la piena capacità di intendere e volere
- devono essere espressi chiaramente
- devono essere bene motivati

Come si vede non ho fatto cenno alla quantità dei limiti espressi.
Qualcuno mi potrebbe chiedere se 3 sono giusti o se 7 sono ancora accettabili e cosa ne penso di 13.
Domande senza senso.
Ogni Mistress e ogni Padrone deve decidere in base a quello che sente e non in base alla voglia di essere classificato “vera Mistress” o “vero Master”.
Come ho detto prima il “vero” non esiste ma esistono viceversa doti e modi comportamentali importanti per una buona riuscita di qualsiasi rapporto di Dominazione / sottomissione.
Deve decidere in base a quello che sente, agli obiettivi che si pone, alla sua esperienza.
Talvolta io sorrido quando mi viene detto di un certo limite. So già che per me sarà un divertimento abbatterlo pian piano, sarà una sfida da vincere, sarà un premio per la schiava che sarà felice di scoprire che oggi è più brava di ieri.
Il consiglio che mi sento di dare è di essere sempre molto onesti con se stessi. Dire la verità. Guardarsi dentro e non bluffare.
Vale per Mistress, Master, schiave, schiavi.

Altro discorso rispetto ai limiti è la ricerca mirata.
Faccio un esempio. Tra le inserzioni degli schiavi in questo sito, compare ogni tot mesi l’annuncio di un ragazzo emiliano che cerca persone per punizioni dure sul suo organo sessuale ed afferma di essere molto resistente. Questo ragazzo non pone limiti ma cerca qualcosa di specifico. Chi gli risponde sa esattamente cosa può aspettarsi e non deve lamentarsi che lo schiavo è “limitato”.

Altro discorso ancora è la dominazione dal basso.
Con questo termine si intende la schiava o schiavo che con la sua abilità e ben consapevole di farlo, induce la persona Dominante a fare solo le cose che vuole. Spesso queste persone si vantano con amici ed amiche della scena BDSM che il proprio Master o Mistress non comanda un bel niente e che loro sono più furbe. In questi casi viene da chiedersi quale sia il divertimento di questo gioco, ma è domanda che esula da questa esposizione molto semplice del concetto di limiti e delle più frequenti problematiche connesse.

Buon divertimento

by Fulvio Brumatti

https://www.gabbia.com/boudoir/05/03/2010/i-limiti-nel-rapporto-sm/

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